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Vacanze dorate pagate dalla cricca degli appalti Malinconico costretto a dimettersi Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Monti: "conti pagati a mia insaputa" Travolto dalla scandalosa vicenda delle vacanze dorate a Porto Ercole "pagate a sua insaputa" dalla cricca degli appalti capeggiata dall'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e dai costruttori Francesco De Vito Piscicelli e Diego Anemone (coimputati al processo per i lavori del G8 che si apre a Perugia il 23 aprile prossimo) il 10 gennaio, a poco più di un mese dalla sua nomina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Carlo Malinconico è stato costretto a dimettersi. Si tratta di una nuova ignominiosa storia di corruzione; in eloquente continuità col malaffare del governo Berlusconi; che ricalca alla lettera l'altrettanto vergognosa vicenda dell'attuale ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, che ha pagato appena 170 mila euro un appartamento di 109 metri quadri accanto al Colosseo svendutogli dall'Inps; che a sua volta richiama alla memoria il caso dell'ex ministro Scajola a cui gli stessi personaggi della cricca versarono 900 mila euro, anche in questo caso sempre a sua "insaputa", per l'acquisto del lussuoso appartamento fronte Colosseo. Corruttele di palazzo, insomma, che continuano come prima e più di prima e che fanno letteralmente a cazzotti con l'immagine "sobria e rigorosa" e "l'esempio di etica, serietà e buona politica" che il capo della macelleria sociale Monti e il suo governo di tecnocrati in camicia nera dicono di rappresentare. A incastrare Malinconico è stato il suo stesso "benefattore" Piscicelli, famigerato per aver riso al telefono la notte del terremoto all'Aquila parlando degli affari che si prospettavano con la ricostruzione, il quale nei giorni scorsi aveva ammesso di aver pagato di tasca propria diversi pacchetti vacanze all'Argentario tra il 2007 e il 2008 all'allora segretario generale di Palazzo Chigi, Carlo Malinconico, su richiesta di Balducci. Le dichiarazioni di Piscicelli sono finite agli atti dell'inchiesta sugli appalti per il G8 della procura di Firenze e sono suffragate dalle numerose intercettazioni dei Ros da cui emerge non solo la stretta amicizia di Malinconico con gli esponenti della cricca, ma anche e soprattutto l'interesse di Balducci, Piscicelli e Anemone ad esaudire le richieste di vacanze a sbafo di Malinconico per avere mano libera sugli appalti pubblici. "Con Malinconico eravamo buoni conoscenti, ci davamo del tu - ha confermato Piscicelli agli inquirenti - È stato a colazione a casa mia, e con la sua compagna è stato ospite sulla mia barca". Mentre nell'informativa del 7 giugno 2010 inerente le lussuose vacanze di Malinconico e della sua compagna presso il lussuoso hotel "Il Pellicano" di Porto Ercole, un 5 stelle di proprietà Roberto Sciò dove una camera costa 1.500 euro a notte, gli agenti del Ros fra l'altro scrivono che: "È stato rilevato, in sintesi che, tra il 2007 e il 2008, il professor Carlo Malinconico ha soggiornato più volte presso la struttura alberghiera Il Pellicano, e le relative spese quantificate in complessivi euro 19.876,00 sono state pagate, con varie modalità, di seguito specificate, da Piscicelli Francesco Maria" il quale "alle ore 11,27 del 20-08-2007 ha saldato anche le spese extra per un importo di euro 685,00 a mezzo carta di credito American Express... della Opere Pubbliche e Ambiente spa", cioè la società che lavorava ai cantieri dei Mondiali del Nuoto 2009, controllati dalla Presidenza del consiglio, dove Malinconico aveva le mani in pasta come segretario generale. Fatti e circostanze confermati dallo stesso Piscicelli che tra l'altro ha precisato: "Ho sempre pagato io, ma l'ho fatto su input di Balducci. La prima volta ho anticipato di tasca mia 9.800 euro, anzi, mi sembra di più, 9.800 è la cifra che ho letto sui giornali, ma poco importa. Poi, visto che nessuno mi aveva rimborsato, mi sono fatto dare i soldi da Balducci". Piscicelli aggiunge anche un'altra circostanza: "Quest'estate sono stato risentito dai magistrati di Roma, abbiamo parlato della cricca e anche delle vacanze di Malinconico". Il fatto che le vacanze dell'allora segretario generale di Palazzo Chigi fossero a carico di Piscicelli lo ammette anche Sciò che ha riferito di aver "visto molte volte Malinconico in albergo e sicuramente una parte dei soggiorni fu pagata da Piscicelli, su questo non c'è ombra di dubbio. Di più non so, non mi occupavo della parte operativa". Tutto ciò, secondo gli inquirenti, fa parte di una precisa strategia adottata dalla cricca degli appalti per accaparrarsi i lavori pubblici più importanti. "L'organizzazione e il pagamento delle vacanze per conto dell'ingegner Balducci in favore del professor Malinconico - sottolineano gli investigatori del Ros - rientrano nel complesso delle attività che lo stesso imprenditore ha efficacemente riassunto parlando con Riccardo Fusi (altro costruttore fiorentino coinvolto nelle indagini, ndr) come il suo 'background di dieci anni di buttamento di sangue' che gli ha consentito di intessere un'importante rete relazionale che lo agevola nell'aggiudicazione di lavori pubblici". Non a caso, dopo la sostituzione di Malinconico con Mauro Masi a Palazzo Chigi la cricca rivolge le sue attenzioni e i suoi favori verso il nuovo sottosegretario assumendo per esempio il fratello della fidanzata Anthony Smith per poter continuare con la giostra degli appalti. Ma la cosa che colpisce di più è il fatto che, nel suo miserabile tentativo di autodifesa, Malinconico parla anche di "eventi forzati, tra l'altro già da tempo noti". Ciò significa che anche Monti era al corrente del comportamento non proprio "trasparente" di Malinconico e nonostante i favori e i privilegi ricevuti lo ha nominato lo stesso sottosegretario. Di fronte a tutto ciò Monti si dovrebbe solo vergognare! Invece domenica 10 gennaio ha avuto la faccia tosta di presentarsi alla trasmissione di Fabio Fazio e dire: "Sono fiero della mia squadra". Non solo. All'indomani delle dimissioni di Malinconico, il presidente del consiglio "ha manifestato al sottosegretario il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell'anteporre l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione - il presidente Monti si legge ancora nella nota diffusa da Palazzo Chigi - ha inoltre ringraziato il sottosegretario per il suo contributo al lavoro del governo, pur nella brevità del suo incarico". Insomma, altro che "gente per bene", altro che "salvatori della patria, fuori da ogni logica partitica" il cui unico scopo è "salvare l'Italia dal baratro economico". Monti e il suo governo di tecnocrati della grande finanza, della Ue e della macelleria sociale oltre ad essere depositari di grossi conflitti di interesse sono sempre pronti ad allearsi sia con la destra che con la "sinistra" del regime neofascista per occupare i gangli vitali della vita politica ed economica del Paese e difendere personalmente gli interessi della propria cosca di appartenenza. Del resto basta scorrere il lungo curriculum di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, questo è il suo nome completo, per rendersi conto che non si parla certo dell'ultimo arrivato. 61 anni, avvocato, ex consigliere di Stato, titolare della cattedra di diritto dell'Unione Europea a Tor Vergata; Malinconico è anche l'unico italiano a essere diventato ordinario grazie a una leggina, poi abolita, che consentiva agli insegnanti nominati dal ministro del Tesoro alla Scuola superiore di Economia e Finanze di transitare automaticamente nei ruoli dei professori universitari. Capo dell'ufficio legislativo alle Partecipazioni statali nel 1990 con l'ultimo governo di Giulio Andreotti; poi passato al Tesoro fra il 1995 e il 1996, con Lamberto Dini; quindi al vertice delle authority, all'Antitrust e all'Autorità dell'Energia e infine l'approdo a Palazzo Chigi con il secondo governo Prodi e la riconferma ai vertici dell'amministrazione con Berlusconi grazie alla "buona parola" spesa in suo favore dal ministro per l'attuazione del Programma Giulio Santagata. 18 gennaio 2012 |