Nostra intervista ad un operaio della Imam di Termini
"LA FIAT E' LA PUNTA DELL'ICEBERG, LA BASE SIAMO NOI, MIGLIAIA DI LAVORATORI DELL'INDOTTO"
"Questa trattativa non ha futuro. Né governo, né azienda intendono proporre soluzioni. Bisogna andare avanti nella lotta fino a quando Fiat non ritirerà questo piano industriale"
Dal nostro corrispondente di Palermo
Durante l'assemblea del Coordinamento palermitano lavoratori Fiat ed indotto tenutasi il 30 novembre, alla quale eravamo stati invitati dai lavoratori abbiamo intervistato un operaio dell'indotto.
In che azienda lavori?
Alla Imam di Termini Imerese. Siamo 35 operai e ci occupiamo di silenziamento di scarico e parti lastrate per la Punto assemblata allo stabilimento.
Quanti sono i lavoratori dell'indotto Fiat di Termini?
Palermitani che lavorano nell'indotto Fiat saremo un centinaio. Ma in Sicilia si parla di oltre mille lavoratori distribuiti in decine di aziende.
Cosa significa per voi operai dell'indotto la chiusura della Fiat di Termini Imerese?
Dal 9 dicembre siamo in cassa integrazione a zero ore e non abbiamo nessuna certezza di rientro sul posto di lavoro, considerato che i risultati della trattativa in corso sono pessimi. Purtroppo nessuno si occupa di noi dell'indotto Fiat. Penso anche ai lavoratori dei servizi, come pulizia, ristorazione, distribuiti in molte piccole aziende e che sono combinati ancora peggio degli operai dell'indotto. Per loro la chiusura significa il licenziamento definitivo. E penso anche che l'indotto di Termini è molto più piccolo di quello di Mirafiori o di Arese. Complessivamente si tratta di decine di migliaia di posti di lavoro perduti in tutta Italia. Non se ne parla. Berlusconi non ha nessun interesse a pubblicizzare il fatto che in Italia finiranno sul lastrico decine di migliaia di famiglie. L'interesse, anche della stampa, è concentrato sulla Fiat e si sta coprendo tutto il resto. La Fiat è solo la punta dell'iceberg, dove si fa l'assemblaggio finale della produzione, la base siamo noi dell'indotto e nessuno parla delle decine di migliaia di posti di lavoro a rischio in Sicilia.
Che pensi della trattativa?
Le proposte sono inaccettabili. Non solo il lavoro di fabbrica è usurante ma si vogliono raddoppiare i turni a Termini. Quelle che propone la Fiat non sono soluzioni. Anche se si sposta la produzione da Mirafiori a Termini il problema rimane. A Termini comunque non rientreranno tutti i lavoratori e a Mirafiori saranno licenziati quelli che rientrano a Termini. Questa non è una soluzione. La soluzione sta nell'avere una progettualità, bisognerebbe ad esempio lanciare un'altra vettura sul mercato. Non si devono più dare soldi a fondo perduto alla Fiat, ed inoltre, poiché ormai i costi di progettazione se li assumono per lo più le aziende dell'indotto, bisogna prevedere sovvenzioni a favore dei fornitori. A me sembra che questa trattativa non abbia futuro è solo una formalità, né governo ne Fiat intendono proporre soluzioni. Mi pare tutto già deciso.
Cosa pensi della nazionalizzazione del gruppo Fiat?
Sono d'accordo con la nazionalizzazione. Molti dei problemi attuali dipendono dal fatto che la Fiat vuole vendere alla General Motors. L'entrata nel settore automobili del-la Gm in Italia è pericolosa. La Gm è quella che ha chiuso la Daewoo in Corea. è la sua strategia, comprare e poi chiudere per eliminare la concorrenza. Non possiamo permettere che la Gm venga a chiudere gli stabilimenti della Fiat. La nazionalizzazione con la giusta progettualità può essere la soluzione. Non sono d'accordo invece con la proposta degli operai argentini riportata dal collega, che ieri è stato ad ascoltarli a Termini. L'autogestione degli stabilimenti Fiat non è fattibile. Quella degli operai argentini è una piccola azienda di ceramiche che può essere autogestita. La Fiat è un'azienda di decine di migliaia di lavoratori sul territorio nazionale, non è una proposta fattibile, non ha senso.
Quali forme di lotta attuerete nei prossimi giorni?
Credo che a questo punto sia necessario colpire gli interessi Fiat. Bisogna bloccare l'intera produzione sia nel settore auto che nel resto, si possono colpire ad esempio gli interessi delle assicurazioni che appartengono alla Fiat. Melfi può essere un obiettivo, come molti altri in cui la Fiat ha i suoi interessi. Bisogna andare avanti, fino a quando la Fiat non ritirerà questo piano industriale, con lotte organizzate, oculate, metodiche.