Solidarietà militante dell'Organizzazione palermitana del PMLI
DURI SCIOPERI DEGLI OPERAI DELLA FIAT DI TERMINI IMERESE
Le donne, animatrici della battaglia per il lavoro, restituiscono al prefetto i certificati elettorali e organizzano una raccolta di firme per le dimissioni di tutti i parlamentari eletti in Sicilia
Dal nostro corrispondente di Palermo
Il 31 ottobre ai circa duemila operai della Fiat di Termini Imerese è stata notificata la procedura per l'avvio della cassa integrazione. Immediatamente i lavoratori hanno deciso uno sciopero a tempo indeterminato.
L'annuncio della cassa integrazione ha dato il via a una raffica di proteste che hanno avuto come principali animatrici le donne riunite nel ``Coordinamento donne per la difesa del diritto al lavoro degli operai Fiat e indotto di Termini Imerese''. Nel pomeriggio del 31 le mogli degli operai hanno occupato il centro di Termini organizzando un blocco stradale tra via Mazzini e piazza Duomo. Con un comunicato dello stesso giorno le donne hanno spiegato di voler rinunciare al voto, tant'è che domenica 3 novembre in piazza Duomo hanno raccolto ben 3.500 certificati elettorali da restituire al prefetto di Palermo Profili, come segno di profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni. La raccolta dei certificati elettorali continua e l'iniziativa si sta estendendo ad altri comuni della provincia palermitana.
Parallelamente le donne di Termini hanno organizzato una raccolta di firme per chiedere le dimissioni di tutti i parlamentari, sia del ``centro-sinistra'' che del ``centro-destra'', eletti in Sicilia. Durante un mese di lotte tutti i segretari di partito ed i capigruppo parlamentari si sono dati il cambio davanti ai cancelli della Fiat di Termini facendo promesse ai lavoratori di impegnarsi per risolvere il problema di Termini. Ricordiamo Rutelli, Violante, Fassino, Bertinotti, e poi Cuffaro, Pecoraro Scanio, Formino, D'Onofrio. L'ultima promessa è stata fatta agli operai il 24 ottobre, a conclusione della manifestazione a Palermo, quando alcuni parlamentari siciliani, tra cui Forgione (PRC), Cracolici (DS), Tricoli (AN), e nazionali, tra cui il diessino Lumia, firmavano un documento, insieme al presidente polista della regione Cuffaro, in cui si impegnavano ad operare per ``chiedere il ritiro del piano industriale, con immediata conseguenza del blocco delle procedure della Cigs a zero ore'' e per ``chiedere un incontro con i vertici aziendali nazionali, per affrontare le prospettive specifiche dello stabilimento di Termini Imerese''. A tutt'oggi Cuffaro non ha ancora incontrato i vertici nazionali della Fiat, ne si sa se lo farà mai, mentre la questione di Termini è stata messa in secondo piano da tutti i partiti istituzionali, compresi DS e Rifondazione.
Lunedì 4 novembre gli operai hanno tenuto un'assemblea in fabbrica per stabilire gli appuntamenti di lotta fino all'11 novembre. Martedì 5 è stato revocato lo sciopero a tempo indeterminato e gli operai hanno deciso un'ora di sciopero per ogni turno. Il motivo della revoca dello sciopero ad oltranza è il seguente. A Termini lunedì 4 novembre sono arrivati meno motori per l'assemblamento della Punto. La dirigenza della Fiat parla di un ``contrattempo'', ma lavoratori e sindacati sono concordi nel denunciare che la Fiat sta mandando meno pezzi da montare allo scopo di svuotare i depositi prima della chiusura definitiva della fabbrica prevista il 2 dicembre. Gli operai hanno dichiarato che scioperare mentre l'azienda sta nei fatti provando a limitare la produzione significa fare un regalo alla Fiat. La produzione è dunque ripresa con uno sciopero di un'ora per ogni turno. Mercoledì 6 novembre saranno avviate le assemblee per l'organizzazione dello sciopero generale provinciale indetto da Cgil Cisl Uil e che si terrà venerdì 8. Domenica 10 novembre una delegazione di mille operai di Termini partirà alla volta di Melfi dove, lunedì 11, insieme alle delegazioni Fiom degli altri stabilimenti della Fiat, si terrà un sit-in davanti ai cancelli della fabbrica. Mastrosimone, delegato Fiom e componente della Rsu di fabbrica, ha dichiarato il 5 novembre che gli operai manifesteranno a Melfi poiché ``sta per partire la trattativa sugli ammortizzatori sociali e noi chiediamo che il governo non dia una lira per la cassa integrazione''.
L'appuntamento più importante a Termini è quello dell'8 novembre. Gli operai ci hanno riferito che pensano di portare in piazza per la manifestazione dello sciopero generale provinciale almeno 30.000 persone. Il corteo, a cui parteciperanno le delegazioni di 50 comuni della provincia palermitana, insieme a migliaia di studenti e lavoratori di tutti i settori, partirà dal porto di Termini alle 9,30 e si dirigerà a piazza Duomo, dove si terrà un comizio con i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm, Claudio Rinaldini, Giorgio Caprioli e Antonio Regazzi.
L'Organizzazione palermitana del PMLI, con un comunicato stampa del 4 novembre, indirizzato a tutti i giornali palermitani, alle organizzazioni politiche del movimento, al Forum sociale siciliano e alle associazioni culturali e antimafiose della città, ha dato la sua adesione alla manifestazione dell'8 novembre a Termini Imerese, esprimendo solidarietà agli operai della Fiat colpiti dalla cassa integrazione e al delegato Fiom Mastrosimone, al quale, giovedì 31 ottobre, è stato impedito dalla direzione della Fiat di Termini di partecipare ad una assemblea di lavoratori all'interno dello stabilimento.
Nel comunicato il PMLI appoggia la scelta della Fiom di indire uno sciopero ad oltranza e l'iniziativa delle donne di Termini di rinunciare al voto e organizzare una raccolta di certificati elettorali tra i cittadini. Tale iniziativa infatti segna un importante passo politico in avanti delle masse lavoratrici siciliane sulla via dello smascheramento e della delegittimazione delle istituzioni rappresentative della borghesia.
Nel comunicato il PMLI appoggiava la petizione del comitato delle donne di Termini per la dimissione di tutti i parlamentari eletti con i voti siciliani e ricordava che anche il governo del neoduce Berlusconi deve andarsene a casa, in quanto con la sua inazione sul fronte della crisi Fiat è diventato il principale responsabile della condizione in cui si trovano migliaia di famiglie operaie a Termini. Il comunicato si concludeva con l'esortazione alle masse lavoratrici e studentesche di tutta la provincia a partecipare allo sciopero dell'8 novembre, facendo propria la parola d'ordine del PMLI lanciata nel documento dell'UP del 10 ottobre scorso: ``Respingiamo il piano di Agnelli! La Fiat va nazionalizzata! No alla cassa integrazione! No ai licenziamenti! No alla chiusura degli stabilimenti di Termini Imerese ed Arese!''.

6 novembre 2002