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Per chiedere l'intervento del governo siciliano
MANIFESTAZIONE DEGLI OPERAI DI TERMINI IMERESE A PALERMO
Il PMLI accolto con calore dai lavoratori Fiat in lotta
IL 28 OTTOBRE, GLI OPERAI NUOVAMENTE IN SCIOPERO BLOCCANO LA FERROVIA, L'AUTOSTRADA E LA STATALE 113
Dal nostro corrispondente di Palermo
Il 24 ottobre 2002 si è svolta a Palermo una manifestazione degli operai della Fiat di Termini Imerese per chiedere al presidente della regione, il polista Cuffaro, che ancora non ha mosso un dito, di intervenire nella vertenza. Almeno 4.000 manifestanti tra lavoratori della Fiat e dell'indotto con le famiglie.
Il concentramento si è tenuto a Piazza Marina sin dalle 9 del mattino. Apriva lo striscione della Fiat, con centinaia di operai, seguivano quelli di tutte le aziende dell'indotto tra cui la Imam di Termini Imerese, la Ip Osas di Vicari, la Bn Sud, i cui operai in questi giorni hanno inscenato una clamorosa protesta, bloccando la Palermo-Agrigento. Chiudeva il corteo lo spezzone delle combattive operaie della Fiat. La manifestazione ha sfilato per oltre due ore lungo Corso Vittorio Emanuele. Mentre passavano gli operai la città esprimeva la sua solidarietà in diversi modi. Alcuni camionisti e automobilisti hanno suonato i clacson in segno di saluto.
La delegazione del PMLI ha sfilato con la bandiera del Partito accanto alle combattive operaie di Termini, che ci hanno riconosciuto, poiché avevamo già sfilato accanto a loro il 18 ottobre in segno di solidarietà. Nel corpetto il numero 38 de Il Bolscevico con l'importante documento dell'UP "Respingiamo il piano di Agnelli. La Fiat va nazionalizzata. No alla cassa integrazione! No alla chiusura degli stabilimenti di Termini Imerese e Arese!''. Alcune centinaia di copie dello stesso documento sono state distribuite per tutta la manifestazione.
Tra le parole d'ordine lanciate dalle operaie "Lavoro, lavoro'', "Gente non state a guardare, c'è la Fiat da salvare'' e "Lavoro e dignità''. Lo spezzone delle operaie e delle donne di Termini ha più volte cantato la canzone partigiana "Bella ciao''.
Arrivati ai Quattro Canti, vicino Palazzo delle Aquile, sede del Comune, gli operai hanno iniziato a prendere in giro in ogni modo il sindaco di Palermo, Cammarata, colpevole di non aver alzato un dito in questa vertenza, nonostante gli operai palermitani che lavorano a Termini siano moltissimi. Da parte di Cammarata non c'è stata nessuna risposta e il corteo ha oltrepassato palazzo dei Normanni, sede del parlamento, e si è diretto sotto Palazzo d'Orleans, sede del governo, protetto da un imponente schieramento di polizia.
Qui i lavoratori hanno iniziato a lanciare le parole d'ordine "Non si chiude! Non si chiude!'' e "Lavoro! Lavoro!''.
Cuffaro ha ricevuto una delegazione delle Rsu dello stabilimento di Termini, i rappresentanti della Cgil, Cisl, Uil, regionali e territoriali, le Segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e alcuni parlamentari siciliani. Mentre la delegazione discuteva gli operai continuavano la protesta. Ad un certo punto, poiché Cuffaro più volte invitato ad affacciarsi non rispondeva e poiché non arrivavano notizie sulla riunione in corso, è iniziato anche il lancio di oggetti contro le finestre di Palazzo d'Orleans. Alcuni operai hanno preso i camion portandoli fin sotto il portone con l'intenzione, più scherzosa che altro, di sfondarlo.
A quel punto è uscita la delegazione sindacale. Ha preso la parola Mastrosimone, delegato Fiom e leader della protesta di Termini. Il fatto di essere il leader riconosciuto non gli ha evitato di beccarsi fischi e proteste da parte degli operai quando in alcuni passaggi del discorso ha tentato di sminuire le responsabilità di Cuffaro nella situazione di Termini. Ha parlato di "precisi impegni'' presi dal governo siciliano per affrontare la crisi. Mastrosimone ha concluso il comizio con la dichiarazione applauditissima dagli operai che la lotta deve essere rilanciata.
Al momento in cui scriviamo, sono passati alcuni giorni dalla forte protesta degli operai di Termini a Palermo, ma in verità Cuffaro non ha ancora mosso un dito. Inoltre non ci pare che quelli presi dal governatore siciliano siano "impegni precisi''. Infatti nel documento non ha detto quando incontrerà i vertici nazionali e la Fiat, non ha detto quali e quanti sono i finanziamenti che intende stanziare per rilanciare la produzione allo stabilimento di Termini Imerese e non ha detto come intende agire per modificare il piano industriale. Questi non sono impegni precisi. Intanto Cuffaro non smentendo mai la sua vena superstiziosa alla messa di domenica ha pregato perché la madonna aiuti gli operai di Termini.
Ritornando alla cronaca della manifestazione, le compagne dell'Organizzazione palermitana del PMLI sono state molto ben accolte. Mentre eravamo sotto Palazzo d'Orleans Il Bolscevico con il documento dell'UP è andato a ruba. Un operaio ci ha fatto i complimenti per avere portato la bandiera del Partito accanto a loro per tutta la manifestazione. Un altro ci ha chiesto di dargli la bandiera del PMLI, in cambio ce ne avrebbe date tre della Cgil. Alcuni operai ci hanno poi presentati i loro due compagni ritratti nella foto nella nostra cronaca da Palermo del n. 38. Uno di loro ci ha detto che i lavoratori sono disposti a difendere il loro posto di lavoro con la stessa forza, compattezza e determinazione espressa dalla classe operaia nelle grandi lotte del '68.
E la prova di tale determinazione, è arrivata lunedì 28 ottobre. Scesi nuovamente in sciopero per 4 ore, oltre 500 operai sono usciti dalla fabbrica ed hanno bloccato la ferrovia Palermo-Messina, all'altezza della stazione di Fiumetorto, l'autostrada Palermo-Catania e la statale 113. Nel pomeriggio sono stati effettuati altri blocchi. La protesta è arrivata all'improvviso, dopo che era stata annunciata una tregua delle lotte per la settimana in corso. La decisione di attuare questa clamorosa protesta è stata per denunciare il calo di attenzione della stampa di regime e della politica nazionale e siciliana nei confronti della vertenza della quale non si parla più. Gli operai avvertono che non lasceranno chiudere la fabbrica e che quella di Termini è una bomba ad orologeria che può scoppiare da un momento all'altro.
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