Blocchi e proteste Dalla Sicilia ad Arese
RIVOLTA DEGLI OPERAI FIAT PER IL LAVORO
A Termini Imerese, dopo l'imponente corteo dell'8 novembre, bloccate le autostrade, il porto e l'aeroporto. Ad Arese annunciato il "blocco della fabbrica e delle portinerie". In 15 mila in corteo a Torino. Manifestazioni e cortei in tutta Italia contro i licenziamenti
Oltre la metà degli 8.100 lavoratori che la Fiat metterà in cassa integrazione dal 2 dicembre 2002 non rientrerà più in fabbrica. Licenziati. Per gli altri, si vedrà, lo deciderà il mercato. Arese e Termini Imerese non riapriranno più e Mirafiori è destinata all'ultimo definitivo declino. è questa la drammatica realtà spiattellata dai vertici della Fiat nell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi, con governo e sindacati il 7 novembre scorso.
Non appena le notizie arrivano negli stabilimenti esplode la rivolta operaia.
Ad Arese, già nella mattinata i lavoratori dell'Alfa avevano prima manifestato sotto la sede della regione e poi occupato per alcune ore la stazione centrale di Milano, paralizzando il traffico ferroviario. Alla manifestazione, che ha visto unite tutte le sigle sindacali, sia quelle confederali che quelle di base, hanno partecipato in solidarietà anche le rappresentanze di alcune aziende dell'indotto.
A Termini Imerese l'esasperazione dei lavoratori riesplode nel pomeriggio, quando arrivano le notizie da Roma. "La chiudono, ci licenziano tutti". In duemila, tra operai della Fiat, familiari e cittadini termitani si riversano nelle strade. Gruppi di lavoratori bloccano l'autostrada Palermo-Catania, altri si piazzano sui binari mentre centinaia di donne occupano la stazione di Termini Imerese.
Da quel momento la piazza i lavoratori di Termini non l'hanno più abbandonata, divenendo il simbolo e l'avanguardia della lotta ai licenziamenti alla Fiat. E la tensione sale di giorno in giorno. Da giovedì 7 è bloccata la produzione a tempo indeterminato, bloccati i cancelli con un presidio permanente. Blocchi ferroviari, stradali e autostradali si stanno susseguendo giornalmente fino ad arrivare al blocco del porto di lunedì 11 e dell'aeroporto di Punta Raisi di martedì 12.
Venerdì 8 novembre, in occasione dello sciopero generale e provinciale del gruppo di 8 ore, in 50 mila sfilano per le strade della cittadina palermitana. Qui lo sciopero generale ha coinvolto tutte le categorie ed è stato indetto unitariamente da tutte le sigle sindacali. Qui la controparte non è solo la Fiat ma anche il governo del neoduce Berlusconi che li ha abbandonati e ingannati con false promesse. Rimandiamo al servizio del nostro corrispondente di Palermo la cronaca più articolata della lotta dei lavoratori termitani.
Sempre in occasione dello sciopero generale del gruppo altre importanti manifestazioni si sono svolte in diverse città italiane dove sono presenti stabilimenti del gruppo.
A partire da Torino, dove 15 mila operai in corteo hanno attraversato le vie del centro. Ovunque si sono avute adesioni altissime: a Mirafiori dove sono stati effettuati presidi su tutte le porte, l'adesione è stata di circa il 70%. Alta la partecipazione alla protesta in tutte le fabbriche metalmeccaniche della provincia: 75% al polo di Chivasso, 90% negli stabilimenti dell'indotto della zona ovest della città, 98% alla Teksid di Borgaretto, 95% alla Tekfor di Avigliana.
Ad Arese i lavoratori dell'Alfa hanno partecipato allo sciopero della Magneti Marelli di Corbetta. In quella occasione è stato annunciato per le prossime settimane, "in concomitanza con lo scadere delle procedure di Cigs, il blocco della fabbrica con il presidio delle portinerie". Sono scesi in piazza anche i lavoratori della Om Iveco Mezzi Speciali di Brescia, che ha visto aderire allo sciopero indetto dalla sola Fiom il 90% dei lavoratori, e dell'Iveco di Suzzara (Mantova).
Sciopero e corteo sulla Casilina per i 2 mila lavoratori dello stabilimento di Cassino, dove la cig minaccia 1.204 addetti. Lo sciopero indetto unitariamente ha avuto un'adesione record, con l'80% dei lavortori del primo turno. "L'adesione massiccia allo sciopero e al corteo dimostra la gravità della situazione e quanto sia inaccettabile il silenzio e l'inefficienza del governo" dichiara Stefania Vannucci, segretario della Cisl di Roma e del Lazio, che respinge la richiesta della Fiat di mettere in cig i 1.200 lavoratori di Cassino e denuncia "l'inerzia del governo".
Alta l'adesione allo sciopero di 4 ore indetto dalla Fiom a Bologna. 4 mila le tute blu delle principali aziende metalmeccaniche bolognesi si sono ritrovate davanti alla Magneti Marelli (dove sono stati annunciati 80 "esuberi") da dove, dopo un presidio, ha preso avvio il corteo.
Presidi, volantinaggi e comizi hanno interessato tutte le fabbriche metalmeccaniche della provincia di Pordenone. Blocco delle merci in entrata e in uscita e ingressi presidiati da circa trecento lavoratori a Pomigliano d'Arco.
Hanno scioperato per 8 ore i lavoratori dello stabilimento Fiamm di Avezzano, e in oltre 300 hanno manifestato davanti allo stabilimento contro l'avvio della procedura di mobilità nei confronti di 130 degli oltre 400 lavoratori attualmente occupati.