Non sarebbe meglio allearsi per spostare a sinistra l'Unione?

Mi riferisco a tutta la sinistra a sinistra di Fassino e dei DS, quella sinistra che viene definita dai giornali "radicale". Non mi sembra verosimile che questa forza consistente si possa unire sotto le bandiere del PMLI, e mi sembra uno spreco e un regalo a tutti i moderati e a tutti i conservatori la disgregazione di questa forza sostanzialmente omogenea nelle posizioni politiche pur con differenti sfumature.
Marx, che ci insegna ad essere materialisti e ad agire tatticamente, approverebbe l'alleanza di questa forza con la sinistra riformista per battere la coalizione berlusconiana cercando di spostare più a sinistra possibile l'Unione, d'altronde nel
"Manifesto" del 1848, quando delineava la posizione dei comunisti nei confronti degli altri partiti, auspicava di volta in volta l'alleanza con la parte progressista contro i reazionari, i conservatori, gli antidemocratici, senza perdere di vista i propri obiettivi finali... Mi sembra corretto attualizzare tale posizione nell'alleanza antifascista, antiberlusconiana e a difesa della laicità dell'Unione, senza dimenticare come sia un'alleanza strategica per cogliere il massimo nel breve periodo e senza dimenticare l'obiettivo del lungo periodo che rimane trasformare la società in senso socialista.
Così la pensa anche il PdCI, il quale sa benissimo che non può dire alle masse "facciamo la rivoluzione", sapendo che un progetto del genere richiede una preparazione della società nel suo complesso, altrimenti si andrebbe incontro al fallimento.
Su molte vostre posizioni specifiche ci può essere una convergenza, ma il modo di procedere e i toni usati mi sono assai distanti.
Sergio - Bologna
 
Anche ai tempi di Lenin e Stalin e ai tempi di Mao sembrava impossibile che raggruppamenti così piccoli e marginali nelle società russa e cinese potessero prendere piede fra le masse, i comunisti erano denigrati, isolati, perseguitati, chi avrebbe mai detto che sarebbero riusciti a realizzare il socialismo in Paesi enormi e popolati da centinaia di milioni di abitanti?
E chi avrebbe mai detto, allora, che Marx ed Engels, due illustri "sconosciuti", considerati degli utopisti, avrebbero fondato il socialismo scientifico, una filosofia e un progetto politico che sconvolsero il mondo nei successivi 150 anni e che continueranno a farlo ancora per chissà quanto tempo?
E chi può allora affermare che coloro che oggi seguono i partiti falsi comunisti un giorno non possano seguire il PMLI? Chi può affermare che il PMLI non farà l'Italia unita, rossa e socialista?
Solo la storia dirà se ciò è possibile, ma intanto la storia dà ragione ai marxisti-leninisti che dovunque si sono battuti seguendo gli insegnamenti dei grandi maestri del proletariato internazionale hanno fatto fare grandi progressi alla classe operaia e a tutti gli sfruttati e gli oppressi.
Proprio perché "Marx ci insegna ad essere materialisti e ad agire tatticamente" noi dobbiamo applicare dialetticamente il marxismo-leninismo-pensiero di Mao alla nostra situazione specifica e dobbiamo valutare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare. Seguendo il tuo ragionamento ci sarà sempre un Berlusconi da combattere e per cercare di batterlo bisognerà sempre allearsi con quelli un po' meno a destra, con l'unico risultato di lasciare il potere politico all'infinito nelle mani della borghesia, sia essa di destra o di "sinistra".
L'Unione non è un'alleanza antifascista, se così fosse avrebbe mobilitato le masse contro le candidature di esponenti neofascisti, i quali non devono avere la possibilità di sedere in parlamento; accettando il confronto politico con loro non si fa altro che legittimarli. Il "centro-sinistra" ha governato per 5 anni e non ha fatto nulla contro i raggruppamenti neofascisti, ovunque governa nelle giunte locali non ha mosso un dito contro tali formazioni e una volta che, eventualmente, tornasse al governo, è pronto a continuare nella sua strada lasciando ulteriore spazio ai neofascisti che avrebbero così modo di fare altri proseliti con la loro politica razzista e violenta.
Il "centro-sinistra" è contro Berlusconi, noi siamo contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, indipendentemente da chi esercita questo sfruttamento, sia esso di "centro-sinistra" o di "centro-destra".
Noi oggi non ci presentiamo con la parola d'ordine della rivoluzione, ma con quelle 588 rivendicazioni che sono contenute nel nostro Programma d'azione. La rivoluzione diverrà un'aspirazione delle masse operaie, lavoratrici e popolari a mano a mano che la borghesia, inevitabilmente, aumenterà lo sfruttamento e la repressione.
Occorre partire da questo presupposto per stabilire una tattica, altrimenti si rimarrà sempre un'appendice della borghesia.

8 Marzo 2006