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Hamas I Fratelli musulmani sono presenti in Palestina fin dagli anni Trenta e partecipano alle lotte popolari. Dopo la nascita di Israele e in particolare dopo la guerra del 1967 e l'occupazione sionista di Gaza e della Cisgiordania si organizzano nella Società dei Fratelli musulmani di Giordania e Palestina. Nei successivi 20 anni il movimento si occupa di costruire moschee e attorno a esse scuole, asili, biblioteche, cliniche e centri sportivi. Dalle attività religiose e sociali passa il radicamento del gruppo nella società palestinese. L'attività è concentrata per aiutare i palestinesi musulmani più poveri, in particolare di Gaza e dei campi profughi, e le famiglie dei caduti nella resistenza all'occupazione e dei prigionieri. La nascita ufficiale di Hamas è del febbraio 1988 con il programma di liberare la Palestina. Assieme al movimento politico è costituito il braccio militare, le brigate Ezzedin al Qassam (dal nome dello sceicco padre della moderna resistenza araba ucciso dai britannici nel 1935), che daranno vita alla lotta armata di liberazione. Nel 1992 il sionista Rabin espulse dai territori occupati i dirigenti dell'organizzazione che comunque continuò la resistenza e denunciò la capitolazione di Arafat con gli accordi di Oslo del 1993. Allo scoppio della seconda Intifada, nel 2000, e dopo l'elezione a primo ministro del boia Sharon nel febbraio 2001 Hamas diventerà una delle principali organizzazioni protagoniste della resistenza. Nonostante le pressioni dei Paesi imperialisti e dei sionisti che inserivano Hamas nell'elenco delle organizzazioni terroriste e che premono sulla dirigenza palestinese dell'Anp perché disarmi la resistenza. All'inizio del 2004 lo sceicco Yassin presentava la piattaforma rivendicativa del movimento con al primo punto l'intensificazione della resistenza fino all'inizio del ritiro israeliano da Gaza e con la diponibilità a dividere con l'Autonomia nazionale palestinese il governo palestinese dopo il ritiro degli occupanti. Il 22 marzo del 2004 lo sceicco sarà assassinato con un "attentato mirato" ordinato da Sharon; il mese successivo stessa sorte toccherà al suo successore Abdel Aziz Rantisi. Hamas parteciperà alle elezioni amministrative nei territori occupati fra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ottenendo numerosi successi, preludio alla strepitosa vittoria alle elezioni del 25 gennaio 2006. Al Fatah perdeva la maggioranza del parlamento e su pressione di Usa e Israele non accettava di far parte del governo di coalizione proposto dal premier incaricato Ismail Haniyeh. Iniziava il braccio di ferro col presidente Abu Mazen che portava al recente scontro aperto a Gaza. 20 giugno 2007 |