Nostra intervista agli operai della Fiat di Termini Imerese
LA NAZIONALIZZAZIONE E' LA VIA D'USCITA ALLA CRISI FIAT
"Il governo regionale non ha mosso un dito''. "I problemi della Fiat dipendono dal fatto che vogliono vendere alla General Motors''. "Se chiude Termini viene colpita tutta l'economia siciliana''
Dal nostro corrispondente di Palermo
Giovedì 24 ottobre l'Organizzazione palermitana del PMLI era accanto agli operai di Termini Imerese che manifestevano a Palermo contro la chiusura dello stabilimento. Prima che partisse il corteo e all'arrivo ne abbiamo intervistati alcuni.

Com'è andata la manifestazione a Roma?
"E' andata male'' ci dice un operaio. "Avevamo intenzione di andare a manifestare sotto palazzo Chigi, pacificamente, ma ci hanno chiuso in un piccolissimo perimetro. Volevano farci stare al Colosseo. Ma noi non siamo attrazioni turistiche. I turisti stranieri non capivano chi eravamo e cosa volevamo. Noi siamo andati a Roma per farci sentire da Berlusconi e non ci è stato permesso''.
Un altro operaio ci racconta: "Ci hanno poi chiuso a Piazza Venezia con centinaia di poliziotti. Allora noi siamo stati dieci ore a bloccare la piazza e tutta la città. Una cosa mai successa prima. Secondo noi abbiamo fatto sentire la nostra voce. Risposte positive non ce ne sono, però il governo è stato costretto ad accettare una nostra delegazione''.
E cosa ha detto Berlusconi?
"Ci ha promesso che farà un tavolo di trattative. Noi siamo sempre in attesa, intanto risposte non ne arrivano. Io ad esempio ho due figli, una sposata e disoccupata, anche suo marito è disoccupato. Anche il piccolo dei miei figli non trova lavoro. Il mio è l'unico stipendio e la famiglia cresce. Ho poi il mutuo da pagare. Come faremo ad andare avanti? Non è possibile. A Roma poi quando andiamo a manifestare ci trattano come criminali, ci chiudono in una piazza e non ci permettono di uscire. Noi avevamo intenzioni pacifiche''.
In questa lotta avete la solidarietà degli operai del nord?
"Sì. Una cosa molto bella è stata la presenza a Roma accanto agli operai di Termini della delegazione di Mirafiori e di Cassino ed anche di una delegazione di Pomigliano''.
Della proposta di nazionalizzare la Fiat cosa ne pensate?
"Io personalmente sono d'accordo. Non troverà qui nessun operaio che le dirà di non essere d'accordo per noi si tratterebbe della soluzione di tanti problemi.'' Interviene un operaio che ci racconta di essere stato a lavorare in America per diversi anni: "I problemi attuali della Fiat dipendono dal fatto che vogliono vendere agli americani. Per vendere la Fiat agli americani bisogna tagliare il personale, eliminare i contratti a tempo indeterminato e assumere a tempo determinato, con contratti flessibili. Cioè bisogna trattare gli operai della Fiat come vengono trattati gli americani, senza diritti né protezioni. Nazionalizzare la Fiat può salvarci da questa cosa''.
Cosa ha fatto il governo Cuffaro per scongiurare la chiusura di Termini?
"La voce del nostro governo regionale finora è stata nulla. Il presidente della regione Piemonte Ghigo, non appena si sono sentite le prime avvisaglie di cassa integrazione si è mosso per dialogare con il governo e la Fiat. Lo stesso ha fatto Formigoni. Purtroppo il presidente della regione Sicilia non è andato a bussare alla Fiat per dire guardate che esistiamo anche noi.
Certo la Sicilia conta poco. Qualcuno mi dirà la Fiat è a Torino, ma noi mica abbiamo fatto niente in questi anni.
Sono trentadue anni che facciamo macchine. Per produttività Termini è secondo in Italia solo a Melfi, che è uno degli stabilimenti all'avangurdia in tutta Europa. Dal nostro stabilimento escono prodotti ottimi. Questo però dipende unicamente dalla professionalità di noi operai. poiché non ci sono stati investimenti per ammodernare Termini. Una cosa che ci dà fastidio è che in questi anni hanno sempre detto a noi operai di Termini che i costi rispetto agli altri stabilimenti sono più alti e che quindi dovevamo fare qualcosa in più, come tempi di lavoro più lunghi, e noi abbiamo sempre accettato per mantenere lo stabilimento in vita e adesso dopo tanti anni ci vediamo chiudere la porta in faccia''.
Quali sono le alternative di lavoro per gli operai di Termini se chiude la Fiat?
"Ieri c'era in televisione un ragazzo con la valigia di cartone in mano. Le prospettive sono quelle. L'emigrazione. Un mio compagno di lavoro ieri scherzando diceva `io un lavoro ce l'ho me ne vado a rubare'. Purtroppo qui abbiamo un alto tasso di disoccupazione. Si parla anche del 50%''.
Interviene una delle operaie: "Si parla ad esempio di riconversione dello stabilimento, come possibile alternativa, ma nessuno dice che per riconvertire la produzione a Termini ci vorranno almeno dieci anni, se tutto va bene. E noi intanto che facciamo in questi dieci anni? Moriamo di fame?''.
Un altro degli operai ci dice: "La volontà di riconvertire non esiste. Chiunque passa da Termini può vedere immensi capannoni vuoti dove prima c'erano industrie e si produceva. Adesso non c'è più niente. Tutto chiuso. Tutto perso. Alla faccia della riconversione. Noi sappiamo fare auto e vogliamo continuare a fare auto''.
Continua l'operaia: "la lotta degli operai di Termini è importante per tutta l'industria siciliana. Primo perché se chiude Termini viene colpita tutta l'economia siciliana. Secondo perché se passa la chiusura di Termini, la più grande fabbrica della Sicilia, poi passerà il concetto che è normale e facile venire a chiudere industrie qui e ne verranno chiuse altre come già si pensa. I siciliani questo lo devono capire e ci devono appoggiare''.
Quali sono gli altri appuntamenti di lotta?
"Abbiamo deciso di programmare settimana per settimana. Però è già fissata una manifestazione provinciale di tutte le categorie a Termini Imerese l'8 novembre. Poi il 15 novembre abbiamo lo scipero nazionale del settore metalmeccanico''.

30 ottobre 2002