Nonostante le festività di fine anno
GLI OPERAI FIAT NON MOLLANO LA PIAZZA
Cortei, sit-in e brindisi davanti ai cancelli delle fabbriche
BERLUSCONI SONORAMENTE CONTESTATO A CATANIA
Determinati a difendere con ogni mezzo il posto di lavoro, gli operai Fiat, che da ottobre si battono coraggiosamente contro il piano di smantellamento dell'industria automobilistica italiana, non hanno mollato la piazza nemmeno durante le festività di fine anno organizzando cortei, sit-in e presidi permanenti davanti alle fabbriche per ribadire che non intendono arretrare di un millimetro nella lotta contro i licenziamenti.
Ad Arese, il giorno di natale, i lavoratori Alfa hanno simbolicamente consegnato al ministro del Welfare Maroni un sacco di carbone e una lettera per segnalare che la crisi del gruppo Fiat e la sorte di migliaia di persone non sono solo un problema strettamente economico e politico ma coivolgono la vita quotidiana di migliaia di famiglie gettate letteralmente sul lastrico da un giorno all'altro.
Il 24 dicembre, a Torino, gli addetti della linea Panda hanno scioperato per due ore mentre in Piazza Castello veniva organizzato il presidio permanente da cui hanno preso il via tutte le iniziative di lotta intraprese dai lavoratori torinesi in questi giorni fra cui le 8 ore di fermo effettuate in occasione dell'ultimo dell'anno.
Il 27 dicembre una folta delegazione di operai e donne del Coordinamento di Termini Imerese hanno duramente contestato e fischiato a Catania il neoduce Berlusconi recatosi in Sicilia in visita ai terremotati di Santa Venerina alle pendici dell'Etna.
Al fianco delle donne e degli operai Fiat sono scesi in piazza anche alcune centinaia di studenti e giovani aderenti al Social forum. I manifestanti hanno dovuto attendere per ore davanti al Municipio di Catania prima di essere ricevuti da Berlusconi e sentirsi ripetere la solita cantilena. Alla fine dell'incontro, gli operai e le donne rimaste furori dal palazzo hanno contestato il presidente del Consiglio, esponendo alcuni cartelli contro il lavoro nero e scandendo slogan contro il governo al grido di "mafiosi" e "vergogna".
Sempre venerdì 27 dicembre si è tenuto un nuovo presidio, dalle 9 alle 19, in piazza Castello a Torino, organizzato dal coordinamento Cassintegrati.
La battaglia dei lavoratori di Termini è continuata nella tre giorni di dibattiti, musica e spettacoli indetta dalla Cgil e dalla Fiom per il 30 e 31 dicembre e 1• gennaio. Centinaia di operai, molti dei quali con le famiglie e i parenti al seguito, arrivati da tutto il circondario (ma anche da Torino, Bologna, Roma, Cassino, Napoli, Melfi) si sono ritrovati davanti ai cancelli della Fiat di Termini per dare l'addio a questo amaro 2002 e mettere a punto le nuove iniziative di lotta per l'anno nuovo perché hanno assicurato i lavoratori "la lotta continuerà fino a quando tutti i posti di lavoro saranno salvati".
Anche gli operai dall'Alfa di Arese hanno deciso di non mollare la piazza e la sera dell'ultimo dell'anno hanno brindato davanti ai cancelli della loro fabbrica per festeggiare il 2003. Ad animare la serata ci hanno pensato i comici di Zelig. Presenti in segno di solidarietà centinaia di lavoratori di altre fabbriche, donne, studenti e pensionati tutti uniti in difesa della fabbrica. Sullo sfondo, due cartelli sul cancello, lo striscione sindacale: "Sciopero", e il foglio aziendale: "Vietato l'ingresso al personale sospeso dal lavoro".
Capodanno di lotta anche a Torino dove nel pomeriggio del 31 dicembre i cassaintegrati della Fiat sono partiti in corteo dalla Porta 5 di Mirafiori per prendere parte alla tradizionale marcia della Pace. In serata, i rappresentanti del comitato cassaintegrati di Mirafiori hanno letto un documento, redatto da Fim, Fiom e Uilm, alle oltre 60.000 persone stipate in piazza San Carlo per salutare il 2003.
Intanto, di fronte all'odioso attacco del neoduce Berlusconi che ha definito "intollerabili" e "incivili" gli scioperi degli operai e in risposta alla provocatoria proposta dei deputati di An di adottare i bambini dei lavoratori Fiat licenziati, in queste settimane cresce in tutta Italia la solidarietà intorno alla lotta degli operai nelle fabbriche del Lingotto. La Rsu della Casmatic di Bologna ad esempio ha deciso di devolvere 10.000 euro - cioè l'intero fondo di solidarietà permanente, costituito con il contributo mensile dei lavoratori - alla vertenza sindacale.
Significativo anche il contributo elargito da una coppia di pensionati che, dopo aver annunciato a parenti e amici che "quest'anno farete a meno dei nostri regali", hanno devoluto alla causa dei lavoratori Fiat 250 euro. Così come l'iniziativa dell'Associazione dei licenziati per rappresaglia - la storica istituzione dei licenziati di Torino negli anni Cinquanta - che hanno organizzato una cena di fine anno a sottoscrizione, proprio per la vertenza Fiat.
A darsi da fare sono anche i giovani. Sempre a Torino, due gruppi popolari tra le nuove generazioni, gli Africa United e i Subsonica - figli di operai Fiat - la sera del 23 dicembre sono stati protagonisti di un concerto i cui ricavi hanno incrementato il fondo di Mirafiori.

8 gennaio 2003