IL PMLI NON ESULTA PER L'ELEZIONE DI NAPOLITANO

Il PMLI ritiene che non ci sia alcun motivo per esultare per l'elezione di Giorgio Napolitano a nuovo presidente della Repubblica.
Perché si sa già che non viene messo minimamente in discussione il regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista. Anzi. Ormai si dà per certo che continueranno gli "inciuci" per rafforzarlo. Lo stesso Napolitano ha preannunciato che sarà "riformata" la Costituzione del 1948. Del resto non ci si poteva aspettare niente di diverso dal neopresidente, un borghese, da sempre socialdemocratico e quindi anticomunista, e dallo "stratega" D'Alema presidente della Bicamerale golpista.
La "sinistra" borghese ancora una volta non si smentisce. Ha calato le brache di fronte a Mussolini, prima della sua ascesa e per lungo tempo, e ora di fronte al nuovo Mussolini, Berlusconi.
L'unico fatto nuovo è il completo accreditamento degli ex comunisti, per il PMLI revisionisti e riformisti, da parte della classe dominante borghese, che può ora disporre di due cani da guardia della presidenza della Repubblica e della Camera.
Ma tutto il male non viene per nuocere: il proletariato, le masse popolari e le nuove generazioni prenderanno coscienza nella pratica che le istituzioni borghesi hanno sempre la stessa natura e le stesse funzioni indipendentemente che a presiederle siano dei rappresentanti della destra o della "sinistra" borghese. Comprenderanno che solo il socialismo può realizzare delle istituzioni veramente al loro servizio.

L'Ufficio stampa del PMLI

Firenze, 10 maggio 2006, ore 16,45