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A Milano nel 33° anniversario della strage di Stato di piazza Fontana
30.000 LAVORATORI E STUDENTI A FIANCO DEGLI OPERAI DELL'ALFA DI ARESE
Rabbia per le esternazioni del neoduce Berlusconi contro i lavoratori e i loro metodi di lotta. Assediati Palazzo Marino, la Rinascente e la Toro Assicurazioni. Gli operai dell'Alfa invitano un militante del PMLI col cartello contro Berlusconi a sfilare con loro, mentre contestano Bertinotti che si era infiltrato nel loro spezzone
GLI OPERAI ALFA DONANO L'AMBROGINO D'ORO AGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE
Redazione di Milano
Questo 12 dicembre, 33° anniversario dell'efferata strage di Stato di piazza Fontana ha assunto un significato particolare perché oggi come nel 1969 la classe operaia si è posta alla testa di tutte le lotte e gli studenti sono al suo fianco; e come allora forze reazionarie occulte ricorrono anche al terrorismo e alle bombe per far spengere la fiammata di lotta di classe che sta infuocando le piazze d'Italia con un nuovo autunno caldo.
Erano quattro le ore di sciopero dei lavoratori dell'industria di Milano e provincia indette unitariamente da Cgil-Cisl-Uil, Cub e Slai Cobas. In circa 30.000 hanno manifestato in difesa dell'occupazione (sono a rischio secondo stime sindacali 40.000 posti di lavoro) e contro il piano di ristrutturazione della Fiat che smantella l'Alfa di Arese.
In Corso Venezia si è formato il corteo aperto dallo striscione degli oltre 500 lavoratrici e lavoratori dell'Alfa seguiti da quelli dell'indotto, tra cui Magneti Marelli, poi la Campari di Sesto S. Giovanni, la Postal Market, Alstom Power, Ikea, Basf, Hotel Gallia, Pirelli, Asl di Milano, Iveco di Brescia, la 3M e i lavoratori del comparto farmaceutico della Pharmacia, tutti a rischio licenziamenti; quindi una parte degli studenti medi, tra cui una nutrita rappresentanza del liceo classico Parini, e gli universitari organizzati dal Collettivo "Pantera" dell'Università Statale. Presenti anche i gonfaloni dei comuni di Arese, di Bollate, di Peschiera e di Cormano.
Compagni della Cellula "Mao" di Milano del PMLI, hanno diffuso centinaia di copie del Documento dell'UP del Partito: "Occorre lo sciopero generale nazionale di otto ore di tutte le categorie. Non cedere. Estendere e indurire la lotta. Nazionalizzare la Fiat", letto con estremo interesse dai manifestanti. Un operaio Alfa ha esclamato: "Finalmente una posizione chiara e di lotta!". Ne ha prese diverse copie da distribuire ad altri compagni. Alla partenza del corteo i marxisti-leninisti milanesi hanno innalzato un cartello con la suddetta parola d'ordine dell'UP e con dietro l'ormai celebre manifesto "Buttiamolo giù!" raffigurante il neoduce Berlusconi in veste mussoliniana. Attratti dal cartello, gli operai dell'Alfa hanno invitato il compagno che lo portava a sfilare dietro il loro striscione alla testa del corteo. Un'operaia ha esclamato con rabbia indicando il nuovo Mussolini sul nostro cartello: "Ecco l'incivile!", in riferimento alle ultime esternazioni del neoduce che hanno accentuato la combattività dei manifestanti.
Dei giovani iscritti al PdCI hanno acquistato copie de Il Bolscevico n.44 e 45 e una spilla dei maestri, elogiando il PMLI per la sua coerenza politica rivoluzionaria e per il suo attaccamento ai maestri e specialmente a Stalin e auspicando un fronte unito. Una calda accoglienza proletaria al PMLI per il suo concreto contributo e sostegno al successo degli operai in lotta.
Ben diverso invece il trattamento riservato all'imbroglione neorevisionista e trotzkista Bertinotti che, entrando furtivamente da piazza S.Babila nello spezzone dell'Alfa, ne afferrava rapidamente lo striscione piazzandosi al centro e posando sorridente davanti ai fotografi "impazziti" per immortalarlo fra i lavoratori di Arese. Ma gli operai hanno subito reagito contestando apertamente il segretario del PRC per la sua spudorata strumentalizzazione della loro lotta, mentre altri gli rimproverano di non essersi mai presentato davanti ai cancelli dello stabilimento. Subissato di critiche, a Bertinotti non è rimasto che svignarsela scortato dai suoi guardaspalle.
Durante tutto il percorso della manifestazione ha echeggiato un assordante suono di campanacci e fischietti alternato con slogan quali "Da Arese a Termini Imerese, il posto di lavoro non si tocca, lo difenderemo con la lotta" e "L'Alfa Romeo non chiuderà, tutta Milano la difenderà" e dai canti di Bandiera Rossa e Bella Ciao. All'altezza di piazza S.Babila è confluito nel corteo un altro spezzone di circa 5 mila studentesse e studenti partiti da largo Cairoli. Oltre alla loro solidarietà ai lavoratori Fiat, sono scesi in piazza contro la Moratti, l'imminente guerra all'Iraq e la repressione governativa contro i noglobal, coronando una settimana di occupazioni e autogestioni nelle scuole.
In piazza Fontana si sono svolti i comizi conclusivi con interventi di delegati dell'Alfa, Pharmacia, Rai e infine del dalemiano segretario della Camera del Lavoro, Antonio Panzeri, e di un rappresentante dell'Anpi che ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dalla classe operaia milanese e lombarda nella Resistenza e nella Liberazione, con un implicito riferimento al suo ruolo antifascista oggi. Una delegata dello Slai-Cobas ha chiesto lo sciopero generale a difesa di tutti gli stabilimenti Fiat.
Con l'intento di colpire gli interessi della famiglia Agnelli, una parte dei lavoratori Alfa e degli studenti hanno assediato la Rinascente in piazza Duomo dove i carabinieri in tenuta antisommossa hanno brutalmente impedito l'esposizione di uno striscione all'entrata del lussuoso grande magazzino. Uno striscione è stato esposto anche davanti agli uffici della Toro Assicurazioni da parte dei "Disobbedienti" contro il lavoro nero e precario.
Per iniziativa dello Slai-Cobas dell'Alfa, la manifestazione si è spostata da piazza Fontana a piazza Scala per contestare rumorosamente la giunta confindustrial-fascista Albertini-De Corato sotto le finestre di Palazzo Marino. "I giochi di potere interni alla Fiat non ci interessano, a noi interessa il lavoro, ha detto un delegato Fiom, le lettere di licenziamento non le accetteremo mai. Abbiamo manifestato contro le banche creditrici che hanno approvato i licenziamenti di massa e la chiusura di Termini e di Arese. Martedì 17 manifesteremo anche contro Mediobanca".
Nel tardo pomeriggio si è svolto il corteo istituzionale con cerimonia ufficiale in piazza Fontana.
Dunque, martedì 17 i lavoratori dell'Alfa hanno nuovamente scioperato e manifestato a Milano in un corteo (militarizzato dalle "forze dell'ordine" di Pisanu e Berlusconi) che aveva come obiettivo le 4 banche creditrici della Fiat: Intesa, Unicredit, SanPaolo-Imi e Capitalia.
Giunti in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino sede dell'amministrazione comunale, gli operai aresini hanno consegnato a quelli di Termini Imerese, presenti con una delegazione, l'Ambrogino d'oro, massima onorificenza professionale cittadina ricevuta pochi giorni fa dal sindaco Albertini. Un operaio di Arese ha così motivato: "Abbiamo deciso di accettarlo in nome del lavoro in generale e ora in solidarietà per la lotta di classe lo consegniamo ai responsabili sindacali di Termini Imerese". Apprezzando il fraterno dono dei compagni milanesi, gli operai siciliani hanno sottolineato che di fronte a chi sta "tentando di dividere i lavoratori" è più che mai necessario "rimanere uniti nella lotta". Il PMLI ha diffuso i volantini sulla crisi Fiat.
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