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Organizzato dalla Cellula "Vesuvio Rosso" Fulminante successo del banchino antigovernativo del PMLI a Napoli Decine e decine di napoletani e turisti acquistano materiale dai marxisti-leninisti. Intense e proficue discussioni con appartenenti al Prc e al Pdci Provocatorio blitz di esercito e guardia di finanza per far togliere il manifesto antiBerlusconi. Le masse si stringono ai diffusori del PMLI che ricevono immediata solidarietà da tutto il Partito, in testa Scuderi Dal corrispondente della Cellula "Vesuvio Rosso" di Napoli A distanza di una settimana dal successo del primo banchino, svoltosi la precedente domenica in piazza San Domenico Maggiore, militanti e simpatizzanti della Cellula "Vesuvio Rosso" di Napoli del PMLI hanno ottenuto una nuova ed esaltante vittoria col banchino di domenica 27 settembre nella centrale via Toledo. Dal primo mattino compagne e compagni, diretti dal compagno Franco Di Matteo, hanno allestito uno splendido rosso banchino in cui erano esposte pubblicazioni, video e gadget del PMLI. Al centro del tavolino il manifesto del Partito con l'immagine del neoduce Berlusconi sul balcone di palazzo Venezia e la parola d'ordine: "Fermiamo l'uomo della 'provvidenza' e della terza repubblica. Per l'Italia unita rossa e socialista". Ai lati sventolavano le bandiere dei Maestri e del PMLI. Infaticabili e molto determinati i marxisti-leninisti napoletani hanno orgogliosamente propagandato e fatto conoscere alle masse le posizioni del Partito e il suo organo di stampa Il Bolscevico che è stato ampiamente diffuso, nell'ordine di diverse decine di copie. Distribuiti centinaia di volantini del PMLI "Ritirare subito il contingente italiano dall'Afghanistan". I nostri diffusori hanno intrattenuto piacevoli discussioni con donne, giovani, anziani e disoccupati che esponevano la loro rabbia verso l'odiato governo fascioleghista di Berlusconi. Un anziano che ha vissuto il fascismo ha tenuto a confermarci che quel che si sta verificando oggi con Berlusconi è esattamente ciò che fece Mussolini. Diversi gli appartenenti a Prc e Pdci che si sono soffermati a discutere serenamente con noi di questioni storiche e attuali del movimento operaio. Molti i turisti che hanno acquistato materiale del Partito, non pochi quelli che fotografavano il manifesto antiBerlusconi. Tanti ci chiedevano se parteciperemo il 3 ottobre a Roma alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa: certamente! Possiamo dire con fierezza e orgoglio che il rosso e fulminante banchino del 27 settembre è stato uno sfondamento e una bella vittoria per i marxisti-leninisti partenopei. Essi hanno dato tutto il loro cuore nell'impegno e negli sforzi per la riuscita dell'iniziativa, alla quale ancora una volta hanno prestato aiuto alcuni disoccupati per diffondere i volantini del Partito. Ma non tutto è andato come si voleva; il fatto che intorno al banchino si fermassero decine e decine di persone, per acquistare materiale, per conoscere il PMLI, apprezzare e condividere la coraggiosa e determinata propaganda antigovernativa, tutto ciò ha fatto imbestialire chi comandava una ronda mista composta da militari dell'Esercito e della Guardia di Finanza che hanno imbastito un vero e proprio blitz militare per porre freno al "pericoloso" banchino di propaganda del PMLI. Questi signori, dopo aver verificato la regolarità dei permessi per lo svolgimento dell'iniziativa, intimavano minacciosi di togliere dal tavolo il manifesto contro Berlusconi perché offende la massima carica del governo italiano. La fermezza, il coraggio e la determinazione dei marxisti-leninisti, guidati dal compagno Di Matteo, nonché la solidarietà dei passanti, che hanno fatto quasi da scudo alla provocazione antiPMLI, ha fatto indietreggiare e quindi fallire gli intenti fascisti dei militari che hanno potuto solo imporre, vigliaccamente, di cancellare alcune foto che avevamo scattato. Sull'episodio vedi comunicato a parte. Fraterna e tempestiva la solidarietà espressa dal compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, da tutto il Partito nonché da simpatizzanti e amici. Tutti si sono stretti ai compagni napoletani in un caldo abbraccio contro la provocazione. Nella lettera della Commissione centrale di organizzazione si legge fra l'altro: "Tutto il Partito ha da imparare dalla vostra fermezza e capacità dialettiche e tattiche. Ciò che vi è accaduto è l'ennesima prova provata che in Italia siamo in pieno regime neofascista e che la libertà di informazione e di espressione esiste solo per chi sta dalla parte del governo e per chi non gli pesta troppo i piedi". 30 settembre 2009 |