Gli intrecci del "maggiordomo" di Berlusconi
Verdini fa affari con le Coop "rosse" e col Monte dei Paschi vicini al PD

Quando si tratta di spartirsi soldi, potere, poltrone e affari la destra e la "sinistra" del regime neofascista sono sempre ben disposte a mettere da parte le schermaglie politiche e a siglare accordi sottobanco ingannando il proprio elettorato.
Un caso emblematico è rappresentato dalla Toscana, ex "fiore all'occhiello del modo di governare della sinistra", dove l'intreccio e la contiguità fra PD e PDL nella gestione del sottobosco politico, economico e editoriale non ha forse eguali nel resto della Penisola.
Basta dare un'occhiata ai giornali e ai mezzi d'informazione per scoprire ad esempio che tra i soci della Ste (Società toscana di edizioni), l'azienda editrice de "Il Giornale della Toscana", ci sono il Monte dei Paschi di Siena e la Coop Centro Italia. Cioè la terza banca italiana dopo Intesa e Unicredit, oggettivamente in mano al PD, e una delle coop "rosse" di consumo tra le più grandi in assoluto che lavorano fianco a fianco con il "maggiordomo" di Berlusconi Denis Verdini, coordinatore nazionale del PDL, al centro di quasi tutte le inchieste sulla cricca degli appalti, padrone del Credito cooperativo fiorentino, la "banchina" sospettata di aver elargito a fiumi e per anni crediti facili agli amici degli amici all'ombra della cosiddetta P3 e del faccendiere piduista Flavio Carboni.
Un altro sodalizio che lega PDL e PD è stato siglato all'ombra delle antenne di Radio Dimensione Firenze e Lady Radio, storiche emittenti gigliate che fanno capo a Verdini e che stanno per essere acquistate dalla Cna di Firenze, sigla storica dell'associazionismo di "sinistra" che fa capo proprio al PD.
La Cna è la più grande associazione di artigiani del capoluogo fiorentino, con 11 mila imprese associate e si appresta a tirare fuori circa 1 milione di euro per entrare con quote di minoranza nel capitale delle due radio toscane, due emittenti molto ascoltate e storiche (Rdf è stata fondata 34 anni fa, l'altra 6 anni dopo), entrambe partecipate da Verdini e controllate da Pierluigi Picerno, legale rappresentante della Ste e amministratore de "Il Giornale della Toscana" dello stesso Verdini a sua volta collegato al Giornale diretto da Vittorio Feltri e di proprietà della famiglia Berlusconi.
Il nome di Picerno fra l'altro ricorre molto spesso nelle indagini dei magistrati fiorentini su Verdini e la cosiddetta P3 ed è indicato come il professionista che accompagnò una certa Antonella Pau, legata al faccendiere piduista Flavio Carboni, nella sede della banca di Verdini per trattare gli aspetti finanziari del lancio di un'edizione sarda del Giornale toscano.
La Coop Centro Italia è una delle più grandi aziende nel panorama della grande distribuzione alimentare; nata dalla fusione tra Coop Umbria e Unicoop senese, conta quasi mezzo milione di soci, 2.600 dipendenti, un utile netto nel 2009 di 6,3 milioni di euro e una rete di vendita concentrata soprattutto nelle province di Siena e Perugia ma molto diffusa anche tra Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo.
Per quanto riguarda invece il Monte dei Paschi, basta passare in rassegna l'organico del vertice dell'istituto per capire il doppio filo "rosso" che lo lega direttametne ai massimi vertici del PD. Nella Deputazione generale fanno capo al PD o scelti dal PD 10 su 16 e in più hanno un rappresentante ciascuno Sinistra e libertà e Rifondazione comunista. Nella Deputazione amministratrice sono del PD 5 rappresentanti su 7, più un esponente dei Riformisti, raggruppamento vicino al PD. La Deputazione amministratrice ha diritto di nomina di 6 su 12 del vertice operativo dell'istituto, 5 di questi sono PD, a cominciare dal presidente, Giuseppe Mussari, che è anche presidente dell'Associazione delle banche (Abi); gli altri sono Fabio Borghi, Alfredo Monaci, Ernesto Rabizzi, Graziano Costantini.
L'unico del gruppo non di area PD è Andrea Pisaneschi, professore di Diritto costituzionale a Siena che, guarda caso, è molto legato a Verdini che a sua volta è presente con un altro ex dirigente del Monte, Leonardo Pizzichi, anche nel consiglio di amministrazione di Eutelia: la società di telecomunicazioni, i cui vertici sono finiti in galera per bancarotta, occupata nell'autunno di un anno fa dai dipendenti stufi di non ricevere lo stipendio da mesi e assaltata da uno dei proprietari della famiglia Landi assieme a un manipolo di squadristi padronali a colpi di bastone e spranghe di ferro. Pizzichi è presidente del collegio sindacale di Monte dei Paschi Leasing & Factoring ed era anche presidente di Eutelia ed è appena uscisto dal carcere proprio per le vicende della società di telecomunicazioni. Pizzichi è anche esponente dei Riformisti e con il suo gruppo si appresta a sostenere Franco Ceccuzzi, deputato PD, nella sua corsa alla carica di sindaco di Siena alle elezioni della prossima primavera.
Non solo. Monte Paschi e Coop sono presenti anche nel capitale della editrice del Giornale di Verdini attraverso partecipazioni importanti nella Edib, società editoriale controllata dai Barbetti, gruppo umbro di cementieri. La partecipazione del Monte dei Paschi avviene attraverso Mps Investments con quote per un valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro; la Coop partecipa, invece, con circa 705 mila euro, più del 10 per cento dei suoi utili. La Edib è diretta da Rocco Girlanda, deputato umbro del PDL e sodale di Verdini, così come risulta da numerose intercettazioni, e a sua volta è proprietaria di una catena di quotidiani assai diffusi ed influenti tra l'Umbria, la Toscana meridionale e il senese: il Corriere dell'Umbria, il Corriere di Siena, il Corriere di Arezzo, il Corriere di Grosseto etc... Tra questi, Il Corriere di Siena sta lanciando da settimane la candidatura del PD Ceccuzzi alla carica di sindaco della città.
Infine ricordiamo che fu proprio "Il Giornale" di Verdini e Coop a rilanciare nel 2002 su ordine del neoduce Berlusconi il vile attacco anti marxista-leninista scatenato dall'allora coordinatore fiorentino di Forza Italia, Paolo Amato, protagonista di una violenta campagna fascista contro il PMLI accusandoci di essere fiancheggiatori dei terroristi e denunciandoci alla magistratura per aver affisso un manifesto in occasione del 58 anniversario della Liberazione di Firenze in cui si definiva Berlusconi come il nuovo Mussolini.

27 ottobre 2010