Da Termini Imerese a Mirafiori
SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI FIAT CONTRO I LICENZIAMENTI
Venerdì 11 ottobre lo sciopero generale di 4 ore contro i piani di "ristrutturazione'' del settore Auto, presentati dalla direzione aziendale, ha bloccato tutti gli stabilimenti del gruppo (con l'esclusione di Arese dove si è scioperato il 14 ottobre, vedere servizio a parte). Da Termini Imerese a Mirafiori lo sciopero ha avuto pieno successo.
Secondo i dati diffusi dalle organizzazioni sindacali l'adesione allo sciopero è stata totale a Termini, tra l'80 e il 90% a Mirafiori, dell'85% alla Comau, del 100% alla Teskid, del 75% a Cassino, del 75% a Pomigliano tra gli addetti al primo turno, del 100% per le ultime cinque ore del secondo. Blocco della produzione anche a Melfi e a Pratola Serra. Alla Magneti Marelli di Bari su 600 addetti ha scioperato il 90%.
A Termini Imerese è stata un'altra intensa giornata di lotta, dopo quelle dei giorni precedenti. Una giornata di mobilitazione come non se ne vedevano dai tempi dell'occupazione delle terre. La mattina ad essere protagoniste della lotta sono state le donne, mogli, madri, sorelle, fidanzate degli operai Fiat, e di quelli dell'indotto (Ip Osas, Lear, Universalpa, Automotive Sistym). "Saremo qui anche domani e dopodomani e tutti i giorni. Occuperemo le strade, l'autostrada, la stazione, il Municipio'', dice Francesca, giovane madre di cinque figli. Alle sue spalle arrivano i lavoratori Fiat e quelli dell'Enel, i forestali e i ferrovieri, e tutte le delegazioni dei metalmeccanici della provincia di Palermo. E dietro ancora gli striscioni degli studenti delle scuole medie e superiori, alcuni piccolissimi. In diecimila hanno attraversato la cittadina per poi dirigersi verso lo stabilimento. Nel frattempo i lavoratori dell'indotto hanno occupato la Palermo-Catania (vedere servizio a parte).
Anche a Torino si sciopera in massa contro la ricetta Fiat. "Da Torino a Termini Imerese, un solo grido: occupazione'', è questo lo slogan che viene scandito a squarciagola dal corteo, circa 1.500 operai, partito dalle carrozzerie Mirafiori, i primi ad arrivare, davanti alla porta 5. Altri cortei arrivano dalle presse e dalle meccaniche. Alla fine sono oltre tremila i lavoratori, che oltre a scioperare hanno aderito alla manifestazione indetta dalle Fiom, Fim, Uilm e Fismic. Per alcune ore i corsi Agnelli e Tazzoli, e le altre strade che costeggiano il grande stabilimento di Mirafiori sono state bloccate dagli operai in sciopero.
Si tratta di un risultato straordinario. La cassa integrazione, quella ordinaria già prevista prima delle ultime decisioni dell'azienda tiene a casa 6.000 lavoratori, oltre ai 1.500 dipendenti già in mobilità.
La manifestazione è stata chiusa dagli interventi dei vari delegati uno dei quali ha chiesto "ai sindacati di dichiarare lo sciopero generale di tutti i metalmeccanici''. Contestati invece a più riprese i delegati della Fim, della Uilm, e della Fismac, per la firma allo scellerato accordo separato del luglio scorso, e grazie al quale la Fiat ha ottenuto il viatico sindacale ai suoi 3 mila "esuberi'', a cui si aggiungeranno gli 8.100 attuali.
A Venaria (Torino), 500 lavoratori della Magneti Marelli Illuminazione (azienda del gruppo insieme alla Comau per la quale il piano presentato da Fresco chiede la cassa integrazione straordinaria da dicembre per 600 dipendenti) hanno bloccato la statale che collega Torino a Lanzo.
Giornata di intensa mobilitazione anche a Cassino. Lo stabilimento ciociaro è quello dove si produce la Stilo e dà lavoro a 4.500 tute blu. Dopo un anno di cig a singhiozzo la Fiat ha deciso la chiusura di una delle due linee, chiedendo la cig per 1200 dipendenti ai quali vanno aggiunti altri 800 delle terziarizzate. Molti si sono uniti al sit in organizzato dai sindacati fuori dalle porte dello stabilimento dove al comizio finale è intervenuto il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini.
Lo sciopero è riuscito a Melfi in provincia di Potenza, con adesioni almeno del 70% nonostante che sia l'unico stabilimento non coinvolto per ora dalla cig e dagli esuberi. Addirittura, i lavoratori dell'indotto hanno scioperato per 8 ore, perché la morsa della crisi della Fiat qui già si fa sentire. E proprio nei giorni scorsi Fim, Uilm e Fismac hanno siglato l'ennesimo accordo separato con la Pianfei (azienda che produce gli scheletri dei sedili), contro il parere dei lavoratori e della maggioranza delle Rsu per mandare in cig a zero ore per un anno 50 lavoratori.
La pioggia battente non ha intaccato il successo dello sciopero a Pomigliano d'Arco (Napoli). Nonostante la produzione dell'Alfa che dà lavoro a 7 mila tute blu compreso l'indotto, "tiri'' i lavoratori chiedono risposte sulla reale strategia industriale dal momento che anche per lo stabilimento vesuviano sono stati previsti 50 esuberi tra gli impiegati. "Se crolla tutto, si chiedono i lavoratori, come possiamo rimanere in piedi noi?''.
E anche qui, al presidio davanti ai cancelli, sotto accusa finiscono i delegati di Fim, Uilm e Fismac per aver sottoscritto il piano industriale di luglio. Intanto i lavoratori della FiatAvio, a poche centinaia di metri solidarizzano con i compagni del settore auto con un'ora di sciopero a fine turno.

16 ottobre 2002