Il nuovo presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

Il nuovo presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è nato nel 1956 a Garmsar, un centinaio di chilometri a sud-est di Teheran, è figlio di un fabbro. Ha un anno quando la famiglia emigra nella capitale dove è cresciuto. Frequenta gli studi fino all'università dove nel 1976 si laurea in ingegneria e si specializza con un dottorato in trasporti e traffico.
Nel 1980 dopo la vittoria della Rivoluzione islamica iraniana partecipa a riunioni di studenti con la guida della rivoluzione, l'ayatollah Khomeini. Sul suo sito afferma di essere stato tra gli studenti che discussero l'occupazione dell'ambasciata degli Usa a Teheran.
Nel 1985 è al fronte nella guerra contro l'Iraq (1980-1988) e l'anno dopo entra come volontario nelle forze speciali dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione. In questo corpo partecipa anche a operazioni oltre le linee nemiche.
Alla fine della guerra, diventa governatore delle città di Maku e Khoi, vicino al confine con la Turchia. Per tre anni è governatore generale della provincia di Ardebil, sempre nel nord-ovest del Paese. Nel 1997 lascia la politica attiva e si dedica all'attività didattica nella facoltà di Costruzioni dell'Università scientifica e industriale di Teheran.
è membro della Società islamica degli ingegneri ma riprende l'attività politica con il Partito dei costruttori dell'Iran Islamico, una formazione meglio conosciuta come Abadgaran che segue la linea della rivoluzione islamica del '79 e ha l'appoggio dell'ayatollah Khamenei. Come candidato di Abadgaran conquista la carica di sindaco della capitale nel 2003. Nel 2004 i candidati della formazione conquisteranno anche la maggioranza alle elezioni politiche sulla base di un programma che afferma: costruire una società del benessere "nei valori dell'Islam", combattere la corruzione, dare lavoro ai giovani.
Conduce una vita semplice e al contrario dell'avversario Rafsanjani, che è tra gli uomini più ricchi dell'Iran, non ha speso nulla nella campagna elettorale per le presidenziali, sostenuta da volontari islamici; i suoi interventi si sono incentrati sulla necessità di combattere la corruzione, di risolvere in particolare il problema della disoccupazione soprattutto dei giovani e le loro difficoltà di trovare casa per sposarsi. La principale causa dei mali del paese, ha sostenuto, è la deviazione dai principi rivoluzionari islamici. Principi da seguire anche nella corretta politica antimperialista, nella difesa dei diritti sovrani dell'Iran.

29 giugno 2005