“Sciogliere tutte le organizzazioni neofasciste e chiudere i loro covi”
Combattivo presidio antifascista a Prato
Anpi, CGIL e PD disertano la manifestazione e restano in “silenzio per non fare pubblicità ai fascisti”
Il PMLI tra i promotori dell'iniziativa. Forte intervento di Panzarella
Dal corrispondente della Cellula “G. Stalin” di Prato
Nonostante il caldo asfissiante del pomeriggio e la giornata prefestiva, diverse decine di antifascisti pratesi hanno preso parte il 28 giugno al combattivo presidio organizzato in Piazza Ciardi dal Comitato 25 Aprile per protestare contro la presentazione del libercolo di Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del duce, dal titolo: "Mussolini e il fascismo, l’altra storia", svoltasi nel covo neofascista dell'associazione “Etruria 14”.
Armati di gazebo, bandiere, cartelli e striscioni antifascisti, i manifestanti per oltre due ore hanno intonato canti partigiani e urlato slogan tra cui: “Il 25 Aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza”; “Ieri, oggi e anche domani, gloria eterna ai partigiani”; “Siamo tutti/e atifascisti/e”.
Presenti compagne e compagni del PCI, FGCI, Potere al Popolo e Rifondazione che nei vari interventi hanno ribadito l'importanza di rilanciare i valori dell'antifascismo, opporsi al revisionismo fascista della storia, lottare uniti contro il neofascismo di oggi, rivendicare lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e la chiusura di tutti i loro covi a cominciare da “Etruria 14”.
Clamorosa invece l'assenza dell'Anpi provinciale, della CGIL e del PD che, nonostante gli inviti, non hanno aderito al presidio adducendo allucinanti motivazioni opportunistiche: hanno preferito rimanere in “silenzio per non fare pubblicità alle iniziative dei fascisti”.
Al presidio hanno preso parte compagni organizzati dalla Cellula “G. Stalin” di Prato del PMLI, tra i promotori dell'iniziativa, che hanno allestito un banchino con le bandiere del Partito, alcune locandine contro il governo neofascista Meloni e il manifesto ad hoc con le parole d'ordine: “Teniamo alta la bandiera antifascista di Prato medaglia d'argento della Resistenza. Combattiamo il revisionismo storico. Chiudere i covi fascisti e vietare ogni manifestazione di apologia del fascismo e commemorazioni di fascisti e repubblichini. Negare gli spazi pubblici e istituzionali ai neofascisti e a qualunque organizzazione di stampo fascista, xenofoba, razzista, omofoba e salvaguardare e valorizzare i luoghi della Resistenza e della memoria antifascista in città. Chiediamo all’ANPI e ai partiti antifascisti di assumere un atteggiamento attivo in tal senso. Dare forza al fronte unito antifascista. Lottiamo uniti contro il governo neofascista Meloni per il socialismo”.
Tra gli interventi, molto apprezzato e applaudito, quello del compagno Franco Panzarella che fra l'altro ha rinnovato la solidarietà alle compagne e ai compagni di Potere al Popolo vittima delle provocatorie infiltrazioni della polizia.
Panzarella ha fra l'altro ribadito che: “Oggi siamo qui per tenere alta la bandiera antifascista di Prato medaglia d'argento della Resistenza e per denunciare pubblicamente che la memoria dei partigiani e i valori dell'antifascismo sono stati ancora una volta sfregiati dai neofascisti dell''associazione culturale Etruria 14' che hanno invitato nella nostra città il pronipote del duce per presentare il suo libercolo su Mussolini.
Siamo in presidio antifascista per combattere il revisionismo storico. Per opporci a chi tenta di riscrivere la storia a proprio uso e consumo in nome di una 'pacificazione nazionale' tra antifascisti e fascisti che non ci potrà mai essere. La memoria di chi impugnò le armi per liberarsi dall'oppressione nazifascista non può essere condivisi con chi si è schierato dalla parte dei boia nazisti oppressori e ha massacrato decine di migliaia partigiani, donne, bambini e civili inermi.
In nome della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, e ai sensi delle leggi Scelba e Mancino, siamo qui per chiedere l'immediata chiusura di tutti covi fascisti, vietare ogni manifestazione di apologia del fascismo e porre fine alle infami commemorazioni di fascisti e repubblichini come avviene il 7 settembre di ogni anno anche qui a Prato con l'avallo delle amministrazioni e delle istituzioni locali che non hanno mai mosso un dito per vietarla.
Perciò, alle istituzioni e all'amministrazione comunale chiediamo di negare gli spazi pubblici e ogni agibilità politica e sociale ai neofascisti e a qualunque organizzazione di stampo fascista, xenofoba, razzista, omofoba e patriarcale e salvaguardare e valorizzare i luoghi della Resistenza e della memoria antifascista in città.
Chiediamo altresì all’ANPI provinciale, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e ai partiti antifascisti di non stare in 'silenzio' e di assumere un atteggiamento attivo in tal senso. Bisogna fare tesoro degli insegnamenti della storia e non ripetere gli errori dei riformisti e dei socialdemocratici che opportunisticamente nel '22 sottovalutarono il fascismo, si rifugiarono nell'Aventino e lasciarono di fatto campo libero alla dittatura criminale di Mussolini.
Invocare la difesa della Costituzione solo in occasione del 25 Aprile o del 6 Settembre e poi non fare niente di concreto per sbarrare il passo al neofascismo che avanza, è puro opportunismo.
Questo è il momento di dare forza al fronte unito antifascista e di lottare uniti contro il governo neofascista Meloni per abbatterlo con la rivolta di massa nelle piazze prima che rimetta l'elmetto di guerra e la camicia nera all'Italia trascinandola in una nuova guerra mondiale imperialista.
Viva la Resistenza. A morte il fascismo. Buttiamo giù il governo neofascista Meloni”.
2 luglio 2025