Proiettato alla Mostra di Venezia e osannato dalla nomenklatura meloniana
Comandante, un film fascista
 
Alla presenza del ministro Sangiuliano, del Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, accompagnati da ministri e sottosegretari del governo Meloni, nonché della finta opposizione come Renzi, l'80ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia è stata aperta dal film "Comandante" del regista Edoardo De Angelis, con l'attore Pierfrancesco Favino nel ruolo del fascista Salvatore Todaro.
Il film narra la vicenda storica di Salvatore Todaro mentre è al comando del sommergibile "Comandante Cappellini" della Regia marina italiana, quando, il 16 ottobre 1940, quest'ultimo affonda nel Mare Atlantico un mercantile belga, il Kabalo, che aveva aperto il fuoco sul sommergibile.
Todaro decide, contro il volere dei superiori, di salvare i 26 naufraghi belgi, condannati a morte certa alla deriva su una zattera a centinaia di miglia dalla costa, anche se per far ciò dovrà navigare in emersione per tre giorni, rendendosi visibile alle forze nemiche francesi e inglesi e mettendo così a repentaglio la propria vita e quella dei suoi uomini.
Il film ha ricevuto il sostegno della Marina Militare (e quindi del governo), che ha appoggiato la produzione anche a livello operativo.
Il regista De Angelis ha dichiarato che: “Il cinema spesso fa storie denigratorie o agiografiche [...] noi abbiamo lavorato insieme con un intento pulito”.
Di "pulito" in questo filmaccio fascista non c'è niente, si tratta di una sporca operazione, l'ennesima, di riscrittura della storia in senso revisionista e neofascista, in maniera truffaldina.
Infatti a una visione superficiale il film potrebbe sembrare una sorta di critica velata alle criminali politiche antimigranti del governo italiano e non solo, ma questa è solo la crosta che serve a indorare la pillola e legittimarlo demagogicamente a "sinistra". Il nocciolo della narrazione è infatti quello di esaltare le gesta del criminale Salvatore Todaro, che avrà pure salvato da morte certa 26 belgi (dopo avere affondato il loro mercantile e quindi rischiando comunque di farli morire) ma c'è da dire che non ha corso affatto molti rischi nel navigare in superficie poiché gli inglesi e i francesi, in guerra contro l'Italia fascista, sapevano del salvataggio dei belgi e per questo non attaccarono il sommergibile italiano.
Il film invece prende a pretesto questo episodio per beatificare Todaro, un vero e proprio criminale di guerra.
Basti pensare che l'affondamento della nave portò alla dichiarazione dello stato di guerra tra l'Italia e il Belgio, anche se poi emerse che il Kabalo era una nave dispersa del convoglio inglese OB.223 e trasportava pezzi di ricambio aeronautici, l'affondamento risultava pienamente giustificato dai vertici militari fascisti e infatti l'azione bellica valse a Todaro la medaglia di bronzo al valor militare.
Il film tace completamente di altre sue azioni militari ma soprattutto vergognosamente non dice nulla sul fatto che nel novembre 1941 chiese e ottenne di essere trasferito alla criminale Xª Flottiglia MAS, nata nel 1939 come 1ª Flottiglia M.A.S., che era una delle tre flottiglie MAS della Regia Marina allo scoppio della seconda guerra mondiale, che, dopo l'8 settembre del 1943, divenne parte della Marina della Repubblica Sociale Italiana (lo stato-fantoccio con sede a Salò al servizio dei nazisti) sotto la guida del criminale Junio Valerio Borghese.
Todaro venne assegnato all'“Autocolonna Moccagatta” come capitano di corvetta e partecipò dal maggio 1942 al blocco navale della città di Sebastopoli, sul Mar Nero, durante la criminale Operazione Barbarossa, ossia la guerra di annientamento dei nazifascisti contro la gloriosa Urss di Stalin.
Nel novembre 1942 Todaro venne destinato alla base di La Galite in Tunisia e iniziò a pianificare ed effettuare una serie di attacchi al porto di Bona, importante base alleata.
Il 13 dicembre 1942 il Cefalo, il motopeschereccio armato da lui comandato, venne attaccato da uno aereo Spitfire della Royal Air Force inglese. Durante il mitragliamento il comandante Todaro fu colpito da una scheggia alla tempia e morì sul colpo. Gli venne poi assegnata la medaglia d'oro al valor militare alla memoria, così come gli verranno intitolati la denominazione italiana della Classe U-212A e uno dei quattro sottomarini basati su di essa.
Com'è possibile far passare per "eroe" uno zelante militare, convinto fascista, responsabile di azioni militari nell'ambito della guerra mondiale scatenata dall'Asse Roma-Berlino-Tokyo che ha prodotto quasi 50 milioni di morti e i più atroci crimini contro l'umanità mai concepiti come l'Olocausto?
L'Italia di Re Vittorio Emanuele Terzo e di Mussolini non era certo entrata in guerra per scopi difensivi, ma al contrario (come aveva già fatto in Africa e in Albania) per appagare la sete di profitto dei monopoli italiani, causando decine di migliaia di morti tra i civili italiani e fame e miseria senza limiti anche per il nostro Paese (occupato nel frattempo dal 1943 dalla Germania nazista), che portarono la gloriosa Resistenza ad appendere a testa in giù lo stesso Mussolini a Piazzale Loreto, atto che rappresenta la fondazione stessa dell'Italia Repubblicana democratico-borghese e quindi della defunta Costituzione del 1948, frutto di un compromesso tra la borghesia e il proletariato favorevole alla prima ma sfavorevole al secondo, poi liquidata di fatto e di diritto dall'avvento e il consolidamento della seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista e interventista, parte integrante della mostruosa Ue imperialista, progettata da Gelli e dalla P2 e realizzata dalla destra e dalla complice "sinistra" borghese, politica e sindacale che ha consentito fra l'altro lo sdoganamento dei neofascisti in doppiopetto, eredi del Msi, che hanno compiutola loro marcia politica elettorale su Roma lo scorso anno conquistando Palazzo Chigi con la Meloni.
A confermare che questo film è l'ennesimo tassello attuato da questo governo per l'egemonia della cultura neofascista in Italia è la messinscena allestita a Spilimbergo nella serata di martedì 5 dicembre, al cinema teatro Miotto. Su iniziativa dell'esponente di FdI Bruno Cinque, la proiezione del film ha visto seduti sulle sedie della prima fila della sala un manipolo di figuri che indossavano tronfi e tracotanti le uniformi fasciste e naziste. Ecco l'Italia che vogliono la Meloni e il ministro Sangiuliano.
Ed è proprio nel quadro della riscrittura della storia in chiave anticomunista e antiresistenziale e quindi neofascista che si inserisce questo vergognoso film, per certi aspetti persino peggiore dei filmacci di propaganda apertamente apologetici del fascismo, perché nasconde il suo disegno politico indorando la pillola agli spettatori in buona fede e magari antifascisti nascondendo tutto questo dietro la terribile vicenda dei migranti di oggi, la quale, non è affatto la chiave interpretativa per comprendere questo schifoso film fascista. E spacciando ancora una volta la menzogna che il fascismo non è stato in alcun modo il male assoluto, anzi avrebbe generato eroi, come il criminale di guerra Salvatore Todaro, che possono essere considerati dei modelli per l'Italia di oggi.
Ne è convinto tra gli altri il professore Tomaso Montanari che sul "Il Fatto Quotidiano" del 4 settembre scorso ha affermato: "E così, per festeggiare il primo governo di matrice fascista della storia della Repubblica, la Mostra del Cinema di Venezia apre con un film che (basta leggere la rassegna stampa) ha trasmesso al Paese questi due messaggi: il fascismo ha fatto anche cose buone, gli italiani sono brava gente...Ed è prova di una egemonia culturale che, se non è ancora fascista, certo non è più antifascista...nessun dubbio anche sul fatto che il film occulti il contesto di quel "beau geste" (cioè il salvataggio dei belgi da parte di Todaro, ndr). E il contesto è una guerra atroce, scatenata da regimi totalitari.
Salvatore Todaro era, e rimase per sempre, fascista (e il fascismo non è “dolore”, come dice uno dei personaggi, ma violenza, odio e morte). Era uno che combatteva insieme ai nazisti: per le stesse cause, che includevano il più violento razzismo mai visto nella storia, e l’olocausto tutto intero. In Germania, la Berlinale si potrebbe aprire con l’apologia di un nazista buono? Se da noi è potuto accadere è perché ci siamo convinti che ci fosse una gran differenza tra il tedesco nazista (cattivo) e l’italiano fascista (bravo): ma una intera stagione storiografica (esemplari, tra tanti, gli studi di Filippo Focardi) ha dimostrato esattamente il contrario. Eppure, l’autoassoluzione collettiva (che inizia ancor prima della Liberazione, con un cedimento significativo del fronte antifascista, comprensibilmente preoccupato che l’italia non venisse trattata come la Germania), l’idea crociana del fascismo “parentesi” in una storia italiana virtuosa, continuano a farci brutti scherzi. E così dimentichiamo la realtà: che “il nazismo in Germania è stato una metastasi di un tumore che era in Italia” (Primo Levi)...
Quanti morti ha fatto Salvatore Todaro nelle sue campagne? E al servizio di quali ideali?... Non lasciò mai gli ideali di morte (come fece invece uno Schindler, per intendersi): quell’atto esemplare rimane un punto bianco in una vita nera. Anzi, volle finire la carriera (e di fatto la vita) tra i fanatici della morte della X Mas, di lì a poco rivelatasi un branco di criminali di guerra. Come ha scritto Cristina Piccino in una splendida stroncatura del film uscita giovedì scorso sul Manifesto, il comandante interpretato da Pierfrancesco Favino, “come ogni vero uomo ama, l’arte della guerra: un po’ dannunziano, un po’ nietzschiano, un po’ uomo e macchina di marinettiana memoria, oltre a quel bagaglio, tipico del fascistello, di filosofie orientali, cabale, esoterismi” .
L'occultamento della vera vita di Todaro è tale da creare tutta una serie di contraddizioni tra neofascisti alcuni dei quali attraverso i social si chiedono appunto perché venga taciuta tutta la sua biografia, rendendo evidente lo sporco gioco sul quale si fonda il film.
Per esempio sulla pagina facebook della federazione di Vicenza dell’associazione Volontari di Guerra, è stata postata una foto del comandante Salvatore Todaro che, in compagnia di un sorridente Junio Valerio Borghese, sfoggia la sua “Ritterkreuz”, la croce di ferro nazista. Tra i commenti, si legge: “Entrambi della X, Decima”, e un altro risponde: “Questo non lo dicono nel film che uscirà”.
Insomma De Angelis e soci l'hanno fatta davvero grossa e non riescono a prendere in giro, nascondendosi vergognosamente dietro la terrificante vicenda dei migranti, gli antifascisti italiani che bene farebbero a boicottare il film e fischiare gli autori e i protagonisti come collaborazionisti del regime neofascista imperante e del governo Meloni.
Il revisionismo storico va dunque avanti, propedeutico tra l'altro alla messa fuorilegge dei partiti comunisti e in particolare il PMLI, com'è noto vera ossessione dei camerati di FdI e dei loro accoliti.
Urge quindi mobilitarsi con un ampio Fronte unito antifascista per fare fuoco e fiamme contro l'attuale governo e i suoi servi (compresi gli intellettuali che sono al suo servizio) fino ad accumulare la forza per buttarlo giù da sinistra e dalla piazza prima che possa fare ulteriori e irreparabili danni al nostro martoriato popolo e ai popoli oppressi.

13 dicembre 2023