Contributi
Un papa d’oltreoceano per l’impero del Capitale: tra vassallaggio spirituale e teologia della dominazione
di Cartesio – Napoli
L’elezione di Robert Francis Prevost a Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, sotto il nome di Leone XIV, conferma ancora una volta ciò che il materialismo dialettico non ha mai cessato di denunciare: l’essenza del reale coincide oggi con l’ordine della globalizzazione capitalistica, e la Chiesa, lungi dal rappresentare più un’alternativa al disordine costituito, sul piano morale e spirituale, si secolarizza progressivamente. Che il nuovo vescovo di Roma venga dagli Stati Uniti - ovvero dall’impero del Dollaro - difficilmente sarà un accidente biografico, bensì una necessità storica interna alla logica dello spirito assoluto del Capitale.
Sotto la maschera della “pace cristiana” e della “sinodalità”, la nuova investitura papale cela un progetto antico e ben oliato: rifondare il potere spirituale in forma compatibile con l’egemonia imperiale dell’Occidente. Non è un caso che, come rileva con lucidità il PMLI, il nuovo papa venga immediatamente abbracciato da figure come Trump, Meloni, Netanyahu, von der Leyen e Putin: l’impero, nelle sue molteplici sfaccettature, riconosce (o almeno lo auspica) in Leone XIV un alleato fedele nella gestione delle anime e delle masse. La teologia della dominazione si traveste da messaggio di “amore e carità”, ma il suo fine resta invariato: assicurare coesione ideologica e legittimazione etica al sistema delle disuguaglianze e dell’ingiustizia sociale.
La Chiesa, lontana dall’essere quella “città di Dio” che Sant’Agostino immaginava contrapposta alla città terrena, si rivela pienamente immanente al dominio capitalistico. Lungi dal proporre un’etica dell’autentico e della comunità solidale, si fa veicolo dell’etica borghese della sottomissione e del sacrificio individuale funzionale al mantenimento dell’ordine costituito. Il riferimento a Leone XIII, autore della Rerum Novarum,
è anch’esso rivelatore: in quell'enciclica, la Chiesa si appropriava in chiave conservatrice della “questione sociale”, svuotando la lotta di classe del suo contenuto sovversivo per sostituirla con un paternalismo padronale cristianizzato.
Il conclave che ha eletto Prevost - già blindato dalle nomine di Franciscus - è la quintessenza di un processo di riproduzione del potere temporale e spirituale in forma aristocratica: chiuso, autoreferenziale, impermeabile alla vera volontà popolare. In ciò, il Papato si configura come una forma di sovranità teologico-politica perfettamente simmetrica al potere tecnocratico che governa l’Unione Europea e i suoi Stati-membri, dove il “demos” è esautorato e l’élite decide in nome del suo Dio ovvero di Plùtos ossia del Mercato.
In questa prospettiva, il neo-eletto papa “missionario” non potrà mai annunciare il Vangelo dell’uguaglianza e della giustizia, ma il Vangelo della compatibilità col Capitale. Si fa pontefice nel senso etimologico di pontifex
- colui che costruisce ponti - ma i ponti che costruisce sono quelli che collegano l’imperialismo coscienziale e finanziario della Chiesa con quello militare ed economico delle grandi potenze. Della “carità” evangelica resta solo la foglia di fico: sotto pulsa il cuore freddo dell’ordine borghese.
A noi marxisti-leninisti non compete giudicare l'operato del papa sotto il profilo strettamente religioso né sotto l'aspetto della continuazione o meno dell'evaporazione del Cristianesimo, bensì sul piano politico, nella convinzione che - checché ne dicano Travaglio ed altri - il Vaticano esercita ancora un potere immenso sul piano della finanza internazionale e del condizionamento morale di un miliardo di persone. Così si perpetua la grande mistificazione ideologica: mentre le disuguaglianze si approfondiscono e il conflitto sociale si sopisce, il Papato rinsalda le fondamenta metafisiche di un sistema il cui unico dogma è il mercato, al di là dei buoni intenti del pontefice di turno e senza nulla togliere ai meriti del papa defunto e di quello in azione, che lasciamo alla valutazione di fedeli e vaticanisti.
21 maggio 2025