I punti programmatici della presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea
Un documento di 56 pagine ha aperto la 58a presidenza di turno dell'Unione europea, l'11a per l'Italia. 5 gli "obiettivi prioritari" definiti "molto ambiziosi", da raggiungere nel semestre 1° luglio - 31 dicembre 2003 o mettere le basi per raggiungerli in futuro.

I 5 obiettivi
Ecco come li elenca il governo Berlusconi: 1) "riforme istituzionali", da suggellare con il nuovo Trattato di Roma che scaturirà dalla conferenza intergovernativa di ottobre; 2) "rilancio" dell'economia europea nel rispetto del famigerato Patto di stabilità, coniugando "modernizzazione" delle sue strutture e "sostenibilità finanziaria" del suo Stato sociale con il tentativo di dotare il mercato unico, come prevede il piano Tremonti, di reti transeuropee di trasporto da finanziare con megainvestimenti che dovrebbero innescare la crescita; 3) un'Europa "sempre più grande" con l'attenzione puntata oltre che a Romania, Bulgaria e Turchia, anche ai Balcani occidentali, alla Russia, al partenariato euro-mediterraneo; 4) "normalizzazione" dei rapporti euro-americani messi a dura prova dall'aggressione imperialista all'Iraq; 5) "sicurezza dei cittadini", lottando contro criminalità e immigrazione clandestina.
Il programma di lavoro della presidenza italiana passa al pettine questi 5 obiettivi, mostrando una ferma e convinta volontà di rafforzare l'imperialismo europeo da un lato, perorando l'esportazione della politica antipopolare e neofascista del governo Berlusconi in ambito Ue dall'altro.

Conferenza intergovernativa e costituzione
Il capitolo sulla "Conferenza intergovernativa: una Costituzione per l'Europa" è pregno di autoesaltazione dell'imperialismo italiano. "A 45 anni di distanza dalla firma dei Trattati di Roma - si legge nel documento di Berlusconi - è possibile misurare l'ampiezza del cammino percorso e dei successi ottenuti. Questa constatazione, ed il legittimo orgoglio che ne discende, rappresenterà per l'Italia un ulteriore fattore di motivazione nel conferire al negoziato per la `costituzionalizzazione' dell'Unione priorità centrale nel semestre di Presidenza". Così i lavori per una costituzione europea di tipo presidenzialista che darà all'Ue un assetto istituzionale e politico adeguato al suo stato di superpotenza mondiale dovranno essere "condotti ad un ritmo serrato, nella prospettiva di sciogliere i principali nodi negoziali entro la fine dell'anno e di rendere possibile la firma del nuovo Trattato costituzionale subito dopo il 1| maggio 2004 e comunque in tempo utile per le prossime elezioni del parlamento europeo".

Politica economica di lacrime e sangue
Il capitolo sull'economia è una mitragliata di ricette liberiste e liberticide atte a far tabula rasa di quel poco di welfare rimasto. "Riprendendo gli obiettivi iniziali del Piano Delors - recita il testo della presidenza italiana -, è necessario e possibile intervenire lanciando un'`Azione europea per la crescita', che definisca, a livello europeo, una nuova scala di priorità degli investimenti pubblici nei settori delle infrastrutture materiali e, in prospettiva, anche immateriali (capitale umano, ricerca e tecnologia), ponendo l'enfasi sugli investimenti transnazionali e nazionali finanziabili sul mercato" e basandosi "sulla capacità di indebitamento della Banca europea per gli investimenti". "Analogamente la presidenza italiana intende dare impulso allo sviluppo delle reti dell'energia e dei trasporti, attraverso l'apertura al mercato e il completamento dei collegamenti mancanti, in modo da aumentare l'efficienza e ridurre i costi per le imprese e i cittadini". Ossia Berlusconi insiste sul piano ideato dal suo ministro delle Finanze Tremonti per ridare fiato al capitalismo italiano ed europeo nell'attuale crisi ciclica.
Poi cala la scure: "I mercati del lavoro dell'Unione devono diventare più flessibili" tuona il documento italiano che reclama anche un "contributo della famiglia nel quadro della lotta all'esclusione sociale"; occorre inoltre "rispondere a livello europeo alla sfida posta dall'invecchiamento della popolazione realizzando riforme dei regimi previdenziali e pensionistici volte a renderli finanziariamente sostenibili" e mettere nel mirino la "spesa sanitaria" che grava "sulle finanze pubbliche". L'attacco diretto al posto di lavoro garantito, "La presidenza italiana sosterrà l'approvazione della Direttiva sul lavoro interinale", alle pensioni ed alla sanità viene inquadrato nelle forche caudine del Patto di stabilità: "La crescita economica della zona Euro costituirà ovviamente una priorità della presidenza italiana. In tale quadro resta centrale il rispetto delle regole del gioco e l'impegno verso finanze pubbliche sane e sostenibili in tutti gli Stati membri, anche per fronteggiare, in aderenza al Patto di stabilità e crescita, le fluttuazioni del ciclo economico". Dulcis in fundo le privatizzazioni. "La presidenza italiana si propone di completare la liberalizzazione dei mercati dell'elettricità e del gas", mentre sui giovani e l'istruzione la presidenza italiana ritiene opportuno rilevare che "i sistemi europei di istruzione e formazione devono essere adeguati alle esigenze della società (capitalista, ndr) e alla necessità di migliorare il livello e la qualità dell'occupazione". Nuovo impulso cioè a progetti come "Erasmus", "E-learning", "Socrates", "Leonardo", "Gioventù", utili a forgiare la nuova classe dirigente del capitalismo europeo del domani.

L'imperialismo europeo
Passando al capitolo dell'espansionismo imperialista della superpotenza europea il documento di Berlusconi enuclea obiettivi a 360 gradi. Già i titoli sono un programma: "Verso la `Grande Europa': un'Unione più ampia e solidale", "La presenza dell'Europa nel mondo: per un'Unione protagonista sulla scena internazionale"."La presidenza italiana intende impegnarsi per una azione efficace e credibile dell'Unione sulla scena internazionale - esordisce il documento -. L'Unione europea deve dotarsi dei mezzi per sostenere le crescenti responsabilità internazionali che intende assumere. Lo sviluppo della dimensione europea di sicurezza e difesa si pone come obiettivo centrale, da perseguire secondo una Strategia di Sicurezza dell'Unione di cui la Presidenza italiana intende stimolare la definizione sulla base delle decisioni adottate dal Consiglio europeo di Salonicco. La credibilità dell'Unione in questa sfera richiederà da un lato l'adeguamento dell'apparato istituzionale preposto alla gestione delle crisi e, dall'altro, un efficace raccordo operativo con la Nato. Né si trascurerà di approfondire in modo specifico la vocazione e le potenzialità dell'Unione per contribuire alla prevenzione dei conflitti, a partire da situazioni concrete, quale quella africana. La gestione della fase successiva all'intervento militare in Irak si imporrà come una sfida per l'azione esterna dell'Unione e per la sua capacità di proporsi come protagonista in aree di diretto e rilevante interesse".
Idee chiare quelle di Berlusconi che si sposano alla lettera con i voleri dell'imperialismo europeo nel suo globale. Tuttavia il neoduce non dimentica la necessità di canali preferenziali per l'imperialismo italiano e tende più di una mano al nuovo Hitler americano Bush: "La presidenza italiana considera come priorità fondamentale il ristabilimento di un clima di dialogo, fiducia e piena collaborazione tra le due sponde dell'Atlantico. Bisogna riportare i rapporti tra Europa e Stati Uniti al clima che è loro connaturato, rafforzando un partenariato che per la Ue resta una `relazione strategica fondamentale"'.
Il documento della presidenza italiana snocciola poi un collage di impegni e interessi pelosi su scala mondiale. "Il rilancio del Partenariato euromediterraneo costituisce un altro obiettivo prioritario per l'Unione", "La presidenza italiana attribuirà massimo rilievo allo sviluppo delle relazioni tra l'Ue ed i paesi della regione dei Balcani occidentali" e "intende impegnarsi per rafforzare le relazioni tra Unione europea e Federazione russa, nella prospettiva della realizzazione di un autentico partenariato strategico e di una progressiva integrazione della Federazione russa nelle strutture europee. Opereremo, quindi, per un `salto di qualità' nei rapporti con Mosca". Ed ancora necessario rilievo "al tema dei rapporti con i `Nuovi vicini' a Est (Ucraina, Moldova e Bielorussia) nella prospettiva dell'ampliamento dell'Unione", mentre "Nell'ottica di favorire anche nel quadro delle Nazioni Unite la percezione dell'Unione europea quale soggetto forte e credibile di politica estera, e di accentuarne la capacità di influenzare le grandi scelte della politica mondiale" la presidenza italiana favorirà "l'assunzione di iniziative volte a rafforzare ed a rendere più sistematica la cooperazione fra Unione europea e Onu nel settore della gestione delle crisi". Come è avvenuto con la missione imperialista della Ue in Congo avallata dall'Onu.
Anche in sede di Organizzazione mondiale del commercio (OMC) l'Ue dovrà far sentire la propria voce. "La riunione ministeriale OOMC di Cancun del settembre 2003 riveste, nell'ottica della Presidenza, rilievo primario. L'Unione dovrà presentarsi con una posizione costruttiva, mirata a far avanzare il negoziato, anche sugli aspetti più controversi; ma dovrà ugualmente essere in grado di difendere con determinazione le proprie posizioni ed i propri interessi".

Verso l'esercito europeo
Il capitolo dedicato ai "muscoli europei" si conclude significativamente con la politica europea di sicurezza e difesa (PESD) che invoca l'esercito europeo. "Toccherà alla Presidenza italiana avviare la transizione della PESD dalla fase `pionieristica' ad una più matura. Nel 1999 il Consiglio europeo di Helsinki ha indicato il 2003 quale data-obiettivo per il conseguimento delle capacità militari europee, necessarie ad intervenire nella gestione di crisi: la sfida non era soltanto di riuscire a mettere in campo sino a 60.000 uomini, ma anche di dotarli di adeguata prontezza di reazione, mobilità, autosufficienza in teatro d'operazione, capacità di autoprotezione e armamento tecnologicamente aggiornato. In vista delle operazioni militarmente più esigenti, sarà necessario continuare negli sforzi per assicurare alla forza europea la migliore capacità operativa ed il miglior grado di protezione, tenuto conto anche delle nuove minacce poste dal terrorismo internazionale".

Politica antimmigrati
Espansionismo all'esterno, repressione all'interno. è questa la logica dell'imperialismo europeo e che non poteva mancare nel documento di Berlusconi. Nel capitolo "La sicurezza dei Cittadini: immigrazione, frontiere e asilo" si legge infatti che "La Presidenza italiana si impegnerà per promuovere una gestione comune dei flussi migratori. In tale quadro sarà assicurata continuità all'attuazione delle misure decise in materia di lotta all'immigrazione clandestina, gestione comune delle frontiere esterne, in particolare marittime, in applicazione del concetto di suddivisione degli oneri e nella prospettiva dell'ingresso dei nuovi Stati membri, relazioni con i paesi terzi di origine e transito dei flussi migratori. La Presidenza italiana perseguirà altresì l'obiettivo di un potenziamento del ruolo di Europol (la polizia europea, ndr), valutando tutte le iniziative più idonee per garantire una sua maggiore efficacia operativa, in stretto collegamento con la Task Force dei Capi delle Polizie".
La chiusura del documento il neoduce Berlusconi l'affida all'immancabile fendente anticomunista: "Il metodo comunitario - si legge - si è rivelato più solido, coerente, adattabile ai bisogni dei popoli europei rispetto ad ideologie ed utopie che promettevano palingenesi ed infliggevano orrori". Lacrime e sangue, espansionismo imperialista foriero di guerre, repressione degli immigrati, arroganza fascista, i concentrati del documento italiano applaudito dai rimbambiti del "centro-sinistra".