“Repubblica” addita il PMLI quale sostenitore di Hamas per metterlo in cattiva luce
Ma per i marxisti-leninisti e gli antimperialisti conseguenti è un dovere appoggiare la Resistenza palestinese
 
Stavolta l'inchiesta di Repubblica dal titolo “Antisemitismo islamista in Italia”, pubblicata in data 19 novembre, parte dall'analisi della composizione dei partecipanti alle numerose manifestazioni che si sono tenute a Milano, di sostegno alla Resistenza palestinese, contro il genocidio perpetrato dal governo sionista israeliano a Gaza. Come prassi consolidata dai quotidiani di regime dei quali Repubblica rappresenta ormai una colonna portante, la prima caratteristica che salta agli occhi dallo scritto è la totale assenza di ogni riferimento all'occupazione israeliana, alla repressione, alle decine di migliaia di morti ed a tutte le nefandezze causate dall'esercito israeliano contro i civili palestinesi. Una mancanza non da poco, che mostra già da sé dove il quotidiano del gruppo GEDI vuole andare a parare.
Scorrendo il testo ci si rende conto che esso è tutto un ammasso di frasi che mettono in risalto l'appoggio delle masse popolari palestinesi ed arabe, in generale alla Resistenza palestinese, ma anche ad Hamas; un fatto reale, che l'articolo però inquadra su termini dalla chiara eccezione negativa, uno su tutti il richiamo al lancio di “motti jihadisti” e altri simili, nel tentativo di raffigurare le masse popolari che si mobilitano per la Palestina come animate dal fanatismo religioso, e sulla volontà di questo fronte nello sterminare definitivamente il popolo israeliano, il cui esercito viene dipinto sostanzialmente come vittima e non come il carnefice che in realtà è.
Per Repubblica tutto ruoterebbe intorno a un chiaro “antisemitismo”, accompagnato da qualche folle che paragona la Resistenza palestinese a quella italiana, cercando così di mettere in contraddizione anche l'ala più moderata dell'antifascismo italiano rappresentata dall'ANPI.
Eppure Repubblica sa bene che sono i sionisti israeliani che da oltre mezzo secolo stanno sterminando il popolo palestinese, e non il contrario, come testimonia anche la fredda conta dei morti. Ma il quotidiano di via Po, dopo aver sostanzialmente dipinto le comunità straniere come un insieme di organismi “jihadisti ed antisemiti”, allarga il fronte, e indica al governo Meloni “gli antagonisti dei centri sociali, i movimenti studenteschi, alcuni gruppi della rete LGBTQI, Cobas, Movimento per la Casa”, come l'altra ala da colpire, poiché anch'essi farebbero parte di un fronte anti-israeliano pericoloso e, di fatto, antisemita. Ma ancora una volta Repubblica conosce la differenza che passa tra israeliani e sionisti, tra l'antisemitismo e l'antisionismo, e nella sua opera di confusione, di menzogna e di rimescolamento delle carte da smazzare ai lettori, non sottolinea questa grande differenza, facendone addirittura un tutt'uno, come accade spesso per mano della stampa di destra filo israeliana e reazionaria finalizzata a legittimare l'occupazione.
In ogni caso, se non bastasse, il giornale diretto dal sionista e filoatlantico Molinari non si perita nemmeno di evidenziare, fra le migliaia di persone mobilitate, la presenza dell'ex-brigatista Francesco Giordano alle manifestazioni pro Palestina, per rafforzare il falso paradigma di Hamas terrorista, appoggiata dai terroristi. Proprio una bella faccia tosta.
Però, dato che dopo aver sparato nel mucchio è sempre bene indirizzare il colpo su qualche bersaglio preciso, Repubblica nell'ambito delle organizzazioni politiche colpevoli di sostenere la Resistenza palestinese nel suo complesso, fa un nome su tutti, e addita al Governo e ai lettori il PMLI. “Sempre lì, sul fondo dei serpentoni, dove c'è l'ala più dura. Quella dei cartelli “Con Hamas, le brigate Ezzedin al-Qassam e il popolo palestinese per la liberazione della Palestina” (firmati Partito marxista-leninista italiano)...”. Questo il passaggio che mira a mettere in cattiva luce il nostro partito, che peraltro è stato sempre coerente nelle sue posizioni alla linea politica antimperialista. Naturalmente il tutto, come sempre, senza concederci alcun contraddittorio o spazio per argomentare una posizione così “interessante” a tal punto da averla citata per esteso.
Questa chiara citazione chiama al controllo e a quella repressione riservata ai terroristi, visto che Hamas è considerata da tutti i media di regime semplicemente una organizzazione di tale stampo. L'equazione del PMLI come stampella di sostegno al terrorismo che Repubblica presenta, è fra l'altro un falso storico dal momento in cui, da sempre, il nostro Partito si è schierato contro le azioni terroristiche di piccolo gruppo, spontaneiste o organizzate che siano, proprio perché sostanzialmente controrivoluzionarie. La nostra linea sulle BR è nota. Lo è anche la nostra posizione sulla Resistenza italiana e sui partigiani, che i nazisti stessi – gli occupanti di allora - definivano “terroristi”, ma che in realtà furono dei coraggiosi combattenti per la libertà legati da un importantissimo fronte unito antifascista ed antinazista nel quale ci fu posto per tutti coloro che desideravano combatterlo.
Di fronte a una oppressione pluriennale come quella sionista, per noi rimane infatti un dovere antimperialista appoggiare la Resistenza palestinese composta da tante forza eterogenee fra di loro, delle quali Hamas oggi è sicuramente la guida. Il fatto che la sua linea politica sia differente dalla nostra visione del mondo non cambia di una virgola il nostro appoggio antimperialista, perché proprio dalla sua vittoria passerà l'autodeterminazione del popolo palestinese. Non temiamo certo le critiche e le “delazioni” né di Repubblica , né degli altri fogliacci borghesi di regime; il loro compito è quello di diffondere la narrazione dominante, il nostro invece è quello di smascherarla, evidenziare la contraddizione principale e sostenerla fino in fondo. Anche Repubblica , così come tutti gli altri media di regime, se ne faranno una ragione.

6 dicembre 2023