L'intera cittadina si stringe intorno ai suoi operai. Scioperi, grandi manifestazioni, blocchi stradali e ferroviari, assemblee
TERMINI IMERESE SI RIVOLTA CONTRO LA CHIUSURA DELLA FIAT
Solidarietà di classe dell'Organizzazione palermitana del PMLI
FASSINO, VIOLANTE, D'ONOFRIO E ALTRI PARLAMENTARI CON I LORO PELOSI APPELLI ALL'UNITA' TENTANO DI SMORZARE I TONI DELLA LOTTA

Dal nostro corrispondente di Palermo
A Termini Imerese, nel palermitano, le manifestazioni contro il nuovo piano di ristrutturazione della Fiat sono iniziate il 7 ottobre, con il blocco della strada a scorrimento veloce che collega l'area industriale alla città e l'occupazione della linea ferroviaria Palermo-Messina. L'8 ottobre gli operai occupano entrambe le carreggiate della Palermo-Catania, la linea ferroviaria Palermo-Messina e la strada consortile che collega l'autostrada con la zona industriale. Durante un'assemblea sindacale vengono indetti due giorni di sciopero.
Il 9 ottobre è il giorno dello sciopero generale di otto ore, indetto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil. Tutta Termini si ferma. La solidarietà della cittadina agli operai della Fiat e dell'indotto è forte, poiché i posti di lavoro che si perderanno dalla chiusura della fabbrica sono ben 5mila. "Peggio di un terremoto'' viene definita dagli operai la chiusura della Fiat, poiché metterà in ginocchio migliaia di famiglie che non potranno più tirare avanti, non potranno pagare i mutui e tanto meno far studiare i figli.
Mercoledì 9 ottobre scendono in piazza oltre 30mila manifestanti. Gli operai si muovono in corteo dalla stazione ferroviaria e si dirigono verso il centro di Termini per congiungersi con un secondo corteo composto da studenti, dipendenti comunali, commercianti. Presenti anche i combattivi operai dei Cantieri Navali di Palermo. La colonna degli operai Fiat e dell'indotto è aperta da una sfilata di camion carichi di lavoratori che passano tra gli applausi della popolazione che scandisce la parola d'ordine "lavoro, lavoro''.
Nel comizio conclusivo in molti interventi si parla persino di occupare la fabbrica e di spostare la protesta a Roma sotto il parlamento. Tenta di intervenire nel comizio l'incapace assessora all'industria del governo regionale Cuffaro, la forzista Marina Noè, ma le viene impedito. è chiaro che la giunta Cuffaro con la sua inerzia è tra i principali responsabili del disastro che l'industria siciliana sta vivendo con la chiusura di importanti stabilimenti in tutta l'isola e la ventilata chiusura di altri come la Fiat di Termini e l'Enichem di Gela con i relativi indotti. L'assessora per vendicarsi invita tutti i politici rappresentanti del "centro-destra'' ad abbandonare la manifestazione.
Le proteste degli operai, sostenuti dalla popolazione tutta con in prima fila le donne, continuano anche il 10 e l'11 ottobre con l'occupazione della Palermo-Messina e della statale. La protesta si allarga anche agli operai dell'indotto che occupano la Palermo-Agrigento. L'11 mattina in appoggio alla lotta sfila un corteo composto da studenti e masse popolari. Le parole d'ordine urlate sono: "Lotta dura senza paura'' e "Lavoro, lavoro''. Nei cartelli e negli striscioni gli studenti chiedono un futuro sicuro, dichiarano di non aver nessuna intenzione di emigrare e avvertono che "meno lavoro è uguale a più mafia''. La denuncia contro l'inadempienza del governo nazionale del neoduce Berlusconi e contro la sua politica antimeridionale è chiarissima nei cartelli e negli striscioni. Nelle interviste molti dichiarano di volere il lavoro in Sicilia e che non hanno nessuna intenzione di emigrare come fecero i nostri padri. Una manifestante ricorda a Berlusconi che i siciliani furono quelli che misero in ginocchio l'Italia con i fasci socialisti.
Sempre venerdì 11 gli operai annunciano altre 12 ore di sciopero nell'arco della settimana che finisce il 18. Mercoledì 16 una delegazione di 1.000 operai sarà a Roma per manifestare sotto Palazzo Chigi, 20 i pullman in partenza. Sempre mercoledì 16 è prevista una manifestazione a Palermo.
Come sempre quando la lotta si fa più dura compaiono i politici istituzionali che con le solite promesse ipocrite tentano di abbassare i toni dello scontro. Un'interminabile processione di sciacalli istituzionali di "centro-destra'' e di "centro-sinistra'' si è avuta in questi giorni davanti ai cancelli Fiat di Termini. Alcuni parlamentari tra cui, Alfonso Pecoraro Scanio, Francesco Nicolosi, Francesco D'Onofrio, Carlo Vizzini sono intervenuti sabato 12 ottobre ad una assemblea durante la quale hanno sottoscritto un contratto con gli operai impegnandosi a "chiedere ed ottenere dalla Fiat la sospensione della chiusura di Termini Imerese e di Arese, in attesa che si recuperino tutte le risorse per assicurare la prosecuzione sine die dell'attività degli stabilimenti'' e inoltre si sono impegnati a "non votare la legge finanziaria fino a quando non sarà definito il piano di rilancio che assicuri la continuità della produzione negli stabilimenti di Termini Imerese ed Arese''. Provano a giocare con le parole, sanno bene che la Fiat stessa a parole assicura una sospensione temporanea e la prosecuzione delle attività nello stabilimento di Termini dopo il restyling della Punto. Qui il problema è un altro ed è quello di evitare per Termini la cassa integrazione a zero ore a partire dal 2 dicembre e per un anno intero, cosa che significherà la morte dell'economia dell'intero comprensorio e la fine forzata dello stabilimento.
Nell'assemblea dopo la lettura del documento si sono avuti momenti di tensione, poiché Lello Raffo, della segreteria nazionale della Fiom, ha espresso il sospetto che il documento non fosse abbastanza chiaro. Allora il senatore D'Onofrio, ex ministro dell'Istruzione, si è alzato gridando: "Avete paura dell'unità, non sopportate che siamo tutti d'accordo''.
L'appello ai lavoratori a stringersi in un fronte unito e compatto con "centro-destra'' e "centro-sinistra'' è stato rilanciato in tutti i comizi. Luciano Violante l'11 ottobre davanti ai cancelli Fiat invece di denunciare l'immobilismo del governo del neoduce Berlusconi gli tende una mano sostenendo che "se il governo proporrà delle cose giuste, noi dell'opposizione le sosterremo''. Proposte serie non ne sono venute dal governo e l'appello preventivo di Violante ad appoggiare Berlusconi appare quanto mai sospetto ed è un modo squallido per evitare di lanciare una critica al neoduce su come sta conducendo la questione Fiat. Fassino, accanto a Violante l'11 ottobre, gli faceva eco sostenendo che "ci vuole un'azione unitaria di tutte le parti coinvolte... Un solo slogan: Uniti nella lotta''. è chiaro che l'incisiva lotta che gli operai di Termini, insieme a tutta la cittadina e a diversi paesi del comprensorio sono riusciti a portare avanti, ha seriamente messo in dubbio, grazie alle sue chiare rivendicazioni sindacali e alle precise denunce politiche, il ruolo svolto nei confronti della Sicilia e del Mezzogiorno dalla politica istituzionale italiana. Infatti i parlamentari si danno appuntamento davanti ai cancelli di Termini soltanto nel tentativo di convincere gli operai e le masse in lotta che il neoduce Berlusconi, il parlamento e il governo regionale, hanno intenzione di giocare un ruolo importante nella loro vicenda.
Non bisogna cadere in questa trappola dei politicanti istituzionali, non bisogna indietreggiare e anzi continuare a denunciare che la situazione deriva anche dal fatto che la Sicilia è stata storicamente un serbatoio di voti funzionali soltanto alla politica antimeridionale dei governi di "centro-destra'' e di "centro-sinistra'' che si sono succeduti, Berlusconi in testa.
Gli occhi delle masse lavoratrici e popolari siciliane sono puntati su Termini Imerese poiché dall'esito sindacale e politico della lotta degli operai dipenderà il futuro del settore industriale di tutta l'isola.
In un comunicato stampa datato 7 ottobre l'Organizzazione palermitana del PMLI ha espresso la sua solidarietà di classe agli operai della Fiat e dell'indotto che si battono "contro la cassa integrazione, contro la chiusura dello stabilimento, per la difesa e l'estensione dei diritti dei lavoratori''.

16 ottobre 2002