Discorso di Mino Pasca alla Festa per il 40 Anniversario dell'Organo del PMLI
Aiutateci a migliorare e a rafforzare ancor di più "Il Bolscevico"

Compagne e compagni, amiche e amici,
siamo onorati e orgogliosi di festeggiare il 40 Anniversario del Bolscevico in mezzo a voi che siete non semplici spettatori ma tra gli artefici viventi, ciascuno in misura e con modalità diverse, della conquista di questo storico traguardo. La nostra è la festa dei marxisti-leninisti e dei fautori del socialismo, del proletariato e delle masse popolari, degli antifascisti e di quanti si battono per il progresso, l'emancipazione e il benessere dei popoli e contro i mostri dell'imperialismo e del razzismo. Una festa che riunisce generazioni diverse, chi quel 15 Dicembre 1969 l'ha fondato e quei giovanissimi che hanno nel fiore della vita iniziato solo oggi a scoprirlo e amarlo, redattori centrali e corrispondenti locali, collaboratori esterni e diffusori militanti, amici e lettori, operai e lavoratori, in lotta contro la chiusura delle aziende, i licenziamenti, il padronato e il governo Berlusconi, e studenti impegnati nella battaglia per affossare le mortali controriforme Gelmini della scuola e dell'università, chi ha maturato la scelta della causa del socialismo grazie al Bolscevico e chi ha attraversato percorsi tortuosi nel partito revisionista e penose esperienze tra i falsi comunisti prima di scoprirlo; una festa che accomuna i figli migliori della classe operaia e gli elementi di avanguardia del nostro popolo provenienti dalle diverse regioni del Sud, del Nord e del Centro della penisola in nome dell'Italia unita, rossa e socialista.
La storia del Bolscevico è la storia dei marxisti-leninisti italiani, dapprima alla ricerca e a lavoro per riunirsi nel loro partito e poi impegnati nella costruzione, sviluppo e radicamento del Partito marxista-leninista italiano, ma è anche la storia dell'impresa ambiziosa ed esaltante di dare finalmente una forte, autorevole e riconosciuta voce di classe indipendente al proletariato italiano che i revisionisti e i falsi comunisti hanno disorientato, zittito e reso subalterno alla "sinistra" borghese.
Se prodigiosa è la sua nascita, allorché dovette farsi largo nel bailame della stampa e dei giornali revisionisti e pseudorivoluzionari, ricchissimi di mezzi economici e di intellettuali e giornalisti già famosi o che si sarebbero presto affermati nei santuari intoccabili dei media borghesi, ancor più prodigiosi sono il vigore e la vitalità politici e giornalistici con cui raggiunge e attraversa il traguardo dei quarant'anni e guarda al futuro. Nel frattempo tutto è cambiato. Allora eravamo una flebile voce che contendeva con coraggio e fermezza il terreno al Golia revisionista e ai tanti e tanti raggruppamenti spontaneisti e trotzkisti che avevano scelto il terreno generale del marxismo per svuotarlo della sua essenza rivoluzionaria, ora quel terreno è stato sgombrato da vecchi rottami e ambiguità e siamo rimasti praticamente i soli a dichiararci marxisti-leninisti e a difendere la causa del socialismo dalla canea anticomunista che raccoglie i fascisti e neofascisti storici a cui si aggiungono di volta in volta l'ultima infornata di rinnegati del comunismo non appena esauriscono la loro missione, com'è accaduto di recente a "Sinistra e Libertà" di Bertinotti e Vendola e del loro scribacchino Sansonetti.
Quel foglio mensile di grande formato stampato fitto fitto su due facciate, privo persino di un giornalista iscritto all'Albo che lo firmasse, scritto da un pugno di giovani e giovanissimi primi pionieri, poveri di tutto, di esperienza, risorse economiche e competenze giornalistiche, fuorché di fiducia sconfinata nel marxismo-leninismo-pensiero di Mao e di incrollabile determinazione a dedicare tutta la loro vita per l'emancipazione della classe operaia e la conquista del socialismo in Italia, ha saputo crescere e maturare anno dopo anno resistendo alle prove terribili che la borghesia riserva ai suoi indomabili nemici di classe. Ha rischiato di essere strangolato in culla dalla feroce repressione giudiziaria e poliziesca che si è accanita anzitutto contro il primo Direttore Giovanni Scuderi e si è poi allagata ad altri membri della sua direzione e persino ai suoi diffusori militanti. Ha rischiato di soffocare economicamente sotto il peso degli insopportabili costi che un giornale come il nostro sostiene, mentre tutta la stampa di regime governativa e della cosiddetta "opposizione" è foraggiata con centinaia di milioni di euro di finanziamento pubblico, compresi "Liberazione", "il manifesto" e "l'Unità". Invece di soccombere ha finito per temprarsi e irrobustirsi in mezzo alle tempeste della lotta di classe, mentre gli apparenti giganti di allora si sbriciolavano e il crollo dei muri innalzati da chi aveva tradito il socialismo mettevano a nudo la verità che noi da sempre denunciavamo: niente più separava quei regimi revisionisti dai regimi capitalistici, il tempo era maturo perché si ricongiungessero indistintamente.
Se Il Bolscevico è riuscito ad accompagnarci con successo per 40 anni nella nostra Lunga Marcia per conquistare l'Italia unita, rossa e socialista, dobbiamo ringraziare chi l'ha fondato e tutti coloro che l'hanno aiutato a crescere e lo stanno rendendo sempre più adeguato e rispondente alle esigenze del Partito e della lotta di classe.
Ringraziamo anzitutto Giovanni Scuderi, che, insieme agli altri tre primi pionieri, Mino Pasca, Patrizia Pierattini e Nerina "Lucia" Paoletti, l'ha ideato, fondato, ne è stato a lungo il primo Direttore, continua a ispirarlo con una preziosa e insostituibile opera educativa ed è per tutti noi un impareggiabile maestro di vita e di pensiero.
Ringraziamo non senza commozione, perché la sentiamo come se fosse presente anche fisicamente tra noi, la cara Nerina "Lucia" Paoletti, che tra i primi quattro pionieri si distingueva per l'amore sconfinato che manifestava verso Il Bolscevico, per l'entusiasmo e la freschezza con cui si gettava nelle diffusioni militanti e per le premure e le attenzioni che prestava nei confronti dei redattori centrali alle prese col duro lavoro giornalistico. Un ringraziamento che estendiamo agli altri due formidabili e indimenticabili diffusori militanti scomparsi, Vincenzo Falzarano e Ferruccio Panico.
Ringraziamo la Direttrice responsabile Monica Martenghi e il Redattore capo Loris Sottoscritti, che con talento e passione sono impegnati a dirigerlo, sono un modello di giornalisti marxisti-leninisti e dimostrano che la più grande scuola di giornalismo che noi conosciamo è data dall'esperienza concreta accumulata settimana dopo settimana nel discutere, programmare e quindi scrivere gli articoli, una scuola davvero speciale dove sono messe a dura prova volontà e capacità individuali e dove gli esami non finiscono mai, chiamati come siamo a scrivere articoli migliori, ad approfondire le nostre conoscenze, allargare le competenze nei settori assegnatici e diventare degli esperti rossi.
Ringraziamo i redattori centrali, che dedicano gratuitamente al giornale ogni loro energia fisica e mentale anche fino a notte fonda, dopo snervanti e faticose giornate lavorative professionali, e sempre di più ci assicurano un contributo giornalistico maturo e di alta qualità politica.
Ringraziamo i redattori e corrispondenti locali che lo alimentano con la linfa vitale del loro quotidiano lavoro svolto tra le masse e così contribuiscono a potenziare il ciclo virtuoso dalle masse alle masse. Per crescere abbiamo bisogno di respirare le fresche e salutari ventate provenienti da ogni angolo della penisola, che portano con sé i mille profumi delle esperienze del radicamento locale. I redattori e i corrispondenti locali non devono smettere mai di studiare la linea generale e la situazione specifica e particolare in cui operano: conoscere e impadronirsi della linea generale del Partito e conoscere e applicare la linea giornalistica del Bolscevico.
Ringraziamo i collaboratori stabili e saltuari, e quanti ci inviano spontaneamente contributi, ci scrivono lettere e aprono con noi un dialogo schietto e fecondo.
Ringraziamo gli amici, gli abbonati e i lettori del Bolscevico che noi consideriamo non semplici interlocutori ma attori responsabili del suo successo.
Infine permetteteci di ringraziare quanti ci hanno inviato messaggi di saluto dall'Italia e dall'estero, i redattori, i militanti, gli amici e i lettori che hanno assicurato il successo di questa Festa. Senza il lavoro, il contributo e lo spirito di sacrificio con cui hanno assolto compiti grandi e piccoli non avremmo potuto vivere questa indimenticabile giornata di festa e di bilancio della nostra storia.
A tutti coloro che abbiamo sin qui ringraziato chiediamo di continuare ad aiutarci a rafforzare e migliorare Il Bolscevico.
Aiutateci, anzitutto leggendolo e facendolo leggere: non c'è altro modo per conoscere il punto di vista del proletariato e del socialismo e per disintossicarsi dalla propaganda borghese, che ci giunge ora in forme subdole e ora è uno stillicidio sistematico e insopportabile. Studiatelo e discutetelo e, se necessario, criticatelo per correggerlo e migliorarlo. All'assiduo e regolare studio individuale affiancate periodici e straordinari appuntamenti di discussione collettiva.
Aiutateci a diffonderlo. Fatelo circolare e conoscere. Avete mille modi per diffonderlo, pur privilegiandone la diffusione militante e dedicandole maggiori energie: fatelo conoscere a un amico, fate o regalate un abbonamento a un conoscente, lasciatelo in evidenza, dopo averlo letto, in un affollato luogo di passaggio, di vita, di lavoro, di studio, fotocopiate un articolo per farlo circolare tra coloro che ritenete interessati al tema trattato. Prima o poi anche noi potremo contare ufficialmente su gruppi e circoli di Amici del Bolscevico incaricati di studiarlo, sostenerlo, diffonderlo e di organizzare iniziative pubbliche e Feste in piazza.
Aiutateci, sottoscrivendo e finanziandolo. Non sono necessarie grandi cifre. È preferibile un euro sottoscritto da cento lettori diversi piuttosto che cento euro provenienti da uno solo, e meglio ancora se agli uni si somma l'altro. Il finanziamento diffuso e popolare ha un doppio valore: per un verso, allevia la nostra sconfinata povertà mettendoci in grado di fare di più e meglio e, per l'altro, responsabilizza e rende più consapevoli i sottoscrittori che Il Bolscevico appartiene anche a tutti loro. Coesistono infinite forme e occasioni di finanziamento e, del resto, esistono potenziali sottoscrittori persino tra alcuni sinceri democratici più abbienti che nutrono simpatie nei nostri confronti.
Aiutateci, scrivendolo insieme a noi. L'informazione borghese è monopolio di una casta ed è manipolata da professionisti dell'informazione che appartengono alla borghesia e, consapevoli o meno, sono impregnati dalla concezione borghese della vita. L'informazione proletaria capovolge il rapporto asimmetrico tra lettori e giornalisti: sono il proletariato in prima persona e gli stessi protagonisti degli avvenimenti e della lotta di classe a rappresentare le fonti e gli autori delle notizie, notizie che acquistano il massimo della credibilità se vengono raccontate dall'interno, piuttosto che da osservatori esterni. Ecco perché Il Bolscevico ha bisogno di decine e centinaia di Penne rosse tra gli operai, gli studenti, le masse popolari, che scrivano delle loro iniziative e battaglie, della loro vita e rivendicazioni, dei loro dubbi e speranze. E ha bisogno di molti esperti rossi specie tra gli intellettuali rivoluzionari, che siano in grado di tener testa in ogni campo alle teste d'uovo della borghesia, abbiano le competenze necessarie per smascherare tutti gli inganni del capitalismo e sappiano far valere gli interessi del proletariato e del socialismo. Com'è il caso del simpatizzante Salomoni, impegnato nella traduzione dal russo delle opere inedite di Stalin, che in parte pubblicheremo sul primo numero del 2010 per celebrarne il 130 Anniversario della nascita e poi vedranno la luce sui numeri successivi. E come la biografia comparsa a puntate sulle pagine del nostro giornale che, con immensa gioia, la Commissione per il lavoro di stampa e propaganda del CC del PMLI pubblica nel volume "Lenin, la vita e l'opera" per festeggiare il 40 del Bolscevico.

Evviva il 40 Anniversario del Bolscevico, una potente arma del PMLI, del proletariato e delle masse contro il governo del neoduce Berlusconi e la terza repubblica, per l'Italia unita, rossa e socialista!
Coi Maestri e col PMLI vinceremo!

9 dicembre 2009