Dopo giorni di eventi e dibattiti
Gay Pride Catania: migliaia in piazza per i diritti civili e sociali LGBTQIA+
Solidarietà al popolo palestinese, critiche al governo Meloni e al neofascismo e ai preparativi di guerra
Apprezzata la partecipazione del PMLI

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Nel 25° anniversario del primo Gay Pride a Catania, sabato 5 luglio, a migliaia sono scesi in piazza per un combattivo e colorato corteo. Gli organizzatori stimano in 10 mila i partecipanti che hanno sfilato per i diritti civili e sociali del movimento LGBTQIA+. C’erano famiglie arcobaleno, studenti e studentesse, bandiere palestinesi, cartelli contro i preparativi di guerra.
La manifestazione arrivava dopo 4 giorni al Pride Village, sede della Cgil messa a disposizione di Catania Pride, in cui si sono svolte interessanti e partecipate iniziative e dove, come denunciano gli organizzatori, è avvenuta un'aggressione verbale e quasi fisica alle famiglie arcobaleno. Un atto vergognoso figlio di una sottocultura omofoba, alimentata dalla “cultura” neofascista del governo Meloni. Essa a Catania viene contrastata dalla forte opposizione culturale, antifascista e di fronte unito, come gli eventi dei Gay Pride che sono sempre più numerosi dimostrano.
Concentramento in piazza Cavour per partire verso la lunga via Etnea. Da un grande camion si amplificavano musiche di balli che hanno coinvolto i manifestanti di tutte le età e si lanciavano interventi contro il governo Meloni e Trump e l'Europa contro il riarmo, in solidarietà al popolo palestinese contro il genocidio del nazisionismo di Israele.
In piazza Stesicoro il grande corteo si fermava, mentre nelle vicinanze della sede dell'ex MSI, ora Fratelli d'Italia, rimbombava lo slogan forte e ripetuto “Siamo tutti antifascisti”. Conclusione in Piazza università. Un Pride indimenticabile per promotori e partecipanti e per la città di Catania.
Il PMLI ha partecipato con la Cellula “Stalin” della provincia di Catania. I compagni portavano la bandiera del Partito e i manifesti con la posizione del PMLI che fa sue le lotte del movimento LGBTQIA. "Nessuna discriminazione sui diritti per LGBTQIA riconoscere le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale. Per l'Italia unita, rossa e socialista. Buttiamo giù il governo neofascista Meloni". E non mancavano i manifesti di solidarietà alla lotta del popolo palestinese; manifesti super fotografati e ripresi compresa la fiammante rossa bandiera del PMLI. Distribuiti i volantini contro il riarmo dell'Europa imperialista e del governo neofascista della Meloni dal titolo “Promessa da Meloni a Rutte, segretario della NATO. 5% del Pil in 10 anni per le spese militari. L'alleanza atlantica e l'Italia si preparano alla guerra mondiale imperialista".
Successivamente i promotori hanno stilato un documento politico in cui si denuncia tra l’altro: “L'illuminazione del progresso ha ceduto il passo a nuove forme di oppressione. I nostri corpi sono ancora oggetto di violenza e mercificazione. E’ tempo di ridefinire il senso del Pride: lotta diffusa, collettiva e costante!... Il nostro queer è un progetto sovversivo, un campo di battaglia continuo contro la norma del sistema Cis-etero-patriarcale e capitalista! Un pride antifascista e antimafioso... chiediamo accesso gratuito alla salute, anche per chi è senza documenti. Sì alla prep e a campagne U=U, no allo stigma... L'educazione sessuale deve essere scientifica, laica, inclusiva".
In esso non mancava la condanna del genocidio palestinese “attuato dal governo di Netanyahu e l'ipocrisia dell'Occidente. La memoria non è neutra: serve a prendere posizione. Siamo a fianco di chi resiste, contro il pinkwashing e il razzismo colonialista. Nessuna liberazione è reale se non è per tutt'e/i ! Palestina libera!".
Tra gli organizzatori le associazioni Comitato Catania Pride 2025 Open, UAAR, Pegaso, Colapesce, CGIL, Genderlens, Famiglie arcobaleno, I siciliani giovani, Non una di meno. Hanno partecipato al corteo, oltre al PMLI, RC, Potere al popolo, PCI, Sinistra italiana, PD, Catanesi solidali con il popolo palestinese e altri. C’erano ospiti nazionali e internazionali, tra cui l'attivista ungherese JoJo Majercsik, portavoce del Budapest Pride, Roberta Parigiani del movimento identità trans, e la drag performer Priscilla.
 

9 luglio 2025