Dal 7 ottobre 29 uccisi dalla pioggia di fuoco sionista e neonazista
L’Esercito di Israele “non può garantire l’incolumità dei giornalisti”
Soprattutto se palestinesi che raccontano i crimini del nuovo Hitler Netanyahu
 
Il giornalista di “Al Jazeera” Wael Al-Dahdouh, capo dell'ufficio di Gaza dell'emittente araba, continua a riferire in diretta su quanto avviene a Gaza nonostante alcuni giorni fa abbia perso una dozzina di membri della sua famiglia in un attacco aereo israeliano. Il 25 ottobre la moglie, il figlio, la figlia e il nipote di Al-Dahdouh sono stati uccisi da un attacco aereo che ha colpito una casa nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. La sua famiglia si era rifugiata lì dopo essere stata sfollata. In totale di 12 membri della sua famiglia, tra cui nove bambini, sono rimasti uccisi nell'esplosione. Si chiamava Roshdi Sarrai e faceva il giornalista. È stato ucciso il 22 ottobre durante un criminale bombardamento israeliano su Gaza. Era palestinese, aveva 31 anni, una moglie e una figlia di un anno.
Questi gli ultimi due casi. Almeno 29 giornalisti hanno perso la vita dal 7 ottobre scorso nella guerra tra Israele e Hamas. È quanto si legge in un comunicato diffuso dal Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), secondo cui "le ultime tre settimane sono state il periodo più sanguinoso degli ultimi decenni per i giornalisti che si occupavano dei conflitti. Dei giornalisti uccisi, almeno 24 erano palestinesi”. Il Cpj ha inoltre affermato di essere "molto allarmato" dalle notizie di un blackout delle comunicazioni a Gaza: "Mentre i media perdono i contatti con le loro troupe e i giornalisti a Gaza, che testimoniano in modo indipendente per fornire informazioni sugli sviluppi e sul costo umano di questa guerra, il mondo sta perdendo una finestra sulla realtà di tutte le parti coinvolte in questo conflitto". “A Gaza – ha scritto David Bauder dell’agenzia di stampa “Associated Press” – un piccolo gruppo di giornalisti sta cercando di raccontare la guerra mentre affronta gli stessi problemi della popolazione palestinese assediata: dove vivere, dove procurarsi cibo e acqua e come stare al sicuro”.
Le forze militari israeliane hanno comunicato ai media internazionali che non possono garantire l'incolumità di giornalisti, fotografi e teleoperatori che stanno coprendo la guerra a Gaza. Lo riporta la Reuters che assieme alla France Press ha contattato l'esercito israeliano per assicurarsi che i giornalisti in prima linea non vengano presi di mira dagli attacchi aerei.
La Idf, Israel Defense Forces, ha risposto in una lettera inviata a entrambe le agenzie spiegando che "verranno prese di mira tutte le attività militari di Hamas in tutta Gaza" e che "viste le circostanze, non possono garantire la sicurezza dei dipendenti e invitato con forza ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la loro sicurezza".
 
1 novembre 2023