Mentre continuano i criminali bombardamenti a tappetto degli aggressori neozaristi russi
Quale pace per l’Ucraina?
Si incrina il sostegno occidentale alla Resistenza di Kiev. Battaglia al Senato USA per gli aiuti all’Ucraina
Zelensky: “Per la difesa sono necessarie le armi, l’Ucraina combatterà, l’Ucraina resisterà”
 
Quasi 22 mesi di guerra d’aggressione neozarista russa all’Ucraina e continuano i criminali bombardamenti dell’esercito di Mosca, con morti civili e distruzioni immani in tutto il Paese aggredito. Dal campo le notizie ci parlano di una situazione di stallo. E così sarà per qualche tempo visto l’inverno gelido. “L’intensificarsi degli attacchi russi contro gli impianti energetici dell’Ucraina sta peggiorando le condizioni umanitarie in tutto il paese, dove sono già arrivate forti nevicate e temperature gelide”: è l’allarme dei funzionari delle Nazioni Unite lanciato il 7 dicembre. Il vicesegretario generale Miroslav Jenca ha dichiarato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che i continui attacchi quotidiani della Russia alle infrastrutture civili critiche dell’Ucraina hanno provocato vittime civili e che Mosca ha recentemente intensificato i suoi bombardamenti nelle aree popolate: "Molte persone sono rimaste senza accesso al riscaldamento, all'elettricità e all'acqua, in particolare nell'est e nel sud", ha detto. "Con temperature gelide, questo danno minaccia in particolare la sopravvivenza dei più vulnerabili, tra cui gli anziani e le persone con disabilità".
Il presidente ucraino Zelensky ha come al solito le idee chiare nell’illustrare il momento. La guerra in Ucraina "è in una nuova fase" con l'inverno che promette di complicare i combattimenti, dopo una controffensiva estiva che non è riuscita a produrre i risultati desiderati a causa della persistente carenza di armi e forze di terra, ha affermato il leader della Resistenza ucraina in un'intervista del 1 dicembre all'”Ap” pubblicata sul suo sito web, sottolineando che nonostante gli insuccessi l'Ucraina "non si arrenderà". "Abbiamo una nuova fase di guerra, e questo è un dato di fatto", ha detto Zelensky. "L'inverno nel suo insieme è una nuova fase della guerra". A una domanda sulla sua soddisfazione per i risultati la controffensiva ucraina, Zelensky ha risposto che "non ci stiamo ritirando, sono soddisfatto", tuttavia "stiamo perdendo persone, e di questo non sono soddisfatto. Non abbiamo avuto tutte le armi che volevamo, non posso essere soddisfatto, ma non posso nemmeno lamentarmi troppo". Di fatto la Russia ha perso, al 5 dicembre, 333.840 soldati in Ucraina dall'inizio della sua invasione il 24 febbraio del 2022. Lo ha riferito lo Stato maggiore delle forze armate ucraine. Secondo il rapporto, la Russia ha perso anche 5.587 carri armati, 10.416 veicoli corazzati da combattimento, 10.483 veicoli e serbatoi di carburante, 7.987 sistemi di artiglieria, 913 sistemi di razzi a lancio multiplo, 605 sistemi di difesa aerea, 323 aerei, 324 elicotteri, 6.032 droni, 22 imbarcazioni e un sottomarino.
Nel suo appassionato discorso pronunciato l'11 dicembre all’Università della Difesa Nazionale degli Stati Uniti Zelensky ha tra l'altro detto: “Putin sta costruendo la propria ideologia, e alla base c'è il totale disprezzo per la vita umana, per la libertà e per il rispetto di qualsiasi tipo di confine – tra paesi, tra persone, anche tra verità e menzogna. Sta diffondendo questa ideologia, cercando alleati anche qui in America. La sua arma contro di te in questo momento è la propaganda e la disinformazione, ma se vede una possibilità, andrà oltre. Ora sta spostando l’economia e la società russi su quelli che lui chiama “binari di guerra”. Purtroppo, ha avuto tempo per farlo. Ma la direzione di questi “tracciati di guerra” è chiara – sono sicuro che la vedete. 
La Russia non punta solo alla terra, alle risorse o alle persone dell’Ucraina. Non si accontenterà solo di una parte dell’Ucraina, e nemmeno di tutta essa. L’Ucraina è solo un trampolino di lancio per la Russia... Gli ucraini non si sono arresi e non si arrenderanno. (...)
Insieme ai nostri alleati, abbiamo già realizzato più di quanto ci si aspettasse quando la Russia ha iniziato questa guerra. L’Ucraina è in battaglia contro uno stato nucleare e uno degli eserciti più grandi… Ma! Nonostante tutto, abbiamo già riconquistato il 50% del territorio che la Russia aveva conquistato all’inizio di questa guerra. Lo facciamo in condizioni in cui, purtroppo, la superiorità aerea resta ancora della Russia. Stiamo costruendo il nostro scudo aereo, compresi sistemi come l'americano “Patriot” che proteggono le nostre città dagli attacchi missilistici.(...)
Quasi nessuno credeva che avremmo vinto in mare, ma ora è un dato di fatto. Dobbiamo vincere anche nei cieli. “Patriot” e guerra elettronica, droni e jet: tutto ciò aiuterà le nostre forze a muoversi sul terreno secondo necessità. Ed è fondamentale che i politici non cerchino nemmeno di tradire i soldati perché, così come per la loro difesa sono necessarie le armi, la libertà richiede sempre unità... l’Ucraina combatterà, l’Ucraina resisterà.”
Eppure il nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin ha ordinato il 2 dicembre alle forze armate del paese di aumentare il numero delle truppe di quasi 170.000 unità per un totale di 1,32 milioni. Il decreto di Putin è stato emanato dal Cremlino ed è entrato in vigore immediatamente. Ciò porta il numero complessivo del personale militare russo a circa 2,2 milioni, di cui 1,32 milioni di soldati. Si tratta della seconda espansione di questo tipo dell’esercito dal 2018. Il precedente aumento di 137.000 soldati, ordinato da Putin nell’agosto 2022, ha portato il numero delle forze armate a circa 2 milioni di effettivi e circa 1,15 milioni di soldati.
Intanto pare incrinarsi il sostegno occidentale alla eroica Resistenza di Kiev. Il 6 dicembre i repubblicani al Senato degli USA hanno bloccato in un voto procedurale la proposta di legge con gli aiuti per l'Ucraina, chiedendo più severe misure di controllo al confine col Messico. Uno scontro che rischia di deragliare l'approvazione del provvedimento. La legge straordinaria che avrebbe stanziato circa 111 milioni di dollari, di cui in larga parte in aiuti all'Ucraina. A favore per l'esame della legge in via d'urgenza hanno votato in 51, contro 49. Sarebbero serviti 60 voti. Da giorni il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva chiesto al Congresso di approvare lo stanziamento di fondi in un momento critico della guerra tra Ucraina e Russia. "Il mancato sostegno all'Ucraina è assolutamente folle, è contro gli interessi degli Stati Uniti", ha detto il presidente USA ai giornalisti, come riporta il “New York Times”, assicurando il suo impegno per rifinanziare il fondo. Con i repubblicani ha votato il senatore indipendente Bernie Sanders. A reggere nel supporto all’Ucraina sono rimasti l’Unione europea e la Gran Bretagna, oltre al governo italiano. Presieduto da Mattarella e alla presenza della premier Meloni, il Consiglio Supremo di Difesa nella riunione svoltasi a Roma l'11 dicembre ha confermato il sostegno all'Ucraina e la condanna dell'aggressione russa con queste parole: “Il Consiglio ha esaminato la situazione della guerra in Ucraina e ha ribadito la ferma condanna dell’aggressione operata dalla Federazione Russa e il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina nella sua difesa contro l’invasore.”
Nel contesto attuale, "siamo d'accordo sul fatto che l’UE e la Cina hanno la responsabilità di lavorare per la pace e la stabilità sulla base dei principi sanciti nella Carta dell'Onu. Mentre parliamo, la Russia continua ad attaccare l'Ucraina e a violare gravemente la Carta e l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina". È quanto ha detto il presidente del Consiglio UE Charles Michel nell'incontro con il presidente cinese Xi Jinping, in base al testo del suo intervento. "Vorremmo discutere su come risolvere al meglio questa situazione e sostenere i principi del diritto internazionale", ha aggiunto Michel.
Il Cremlino dal canto suo invece "spera" che il Congresso americano blocchi i nuovi finanziamenti all'Ucraina. Lo ha detto il portavoce di Mosca, Dmitry Peskov.
L’8 dicembre il ministro degli Esteri britannico David Cameron, in visita a Washington, ha invitato il Congresso americano ad approvare un nuovo pacchetto di bilancio per l'Ucraina. "Non sono preoccupato per la forza, l'unità, il consenso e il coraggio del popolo ucraino. Mi preoccupa che non stiamo facendo quello che dobbiamo fare. Dobbiamo assicurarci di dare loro le armi, il sostegno economico, il sostegno morale, il sostegno diplomatico, ma soprattutto il sostegno militare che può fare la differenza", ha detto. “Dobbiamo inviare questi soldi agli ucraini”, ha affermato Cameron. "Dobbiamo sostenerli e garantire che sia Putin a perdere, perché se questi soldi non verranno votati, ci saranno solo due persone che sorrideranno: Vladimir Putin in Russia e Xi Jinping a Pechino. E non voglio fare loro un regalo di Natale”.
L'Ucraina non rinuncerà a difendersi dall'aggressione russa "indipendentemente" da come "gli altri Paesi voteranno" sulle proposte di sostegno a Kiev. Lo scrive su X il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina, Oleksiy Danilov, intervenendo anch’egli sul tema. "Non smetteremo di difendere il nostro Paese, non rinunceremo a un solo pezzo della nostra terra e non perdoneremo per nessun morto o ferito – afferma Danilov -. Ci concentreremo, trarremo conclusioni, ricaricheremo le nostre armi e continueremo a distruggere il mostro russo". "Ogni giorno, dopo ogni lezione dura ma necessaria, cresciamo e diventiamo più forti - prosegue -. Ci siamo resi conto che, nonostante il progresso umano nel mondo, la forza sta tornando a essere la massima priorità, ed è per questo che le forze di difesa dell'Ucraina sono e rimangono il nostro miglior garante della sicurezza, un'assicurazione affidabile contro la minaccia di diventare ostaggio di una situazione politica instabile”. E il 9 dicembre il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov ha dichiarato alla tv nazionale che l'esercito si sta preparando per costringere i russi a lasciare la Crimea per sempre nel 2024, come riferisce Unian. "Gli sviluppi che stiamo preparando per il 2024 ci daranno ottime opportunità, loro (i russi) dovranno lasciare la nostra Crimea per sempre", ha detto. Secondo Umerov, l'Ucraina ha dimostrato al mondo intero che può avere successo, in particolare creando problemi ai russi nella penisola. "Abbiamo dimostrato al mondo intero che possiamo avere successo, nonostante non disponiamo di una flotta così potente. Abbiamo costretto la Russia a ritirarsi dalla Crimea temporaneamente occupata", ha detto facendo riferimento ai numerosi attacchi degli ultimi mesi che hanno convinto la Marina russa a spostare alcune navi da guerra in porti più sicuri.
Tuttavia non è un mistero che il presidente russo Putin sta incassando consensi da più parti a livello mondiale. Il presidente degli Emirati arabi uniti, Sheikh Mohammed bin Zayed, lo ha accolto ad Abu Dhabi nella sua visita di stato. Secondo quanto ha annunciato l'agenzia di stampa Wam, il presidente Putin è stato ricevuto con tutti gli onori, con il convoglio accompagnato da un gruppo di militari a cavallo. Dopo l'esecuzione degli inni dei due Paesi, sono stati sparati 21 colpi di benvenuto, mentre la squadra acrobatica dell'Aeronautica emiratina sorvolava lo spazio aereo e tingeva il cielo con i colori della bandiera russa.
Sempre più spesso nel dibattito politico, nei media, si levano appelli per la pace in Ucraina e richieste, peraltro legittime, di un’iniziativa politico-diplomatica, che renda possibile una cessazione delle ostilità sul terreno. In prospettiva, si chiede una qualche forma di intesa su un assetto accettabile e condiviso dell’Ucraina una volta conclusa la fase dello scontro e della guerra. È fin troppo ovvio che la cessazione del conflitto e la pace in Ucraina non possono non essere obiettivi condivisi e condivisibili. Ed è altrettanto ovvio che nessuna persona di buon senso possa desiderare di vedere proseguire indefinitamente questo drammatico scontro armato nel cuore dell’Europa, che ha già causato stragi di civili, distruzioni di città e centri abitati, danni incalcolabili all’economia di un Paese sovrano ed indipendente. Un Paese, è bene ricordarlo, la cui unica effettiva responsabilità è quella di essersi opposto con forza e determinazione ad una aggressione imperialista senza precedenti perlomeno in Europa.
Quale pace per l’Ucraina, dunque? Anche i marxisti-leninisti sono per la pace. Ma occorre chiarire quale pace cercare e con quale linea politica la si debba perseguire. Soprattutto occorre che essa non finisca, in nome della pace a tutti i costi, per fare il gioco di Putin con le posizioni ambiguamente “equidistanti” tra Putin e Zelensky.
Oggi da più parti si arriva all’assurdo di giustificare da una parte l’invasione russa dell’Ucraina come una “guerra difensiva”, e dall’altra di accusare la resistenza del governo, dell’esercito e del popolo del Paese invaso come la vera causa della prosecuzione di tale guerra, perché così vogliono USA, UE e NATO che usano l’Ucraina come pedina per piegare la Russia.
In questo momento e in questo teatro bellico non è l’imperialismo dell’Ovest a soffiare sui venti di guerra, bensì la Russia imperialista di Putin, con i bombardamenti indiscriminati contro obiettivi civili, i massacri e le deportazioni della popolazione ucraina, l’annessione illegale di suoi territori, la minaccia dell’uso di armi atomiche, la mobilitazione forzata di centinaia di migliaia di giovani russi per spedirli al fronte, e così via. Non è l’Ucraina che minaccia l’esistenza della Russia, ma esattamente il contrario. Anche noi siamo contro l’espansionismo della NATO, ma in questo momento c’è un aggredito e un aggressore, e bisogna scegliere da che parte stare, fino al ritiro dell’invasore e il pieno ripristino della libertà, la sovranità e l’integrità territoriale del paese aggredito. Non possiamo non comprendere il diritto dell’Ucraina di chiedere e ricevere armi per difendersi dall’aggressione zarista. Non si può insomma sostenere la tesi della pace qualsiasi, della pace a tutti i costi perché altrimenti Putin potrebbe usare l’arma nucleare. La pace dev’essere giusta e duratura, e perciò non può essere ottenuta sacrificando all’invasore pezzi di territorio ucraino cedendo al ricatto atomico, il che non farebbe che covare nuovi focolai di guerra sotto la cenere. In ogni caso nessuno può e deve sostituirsi al popolo ucraino nel decidere del proprio destino, e nulla può essere deciso alle sue spalle.
Per il PMLI la pace è possibile solo con la vittoria dell’Ucraina libera, indipendente, sovrana e integrale.
Se le cose stanno così chi invoca la pace ci dovrebbe anche dire a quali condizioni dovrebbe essere possibile arrivare alla tregua e poi alla pace. Condizioni che prevedano una rinuncia alla sovranità su parti del territorio troppo importanti del territorio dell’Ucraina, non sono accettabili per Zelensky e per l’Ucraina dopo 22 mesi di eroica resistenza. Del resto i neozaristi russi non si discostano dalle teorizzazioni imperialiste che hanno spinto all’invasione dell’Ucraina. Il 9 dicembre infatti il Ministero degli Esteri russo ha affermato che una pace duratura in Ucraina è possibile solo se "l'Occidente smetterà di inviare armi e se Kiev accetterà le 'nuove realtà territoriali'", lo riporta Ria Novosti. Il che è un po' come dire: capitolate e rinunciate all'integrità territoriale e riconoscete come russe le regioni occupate dall'esercito di invasione russo. La portavoce Maria Zakharova ha sottolineato anche che la Russia è aperta ai negoziati, ma ha aggiunto che per il momento Mosca non vede né a Kiev né in Occidente la volontà politica di portarli avanti.
Né tantomeno potranno essere gli alleati occidentali dell’Ucraina a imporre a Zelensky condizioni di pace che equivarrebbero ad una resa senza condizioni. Con buona pace anche dei putiniani Marco Travaglio e Alessandro Orsini, che in due pezzi comparsi su “Il Fatto” del 5 dicembre sprizzano vergognosamente gioia da tutti i pori per gli “insuccessi” della controffensiva ucraina, per l’”avanzata” dell’esercito russo, per i giorni “contati” che avrebbe Zelensky.

13 dicembre 2023