24 ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL PARTITO DEL PROLETARIATO, DELLA RISCOSSA E DELLA VITTORIA
NEL FUOCO DELLA BATTAGLIA ELETTORALE ASTENSIONISTA FACCIAMO EMERGERE I CARATTERI DI CLASSE DEL PMLI
di Giovanni Scuderi

Il 9 Aprile il PMLI compie 24 anni. Grazie di cuore e auguri affettuosi e riconoscenti a tutte le compagne e i compagni che l'hanno fondato, fatto crescere, mantenuto saldamente sulla via dell'Ottobre e che ora sono protesi a svilupparlo nelle città e nelle regioni dove risiedono. Alcuni di loro hanno preparato il terreno fin dal 1967, da quando cioè presero coscienza, e cominciarono ad operare di conseguenza nella pratica, che senza un partito, una teoria, una linea e una azione rivoluzionari non è possibile difendere gli interessi della classe operaia e delle masse, combattere e abbattere il capitalismo, conquistare il socialismo e marciare verso il comunismo.
Queste compagne e questi compagni, della prima e della seconda linea, quelli della prima ora e quelli che a essi si sono aggiunti successivamente fino a questi ultimi giorni, includendovi anche i simpatizzanti attivi del Partito, per l'esperienza che hanno accumulato e per le funzioni che svolgono hanno un valore rivoluzionario inestimabile e costituiscono un grande patrimonio politico del proletariato, un luminoso esempio di cosa significa essere un vero marxista-leninista e pensare, vivere, operare e lottare per la nobile causa del socialismo, che è quella dell'emancipazione del proletariato e di tutta l'umanità. Causa più grande di questa la storia non ne conosce. Poiché è solo dal successo di questa causa su scala planetaria che possono essere debellati la fame, la miseria, la disoccupazione, tutte le disuguaglianze di classe e territoriali, le disparità di sesso, le classi, il dominio di un paese su un altro e la guerra.
Sulle loro spalle poggia l'epica impresa di costruire un grande, forte e radicato Partito marxista-leninista in grado di risvegliare, riunire, riorganizzare, educare, mobilitare e dirigere il proletariato e le masse nelle lotte quotidiane per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro e nelle lotte generali per dare la scalata al cielo, verso il nuovo mondo.
La storia del nostro Paese conosce più partiti che a parole si definiscono comunisti ma nei fatti difendono gli interessi della borghesia, degli sfruttatori e degli oppressori. Attraverso mille imbrogli, inganni e mistificazioni, questi falsi partiti comunisti spingono gli operai, i lavoratori e i giovani su una strada sbagliata e cercano di perpetuare la schiavitù capitalistica e la dittatura della borghesia sul proletariato e le masse popolari.
L'esperienza del PCI, dei gruppi "comunisti'' del '68, del PRC, del PdCI e di altre formazioni "comuniste'', costituisce un esempio lampante di falsi partiti comunisti. Nessuno di essi, infatti, ha mai messo in discussione il sistema capitalistico e operato per la rivoluzione socialista e l'avvento del socialismo. Addirittura ora sono tutti contro il socialismo, e nascondono i loro imbrogli dietro generici richiami a una nuova società, senza specificarne la natura di classe.
I programmi, le alleanze, i candidati e gli obiettivi elettorali di questi partiti confermano la loro natura borghese, anticomunista e controrivoluzionaria, il loro legame a doppio filo con le istituzioni capitalistiche e la loro funzione di imbrigliare le lotte delle masse nell'elettoralismo, nel parlamentarismo, nel riformismo, nel legalitarismo e nel pacifismo.
Solo il PMLI è un autentico partito comunista, per meglio dire marxista-leninista, come dimostra di essere ogni giorno nella pratica, come risulta dallo Statuto, dai Programmi, quello generale e quello d'azione, dalla teoria marxista-leninista che ha adottato e che applica con determinazione, nonché dall'abnegazione, dall'impegno e dalla serietà con le quali i dirigenti e i militanti del Partito praticano la lotta di classe. Un partito che non ha precedenti nella storia del movimento operaio italiano, e che regola interamente e scrupolosamente la sua vita interna ed esterna sulla base della concezione del Partito del proletariato i cui primi elementi si trovano in Marx ed Engels e che successivamente sono stati ripresi e sviluppati da Lenin, Stalin e Mao. Un'immensa ricchezza teorica e politica la cui applicazione costituisce la prima garanzia del successo del Partito marxista-leninista e che esso non finisca nelle mani dei revisionisti e cambi colore.
Con questo non vogliamo dire che il nostro Partito è perfetto, completo e insindacabile. Sappiamo benissimo che abbiamo ancora molto da imparare e da migliorare e tanta strada da fare. Non a caso il 4 Congresso nazionale del Partito, tenutosi nei giorni 26, 27 e 28 dicembre del '98, ci ha indicato esattamente e concretamente quello che dobbiamo fare per portare avanti la costruzione del PMLI e per svilupparlo a livello nazionale.
Una prima grande risposta l'abbiamo data pubblicando il 17 febbraio scorso il Nuovo Programma d'azione del PMLI. Una nuova risposta dobbiamo darla nel fuoco della campagna elettorale astensionista facendo emergere i caratteri di classe e rivoluzionari del PMLI. Questi caratteri sono: anticapitalismo, antimperialismo, anticolonialismo, antifascismo, antinazismo, antirazzismo, amore sconfinato verso le masse, il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, il socialismo, il comunismo, l'internazionalismo proletario.
Caratteri di classe e rivoluzionari che si compendiano nella strenua lotta contro la seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista e tutti i suoi partiti, per l'Italia unita, rossa e socialista. Da qui il nostro astensionismo tattico marxista-leninista con la consapevolezza che il socialismo non passa dal parlamento. Oggi più di ieri. Confermato e avvalorato dall'amara e nefasta esperienza parlamentare. Astensionismo (non votare, votare nullo o bianco) che si coniuga con la nostra strategia di creare delle istituzioni rappresentative delle masse anticapitaliste e astensioniste costituite dalle Assemblee popolari e dai Comitati popolari basate sulla democrazia diretta.
Non sarà una battaglia indolore. Saremo attaccati, calunniati e ricattati, sia pure non ufficialmente e apertamente ma per via indiretta e individualmente, dai falsi partiti comunisti e dai rinnegati del comunismo che pretendono i nostri voti e quello delle masse che riusciamo a influenzare. Ma noi non dobbiamo indietreggiare di un passo, anzi dobbiamo contrattaccare denunciando i loro misfatti governativi a livello centrale, regionale e locale e accusandoli di carpire i voti degli anticapitalisti che sono i voti nostri e del socialismo. Formiamo delle squadre di propaganda dell'astensionismo marxista-leninista con coloro che sono disposti a battersi al nostro fianco e scendiamo subito in battaglia.
Sarà una battaglia dura, ma viva la battaglia! Perché senza la battaglia non è possibile far venir fuori la verità e tracciare una netta linea di demarcazione tra le due classi, il proletariato e la borghesia, le due linee, quella rivoluzionaria e quella borghese, le due vie, quella socialista e quella capitalista.
Dobbiamo aver fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità e prendere nuove energie ed entusiasmo dagli sviluppi organizzativi del Partito. In questa tornata elettorale saremo presenti in più città e regioni rispetto a quella precedente. La bandiera astensionista del PMLI sventolerà anche in Sicilia, persino a Palermo!
Dopo 34 anni di durissimo lavoro, considerando anche i dieci anni di preparazione del Partito, per noi finalmente il tempo tende al bello, anche se la strada è ancora in salita. Se ci atterremo fermamente al marxismo-leninismo-pensiero di Mao, alla linea politica, programmatica e rivendicativa del Partito, al documento elettorale del Partito, alle coordinate del lavoro politico e di massa, in primo luogo alle tre cose fondamentali da tenere sempre a mente, alle indicazioni del 4 Congresso, tra cui "studiare, concentrarsi sulle priorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sulle priorità, studiare'', "andare sempre avanti, anche se con passi piccoli o piccolissimi'', sicuramente riusciremo a fare una bella battaglia elettorale astensionista e a conquistare nuovi militanti e simpatizzanti del Partito e nuovi voti al Partito e al socialismo.
Sul piano politico e programmatico siamo ben attrezzati per rovesciare cielo e terra. Ci mancano solo le forze umane, a cominciare dallo stretto rapporto con la classe operaia e con le nuove generazioni, per riuscirvi nella pratica. Ma queste forze gradualmente arriveranno se noi andremo fino in fondo nella strada che abbiamo intrapreso quel memorabile giorno del 9 Aprile 1977.
Alziamo con forza e fiducia la bandiera dell'astensionismo marxista-leninista e diamo battaglia aperta ai fautori e sostenitori della seconda repubblica!
Coi maestri vinceremo!