PERCHE' CHIEDETE IL DIRITTO DI VOTO A 16 ANNI E LA LIBERTA' DI ABORTO PER LE MINORENNI?
Salute a tutti,
carissimi compagni. Mi chiamo Stefano, scrivo da Cesena, mi ritengo vostro amico e quando posso cerco di dare una mano a Denis Branzanti e ai compagni della Giuseppe Stalin di Forlì. Dopo aver letto il Nuovo Programma d'azione, mi è sorto un dubbio: non saranno forse troppe le responsabilità che si vorrebbero addossare a ragazzi di 16 o 14 anni, cioè possibilità di voto, o possibilità di abortire per le ragazze minorenni anche senza consenso del giudice o dei genitori? Io vivo in una realtà fortunata, c'è molto benessere e anche il livello delle scuole è discreto. Ma fino all'anno scorso frequentavo il liceo scientifico e, in quella che dovrebbe essere la scuola più "viva'', all'interno della quale dovrebbe essere sempre vivo un continuo confronto e scambio di idee tra insegnanti e studenti ma soprattutto tra studenti e studenti, beh lo scenario era a dir poco preoccupante. L'immagine era l'unica cosa che contava, i discorsi del 99% dei ragazzi verteva su sport-donne-droga e la politica "non è cosa interessante'', come mi sono più volte sentito rispondere. Concludendo, io ho 20 anni e posso affermare che la quasi totalità dei miei coetanei non ha nemmeno la più pallida idea della storia del Novecento, e mi chiedo: come potranno votare consapevolmente? Finiranno sempre per credere al primo cantastorie che passa; e questo dovrebbe valere ancor di più per ragazzi di 14-16 anni.
Ringrazio anticipatamente per il chiarimento che come sempre prontamente mi darete, e nella speranza che anche l'Italia possa un giorno avere una meravigliosa gioventù in camicia rossa, saluto tutti i compagni del PMLI.
W il Partito!
W Stalin!
W i Maestri!
W i Giovani Bolscevichi!
Stefano Seve - Cesena
 


La questione dell'abbassamento della maggiore età e del diritto di voto e di eleggibilità a sedici anni, contenuta nel Nuovo Programma d'azione, è stata ufficialmente posta fin dalla 3¨ Sessione plenaria del 3• CC del PMLI, tenutasi il 1• marzo 1987. Successivamente è stata completata dalla rivendicazione del diritto di voto anche ai quattordicenni nel caso di elezioni comunali.
Il PMLI ha sempre riposto e ripone una grande fiducia nei giovani e nei giovanissimi. Il nostro è un Partito giovane, che è stato preparato, fondato e forgiato da giovani rivoluzionari e a tutt'oggi la maggioranza dei suoi militanti è composta da giovani. Come è noto già a 14 anni si può essere membri del PMLI.
Anche la storia del nostro Paese dimostra che i giovani meritano la nostra fiducia. Essi sono stati sempre i protagonisti del progresso sociale e politico. Pensiamo al contributo dei giovani alla Resistenza e alla guerra di Liberazione dal nazifascismo, ai grandi movimenti dei giovani dalle magliette a strisce nel '60 contro il governo clerico-fascista Tambroni, del Sessantotto e del Settantasette, ai movimenti per la pace e contro la guerra imperialista, il nucleare e contro la camorra, la mafia e la 'ndrangheta degli anni '80, ai movimenti della pantera e della tigre dei primi anni Novanta, ai giovani che oggi partecipano in prima fila al movimento "antiglobalizzazione'' come la manifestazione contro il "Global forum'' di Napoli del 17 marzo scorso.
Noi non crediamo che il grado di "maturità'' e "consapevolezza'' politica dipenda dall'età. Come dimostra la pratica si può votare non consapevolmente e cadere in inganno a 14 come a 30 o 60 anni. Comunque non è questo il criterio che ci deve spingere a negare il voto ai sedicenni. Anche nel '45 c'era chi all'interno dello stesso PCI non voleva il voto alle donne perché, dicevano, esso sarebbe stato un voto alla Chiesa, ossia al Partito popolare, poi DC. Ma questo era un modo meschino di ragionare. Negavano un sacrosanto diritto alle donne solo sulla base di un miope tornaconto elettorale.
Noi oggi chiediamo il riconoscimento della maggiore età e del diritto di voto per i sedicenni perché vogliamo che vengano riconosciuti ai ragazzi e soprattutto alle ragazze una pari dignità politica e giuridica nella società e nella famiglia affinché essi non siano più costretti a subire il controllo e la potestà dei genitori, della scuola e delle istituzioni borghesi. è assurdo e profondamente ipocrita che il sistema capitalistico ammetta che un giovanissimo si spacchi la schiena e rischi la vita a fare il manovale in un cantiere edile, per non parlare di tutti i minorenni che lavorano a nero, e al tempo stesso gli neghi i diritti politici e sociali.
Inoltre, noi sfidiamo le istituzioni borghesi, che hanno istituito la farsa dei "Consigli comunali dei bambini'' per accattivarsi le simpatie dei ragazzi, a concedere il diritto di voto effettivo ai quattordicenni nelle elezioni comunali affinché essi possano incidere concretamente nella politica cittadina che li riguarda in prima persona e coinvolge direttamente la loro vita sociale, culturale, scolastica, sportiva, ecc.
Noi siamo sicuri che le ragazze e i ragazzi sapranno spendere nel migliore dei modi questa nuova opportunità, usando per esempio massicciamente l'arma dell'astensionismo elettorale come indica il PMLI, per dare una lezione alla seconda repubblica e a tutti i suoi partiti. Ma se non lo sapranno spendere bene ora, impareranno col tempo, via via che crescerà la loro esperienza politica e sociale e noi siamo certi che il contributo della nostra gioventù sarà determinante nella battaglia per l'Italia unita, rossa e socialista.
Per quanto riguarda il diritto di aborto per le minorenni noi crediamo che la ragazza, e non i genitori o un giudice, debba avere il diritto di decidere su un evento così importante che potrebbe condizionare tutta la sua vita qual è quello di avere o no un figlio. Perché mai lei dovrebbe essere "matura'' per diventare addirittura madre (come sostengono gli antiabortisti) e non essere "matura'' per decidere da sé se proseguire o meno una gravidanza? Nella pratica questa assenza di diritto spinge ancora oggi molte ragazze minorenni a ricorrere all'aborto clandestino con tutti i rischi che ciò comporta per la loro salute e quindi ad alimentare l'ignobile mercato nero dei cosiddetti "cucchiai d'oro'' e delle mammane.