Dialogo con i lettori
Non vi sembra di praticare una politica estremista e inconcludente?
Vi leggo da alcuni mesi e devo dire che condivido larga parte del vostro modo di pensare. Leggo soprattutto i vostri editoriali che, ritengo, "aprono gli occhi" sulle vicende italiane ed internazionali.
Vorrei però criticare, con spirito costruttivo, il vostro modo di operare.
Il problema, secondo me, è la vostra politica di perenne opposizione e ostruzionismo, qualunque sia il governo al potere. Ma perché, alle elezioni (di qualunque tipo), chiedete sempre di disperdere il voto anziché presentarvi con una vostra lista?
Non sarebbe più coerente con i vostri sostenitori e simpatizzanti? Che senso ha "non votare" o "votare nullo" quando il voto rappresenta il volere del popolo, delle masse e dei lavoratori da voi tanto decantati? Siete un partito o fingete di esserlo?
Il fatto è che, volenti o nolenti, qualcuno al governo dovrà pur starci... ma l'impressione che date è quella di una squadra di calcio che non si iscrive nemmeno al campionato, limitandosi a contestare tutti e tutto.
Certamente sarà difficile vedere il PMLI a Palazzo Chigi, ma quantomeno una presenza parlamentare rappresenterebbe un bel passo in avanti per le vostre idee, invece di incitare sempre e solo la piazza, le masse, il non-voto, ecc.
Tanto per intenderci, potreste essere la "Lega" di sinistra, nel senso che in un governo di sinistra potreste battervi per il "socialismo" esattamente come la Lega si batte per il "federalismo" nel governo di destra.
Direte voi: difficile far accettare il "socialismo" a questi "borghesi" di sinistra. Certamente... ma almeno proviamoci, cazzo!
Io credo che la vostra figura troppo estremista e ribelle non porta a nulla di concreto: come ho già detto condivido molti dei vostri ideali ma se questi non vengono messi in pratica, alla fine rimangono tanti discorsi e zero fatti (purtroppo!).
Con affetto.
Roberto - S. Croce sull'Arno (Pisa)

E' vero, la nostra politica è "di perenne opposizione e ostruzionismo" al capitalismo e a tutti i suoi governi. Non ci sembra una colpa anzi un merito. La pratica ci ha dimostrato che fra governi di "centro-destra" e di "centro-sinistra" non ci sono sostanziali differenze. Entrambi fanno gli interessi della società capitalistica, neofascista, presidenzialista e federalista. I primi in modo più aperto e sfacciato, i secondi in modo più graduale e coperto.
Il voto in regime capitalistico non rappresenta affatto il "volere del popolo, delle masse e dei lavoratori". L'elettoralismo borghese è ormai divenuto la personificazione della corruzione politica, sociale e morale, un duello senza esclusione di colpi tra cosche politico-mafiose per accaparrarsi quanto più potere possibile per curare i propri interessi, una gara selvaggia e senza regole per assegnare le poltrone istituzionali e governative ai rappresentanti politici delle varie fazioni borghesi. Una gara cui possono partecipare solo i ricchi e chi è disposto a vendersi e a farsi finanziare dai ricchi. Una gara da cui sono irrimediabilmente esclusi gli operai, i contadini, i disoccupati, i poveri. L'elettoralismo borghese, specie dopo l'introduzione del sistema maggioritario e del presidenzialismo ad ogni livello di consultazione, ha ormai toccato il fondo della degenerazione. Non può dare più nulla sul piano democratico-borghese e progressista.
ll parlamentarismo nel nostro Paese ha fatto il suo tempo. Non è più utile utilizzarlo in senso rivoluzionario. Si è visto che praticarlo crea pericolose illusioni elettoralistiche e riformiste nelle masse e anziché indebolire rafforza le istituzioni del capitalismo.
La storia del movimento operaio nazionale e internazionale dimostra che non è il parlamento a realizzare "fatti" per il proletariato e le masse. Al massimo esso è stato costretto a riconoscere e formalizzare diritti conquistati nelle piazze, attraverso la lotta di classe, la lotta sindacale, delle masse femminili e giovanili che hanno dato vita a grandi movimenti di massa e di lotta.
Noi lavoriamo perché la classe operaia e le masse si risveglino, abbandonino ogni illusione elettoralista, parlamentarista e governativa e riprendano la strada della lotta di classe per il socialismo.
Tu sollevi soprattutto questioni di "metodo", di "modo di operare", ossia di scelte di ordine tattico, ma trascuri completamente le questioni strategiche, ideologiche, di principio.
La scelta di fondo è quella fra capitalismo e socialismo. Ed è su questa scelta strategica che occorre modulare la tattica, non certo viceversa.
Nessun partito attualmente in parlamento, nemmeno il PRC, vuole il socialismo. Il socialismo non è una semplice "modifica" della forma dello Stato. è il passaggio di tutto il potere politico, economico, statale, militare, ecc., nelle mani della classe operaia. Esso non può che essere raggiunto attraverso la rivoluzione proletaria, ossia il rovesciamento violento della società capitalistica ad opera della classe operaia e dei suoi alleati e l'instaurazione della dittatura del proletariato. Noi lavoriamo per fare la rivoluzione in Italia e la faremo. Intanto lavoriamo per preparare tutte le condizioni oggettive e soggettive per fare e vincere la rivoluzione. Innanzitutto la presenza di un grande, forte e radicato PMLI. Un'impresa titanica a cui lavoriamo dal 1967 fra mille difficoltà di mezzi ed economiche, di repressione poliziesca e giudiziaria, di black-out dei mass media della destra e della "sinistra" borghese. Altro che "finto" Partito. La classe dominante borghese che in tutti questi anni non ci ha dato tregua (non ultima l'interrogazione parlamentare dei fascisti di AN che intendevano impedirci di celebrare il 50 della morte di Stalin) evidentemente sa bene che siamo un Partito per lei strategicamente pericoloso proprio perché non disposto a piegarsi, a farsi corrompere dalle sirene elettoraliste e parlamentariste come ha fatto il trotzkista cacasotto Bertinotti che ora vuol tornare al governo col "centro-sinistra".

1 settembre 2004