La storia della falce e martello

La falce e martello che i fascisti e gli anticomunisti vogliono bandire dall'Europa è il simbolo glorioso dei marxisti-leninisti di ogni epoca e di ogni paese. Insieme al rosso della bandiera è l'emblema della riscossa, dell'aspirazione del proletariato e delle masse sfruttate e oppresse all'emancipazione e al socialismo. è stato il simbolo della dittatura del proletariato instaurata per la prima volta nell'Urss di Lenin e di Stalin e poi nella Cina di Mao. è il simbolo che ha animato, incoraggiato e sostenuto milioni di combattenti antifascisti e antinazisti la cui vittoria è simboleggiata dalla bandiera rossa con falce e martello issata sul Reichstag dopo la caduta di Berlino per mano dell'Armata rossa di Stalin.
Nessun paragone e assimilazione può esser fatta con la svastica nazista. Quanto questa è il simbolo della reazione, della dittatura borghese più feroce, della guerra imperialista e dello sterminio razzista e xenofobo, tanto la falce e martello è sempre stata il simbolo della libertà dallo sfruttamento, della giustizia sociale, dell'unità dei popoli e delle nazioni contro l'oppressione imperialista, il capitalismo e la reazione in genere. La rinuncia a tale simbolo ha sempre accompagnato l'abiura dell'ideologia, della storia e della pratica del movimento operaio internazionale e nazionale e l'abbandono della lotta di classe contro il capitalismo e per il socialismo.

La sua origine
La falce e martello incrociati sono il simbolo dell'unità delle masse contadine, rappresentate dalla falce, e della classe operaia e dei lavoratori, rappresentati dal martello.
All'inizio, il vessillo che rappresenta le lotte operaie e popolari è la bandiera rossa che simboleggia il sangue versato dai lavoratori e dal popolo. Un vessillo antichissimo. Sembra che la prima volta sia stato usato in Germania nel 1512. Nel 1848 il popolo di Parigi la innalzò sulle barricate. Lo stesso fecero i comunardi nel 1871. In seguito fu adottata da tutti i partiti socialisti e comunisti. Nel 1917 la adottò l'Urss come bandiera nazionale. Lo stesso fece la Cina di Mao nel 1949.
Più recente è la storia del simbolo della falce e martello. Questi due emblemi del lavoro vengono già adottati dai partiti della seconda Internazionale fondata a Parigi nel 1889. Ma appaiono per la prima volta "incrociati" nel 1917 durante la Rivoluzione d'Ottobre. Nel 1918, quando viene varata la prima Costituzione, il simbolo della falce e martello è al centro dello stemma della Repubblica federativa socialista sovietica russa. Nel 1924, quando entra in vigore la Costituzione dell'Urss, esso campeggia anche nella bandiera rossa accompagnato dalla stella che indica la via del socialismo. Sotto la spinta del Partito e dell'Unione Sovietica di Lenin e Stalin diviene il simbolo principale dei partiti comunisti e socialisti che aderiscono alla III Internazionale.
In Italia il PSI di Turati adottò tale simbolo per la prima volta al congresso di Bologna nell'ottobre 1919 nella prospettiva di una possibile entrata, poi non avvenuta, nell'Internazionale comunista. Fu mantenuto per cinquantanove anni, accompagnato da un libro e dal sole, fino al congresso del 1978 quando Craxi, nel quadro del rigetto completo di ogni pur labile riferimento al socialismo di Marx ed Engels e di esaltazione del pensiero liberale di Proudhon, riuscì a far cambiare il vecchio simbolo del suo partito con il garofano. A dire il vero il vecchio simbolo, sempre più piccolo, continuò ad apparire ai piedi del garofano ancora per un po'. Fino al 1984, quando al congresso di Verona il simbolo scompare dalla scenografia allestita dal craxiano Filippo Panseca come una discoteca a specchi. Sparirà poi definitivamente il 19 giugno 1985.

Il PCI revisionista e i suoi eredi
Lo stesso percorso segue opportunisticamente il PCI revisionista. Questo simbolo era stato adottato fin dalla nascita di questo partito a Livorno nel 1921. Anche se a esso, per volere di Togliatti, fu aggiunto nel primissimo dopoguerra il tricolore, in ossequio alla "via italiana al socialismo", e la stella viene trasformata nella stella della repubblica italiana.
Al congresso di Rimini del gennaio '91, quando il PCI del rinnegato Occhetto viene liquidato e sostituito con il PDS, il nuovo partito relega il simbolo storico del PCI, assai ridotto, alla base della Quercia. Fino al '98, quando il rinnegato D'Alema scioglie anche il PDS e dà vita ai Democratici di sinistra, i quali alla base della quercia pongono ora la rosa socialista con la scritta PSE (Partito socialista europeo).
Nel frattempo a seguito dello smantellamento dell'Unione Sovietica revisionista anche la gloriosa bandiera rossa con la falce e martello viene ufficialmente ammainata nel 1991 dall'allora presidente Boris Eltsin che al suo posto reintroduce due simboli zaristi: la bandiera bianca-rosso-blu e l'aquila a due teste dei Romanov che viene cucita sulle divise dei militari.

I falsi comunisti
In Italia, i falsi partiti comunisti, PRC e PdCI, nati a seguito della liquidazione del PCI revisionista, ereditano il suo simbolo quello cioè con la falce e martello incastonata nel tricolore. Più timidamente nel simbolo del PRC dove due bande, verde e rossa, fiancheggiano il campo bianco; più evidente nel simbolo del PdCI dove la bandiera tricolore fa da sfondo alla bandiera rossa con la falce e martello.
Il PRC comunque già vacilla e di fatto sta liquidando la falce e martello. Infatti, il simbolo del partito transnazionale "Sinistra europea", di cui il PRC è fondatore e Bertinotti presidente, è rappresentato solo da una stella, al cui interno è evidenziato un cuneo rosso, incastonata nientemeno che nel simbolo dell'Unione europea imperialista.
Inoltre, i Giovani comunisti, l'organizzazione giovanile del PRC, che evidentemente fa da apripista, sono arrivati a mettere in discussione il simbolo della falce e martello al campeggio di Ogliastro (Salerno) conclusosi il 5 settembre scorso. Non solo la falce e martello era completamente assente dalla scenografia dove invece campeggiavano ritratti di Marcos, bandiere della pace e immagini di manifestazioni pacifiste, ma il dibattito principale si è sviluppato fra i favorevoli e i contrari alla sua eliminazione in nome dell'appartenenza ai movimenti. La stessa tessera 2005 dei Giovani comunisti riporta il simbolo della falce e martello solo in un tondo microscopico in attesa evidente di sparire del tutto.

Il simbolo del PMLI
Il legame del PMLI con la falce e martello incrociati è invece indissolubile. Essa è divenuta parte integrante del suo simbolo e della sua bandiera fin dalla fondazione del Partito il 9 Aprile 1977 accompagnato dall'effige di Mao in alto a sinistra.
Si tratta di un simbolo originale e inedito, che non ha altri riscontri, nel passato e nel presente, in Italia e all'estero. Questo perché ai simboli tradizionali dei marxisti-leninisti di tutti i tempi e paesi, cioè la falce e martello, unisce l'effige di Mao. Tale effige viene a prendere il posto della stella e sta a significare che l'unione della classe operaia e dei contadini è insufficiente per raggiungere il socialismo se le loro lotte non sono orientate dalla teoria rivoluzionaria del marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
è stato scelto Mao perché quando è stato elaborato il simbolo del Partito era l'unico dei cinque grandi maestri del proletariato internazionale ancora in vita, perché era l'alfiere della lotta contro il revisionismo moderno e perché il suo pensiero e la sua opera sono stati determinanti per la nascita del PMLI.
Mentre i partiti revisionisti, riformisti e falsi comunisti, l'hanno gradualmente ridotta e in alcuni casi fatta sparire del tutto, la falce e martello è al centro del simbolo del PMLI in grandi dimensioni, per mettere ben in risalto i caratteri di classe del Partito.
Il simbolo del PMLI è stato disegnato dal grafico storico del PMLI, cofondatore del Partito, Edo Partise, sulla base dell'art. 33 dello Statuto e su indicazioni dell'Ufficio politico del Partito.
Esso viene richiamato anche dall'Inno del Partito "Il Sole rosso", approvato dal 4 Congresso nazionale del PMLI del dicembre 1998, e la cui prima strofa è:
"Noi siamo il Partito del proletariato
rosse fiammanti, rosse le bandiere
falce e martello effige di Mao
splende il Sole rosso del PMLI".
Giù le mani dalla Falce e Martello!
Teniamo alta la bandiera rossa del PMLI della grande Falce e Martello e dell'effige di Mao!

16 febbraio 2005