Qual è la posizione del PMLI sull'immigrazione clandestina?

Cari compagni,
ho letto di recente il rapporto politico del compagno Scuderi da lui presentato all'ultimo Congresso del Partito e ho notato che in esso non è presente alcun specifico paragrafo che esponga quella che è la posizione ufficiale del Partito sul problema della immigrazione clandestina e sulle problematiche sociali che ne derivano.
Ho letto anche l'articolo sui fatti di Rosarno, ma esso è limitato a un giudizio sul caso particolare in questione e non presenta ancora quella che deve necessariamente essere più in generale la valutazione del Partito su questo importante aspetto della realtà sociale del nostro paese.
Io mi ritengo un marxista, e da marxista considero l'immigrazione clandestina come un fenomeno voluto e provocato dal capitale stesso per avere mano d'opera a basso costo in gran quantità e poter così calmierare i salari della nostra manodopera in concorrenza con quella clandestina. Vorrei dunque sapere qual è la vostra posizione ufficiale in proposito e se siete anche voi per la politica delle "porte aperte" che tanti danni potrebbe provocare e già sta provocando al sistema del "welfare" sociale nel nostro paese.
Eraldo Alenghi - Acquanegra Cremonese (Cremona)

Sei un compagno? Ma di quale partito? Forse ti è sfuggito, ma il Rapporto politico del compagno Giovanni Scuderi al 5 Congresso nazionale del PMLI esprime in maniera chiara e netta qual è la posizione del Partito sulla questione dei migranti. Nel capitolo sull'imperialismo, dopo una serrata esposizione delle spaventose condizioni in cui versano le popolazioni del terzo e quarto mondo, devastate da fame, malattie infettive, mancanza di acqua potabile, di servizi igienico-sanitari di base, ecc., mentre l'1% della popolazione mondiale si spartisce il 40% della ricchezza del pianeta e le 50 persone più ricche del mondo guadagnano più di 416 milioni di persone assieme, il rapporto afferma testualmente: "Da tutto ciò nasce l'attuale migrazione biblica, che impone le frontiere aperte dei paesi imperialistici e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i presenti in detti paesi senza alcuna distinzione di colore di pelle e di provenienza geografica".
La posizione del PMLI sui migranti quindi c'è ed è chiara ed inequivocabile: la causa delle attuali migrazioni bibliche dai paesi più poveri e sottosviluppati del globo verso i paesi più ricchi e sviluppati è una conseguenza dello sfruttamento e delle spaventose disuguaglianze mondiali create dal colonialismo e dall'imperialismo. Noi marxisti-leninisti siamo per aprire le frontiere dei paesi imperialistici ai migranti e per l'assoluta parità di diritti di tutti gli abitanti di questi paesi.
E questa è anche la posizione che riproponiamo continuamente in ogni nostro intervento su questo tema sulle colonne de "Il Bolscevico". Ricordiamo a questo proposito non soltanto il caso di Rosarno ma anche, per citare i casi più recenti, i tanti interventi sul "pacchetto sicurezza" fascista, razzista e xenofobo di Berlusconi e Maroni, che con una vera e propria mostruosità giuridica criticata anche dall'Onu e da varie organizzazioni umanitarie internazionali ha istituito il reato di immigrazione clandestina, facendo diventare un crimine quella che è solo una condizione esistenziale in cui si vengono a trovare tanti sfortunati per sfuggire alla fame, alla guerra e alle persecuzioni politiche.
Alla 2 Sessione plenaria del 5 Comitato centrale del PMLI, tenutasi a Firenze il 7 febbraio il compagno Scuderi ha detto che per il PMLI non esistono migranti clandestini e regolari, ma una sola categoria quella dei migranti. Inoltre ha aggiunto: "Per noi il razzismo è insopportabile e inammissibile alla pari del fascismo e del nazismo".
Del resto la nostra posizione su questo tema è quella classica sempre sostenuta e insegnata dai grandi maestri del proletariato internazionale - Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao - e che si fonda su tre chiari principi, che non si possono eludere e a cui bisogna rimanere saldamente ancorati, se non si vuole scivolare anche senza rendersene conto nell'ideologia borghese, con tutti i suoi corollari del nazionalismo, del fascismo e del razzismo:
1) l'internazionalismo proletario deve essere alla base dei rapporti tra i popoli dei paesi imperialistici e quelli dei paesi sfruttati e oppressi; in particolare i primi devono rifiutare di farsi strumento di questo sfruttamento e oppressione nelle mani dei propri governi neofascisti, razzisti, xenofobi interventisti e imperialisti. 2) La solidarietà di classe deve essere alla base dei rapporti tra lavoratori autoctoni e lavoratori immigrati, che da un punto di vista non miope ed individualista ma lungimirante e collettivo hanno gli stessi interessi di fondo e lo stesso nemico di classe contro cui unire le forze per migliorare e progredire tutti insieme. 3) La responsabilità delle migrazioni di massa è dell'imperialismo, compreso quello italiano, che sfrutta, affama e fomenta guerre nei paesi poveri per depredarne le ricchezze e tenerli sottomessi; e perciò per far cessare questo fenomeno sociale occorre lottare per sconfiggere e sradicare l'imperialismo dal mondo. A cominciare dall'imperialismo italiano i cui affari attualmente sono curati dal governo del neoduce Berlusconi.
Non esistono prove che "l'immigrazione clandestina è voluta e provocata dal capitale stesso", mentre è vero che il padronato approfitta dei migranti, in particolare quelli clandestini perché più facilmente ricattabili e schiavizzabili, come serbatoio di manodopera a basso prezzo, e fomentando anche la rivalità e l'odio razziale con gli altri lavoratori italiani per dividere le masse e dominarle meglio. La stessa sorte del resto già vissuta in passato dai nostri stessi migranti nelle Americhe, in Svizzera, Germania, Belgio, Francia, ecc. È quello che fa la Lega neofascista, secessionista, razzista e xenofoba di Bossi e Maroni, cercando di spargere i semi velenosi del razzismo e della xenofobia tra i lavoratori e la popolazione che riesce a influenzare approfittando della desertificazione ideologica, culturale e politica lasciata dai partiti rinnegati e riformisti della "sinistra" borghese nella loro inarrestabile fuga a destra. Ma proprio per questo occorre rifiutare questa logica perversa e puntare invece sulla solidarietà di classe con i lavoratori migranti, clandestini e regolari, sulla loro sindacalizzazione e conquista all'unità di lotta con gli altri lavoratori, in modo da non lasciarli soli come carne da macello nelle mani degli schiavisti, dei razzisti e della criminalità organizzata.
Una "terza via" tra queste due non c'è per un marxista conseguente, che deve stare attento a non prestare il fianco alla subdola influenza delle idee razziste e xenofobe che stanno ormai impestando tutto il Paese. Nessuno è vaccinato dalla nascita contro il virus del razzismo. Ricordiamoci che anche Mussolini, quando era ancora direttore dell'"Avanti!", organo del PSI, si richiamava al marxismo, ma poi sappiamo com'è finita: una volta abbracciato il nazionalismo reazionario, che è l'opposto dell'internazionalismo proletario, il passo verso il fascismo è stato breve per il futuro duce. E col fascismo sono venuti inevitabilmente anche il razzismo, le leggi razziali e le deportazioni nei campi di sterminio nazisti.

10 febbraio 2010