LE BANDIERE ROSSE FANNO IMBUFALIRE IL NEODUCE
PORTIAMONE DI PIU' IN PIAZZA

Era da tempo che quelle bandiere rosse nei cortei per la pace non gli andavano giù, gli causavano un evidente tormento, lo ossessionavano, si potrebbe dire senza tema di esagerare. E alla fine non ce l'ha fatta, ha dovuto levarsi il peso dallo stomaco, ed è sbottato: "Quelle bandiere rosse nei cortei pacifisti sono una bestemmia"!
Così Berlusconi si è biblicamente sfogato con i giornalisti il 29 marzo a Portofino, lasciandosi andare ad una delle sue più paranoiche giaculatorie anticomuniste. "Ci sono tante persone che manifestano in buona fede, con sentimenti sinceri, apprezzabili e, per quanto riguarda la pace, certamente condivisibili", ha esordito il neoduce prendendola larga. Nessuno ha avuto l'indelicatezza di ricordare al bugiardo che appena dieci giorni prima aveva dichiarato: "Dalle manifestazioni per la pace non c'è da aspettarsi nulla di buono". E nemmeno che aveva già a suo tempo definito i pacifisti "gente con poco cervello". Che cosa poi dovrebbe "condividere" dei sentimenti di pace, uno che se ne sta a passeggiare beatamente in uno dei più esclusivi e dorati posti da vip, mentre nello stesso momento, anche grazie a lui, il popolo iracheno subisce la guerra criminale di Bush e dei suoi alleati, è un controsenso sostenibile solo da un ipocrita di professione come lui.
"La pace è un bene sommo", ha proseguito quindi il neoduce con perfetta faccia di bronzo, ma poi è arrivato al dunque: "Quello che fa male al cuore è vedere come queste bandiere della pace siano spesso sommerse dalle bandiere rosse che tutto rappresentano fuorché la storia, la tolleranza, il rispetto dei diritti umani, la democrazia e la pace". Dopodiché, non resistendo all'impulso di sfogare il suo eterno anticomunismo viscerale, ha aggiunto: "Bandiere che qualcuno indica come rosse perché macchiate dal sangue di 100 milioni di innocenti nella storia (siamo già saliti a 100 milioni? ndr). Credo che accostarle alle bandiere della pace sia veramente bestemmiare la pace".
A Berlusconi, insomma, le bandiere rosse fanno male al cuore (il suo), lo fanno imbufalire. Un ottimo motivo per portarne ancora di più in piazza, per farlo possibilmente schiattare. E anche più bandiere della pace, magari, perché per noi le due bandiere non sono affatto in contrapposizione, come vorrebbe tendenziosamente insinuare il neoduce con il suo goffo e viscido "abbraccio" ai pacifisti.
Ma se sono soprattutto quelle rosse che gli danno più fastidio, un motivo c'è, ed è la paura che il movimento per la pace e contro la guerra all'Iraq sia influenzato dai marxisti-leninisti, fino ad assumere una chiara e decisa impostazione di classe e antimperialista. Si pensi per esempio al fastidio che il neoduce ebbe ad esprimere pubblicamente qualche tempo fa per il manifesto del PMLI che lo ritrae vestito da Mussolini insieme a Bush nei panni di Hitler.
Quello che il neoduce teme e intravede come uno spettro, dietro le bandiere rosse nei cortei contro la guerra, è dunque la lotta di classe. è l'affermarsi nel movimento per la pace della concezione proletaria, anticapitalista, internazionalista e antimperialista, secondo la quale solo abbattendo il capitalismo e il dominio della borghesia è possibile abolire per sempre le guerre imperialiste. è, nell'immediato e nel concreto, il possibile materializzarsi della parola d'ordine del PMLI, di buttare giù il suo governo neofascista e guerrafondaio, che è il modo più efficace e concreto per strappare l'Italia alla guerra e dare il nostro contributo antimperialista. Facciamo di tutto affinché questo suo incubo si realizzi al più presto possibile.