Lettere

Voglio condividere con voi l'emozione di un video su Lenin
Cercando su You Tube mi sono imbattuto in un video sul compagno Lenin. Ho sentito il bisogno di condividere l'emozione con voi. Magari già lo conoscete. Ma forse, invece, vi è sfuggito. Nel dubbio, You Tube, Battle is going again. Il video da visitare è quello in cui si vede Lenin che parla ai compagni assiepati attorno al palco.
Ugo – Genova

Felicitazioni al PMLI per le nuove lotte che ci attendono
Compagni,
per il 47° compleanno del PMLI vi auguriamo felicitazioni per nuove lotte che ci attendono.
Viva sempre i grandi Maestri!
Antonio Banchi, PRC - Borgo San Lorenzo (Firenze)

L'Africa denuncia un nuovo colonialismo: i Paesi ricchi assumono in massa i suoi infermieri e gli ospedali africani rischiano di restare sguarniti
Le continue assunzioni di ostetriche e infermieri originari di Paesi dell'Africa nel Regno Unito e in altri Stati europei sono “una nuova forma di colonialismo”; a denunciarlo i partecipanti a un incontro internazionale di categoria che si è tenuto a Kigali, in Ruanda.
La protesta è stata raccontata anche dal giornale britannico The Guardian, che ha citato Howard Catton, a capo del Consiglio internazionale infermieri: “i rappresentanti delle associazioni africane degli infermieri hanno denunciato che c'è rabbia per il fatto che i Paesi ad alto reddito stanno usando il loro potere economico per assumere la forza lavoro originaria di contesti più deboli e fragili”.
Sull'assunzione del personale medico esistono linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Le norme vietano in particolare di sottoscrivere contratti con professionisti originari di Paesi nella “linea rossa” dei più fragili senza che siano stati prima formati accordi quadro a livello di governo.
All'incontro di Kigali hanno preso parte rappresentanti di una quarantina di Paesi. Con loro anche Baboucarr Cham, Presidente dell'associazione nazionale degli infermieri del Gambia. Secondo il dottore, il trasferimento del personale sanitario più qualificato in Europa o negli Stati Uniti “sta procurando molti problemi”. Cham ha fatto l'esempio di un ospedale della capitale Banjul dove erano in servizio trecento infermieri ma dove solo lo scorso anno in 53 hanno deciso di lasciare il Paese.
Secondo Cham, cliniche e ospedali degli Stati più ricchi offrono contratti soprattutto a professionisti con almeno due anni di esperienza post laurea in una grande struttura. “Chi resta nel Paese d'origine”, ha sottolineato il dottore, “è costretto a occuparsi di un maggior numero di pazienti, si stanca ovviamente di più e alla fine i malati non ricevono cure di qualità”.
Dire, Agenzia di stampa nazionale - Roma

10 aprile 2024