Conferenza internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina a Roma
10 miliardi per ricostruire l'Ucraina ma ne occorrono 500
Meloni: "L' Italia intende svolgere un ruolo da protagonista". Il premier dell'Estonia auspica la “vittoria definitiva dell'Ucraina”
Zelensky: “I nostri servizi dicono che Mosca desidera andare avanti con la guerra, non c'è un cessate il fuoco vicino”
Dopo due giorni di incontri serrati e intese multilivello, la Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina si è conclusa l’11 luglio con oltre duecento accordi firmati, più di dieci miliardi di euro mobilitati, al cospetto di 8.351 partecipanti di 100 delegazioni ufficiali, con 15 tra Capi di Stato e governo e una quarantina di ministri degli Esteri, 45 organizzazioni internazionali, 2.000 rappresentanti di aziende. Una prima base per mobilitare il sostegno internazionale e attirare investimenti privati, indispensabili per raccogliere quei 500 miliardi di euro che, secondo la Banca Mondiale, rappresentano il valore reale necessario per riparare i danni causati dall’invasione russa. Secondo l’ultima valutazione di questa istituzione dell’imperialismo mondiale pubblicata lo scorso febbraio, la ricostruzione dell’Ucraina richiederà infatti 524 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Tra le priorità individuate nel piano di ricostruzione il settore abitativo è al primo posto: servono quasi 84 miliardi di dollari per riparare o ricostruire le abitazioni distrutte dai bombardamenti russi. Il 13% del patrimonio edilizio ucraino ha subito danni, coinvolgendo oltre 2,5 milioni di famiglie. Subito dopo viene il settore dei trasporti, che necessita di quasi 78 miliardi di dollari, seguito da quello dell’energia con circa 68 miliardi. In questo ambito, i danni sono aumentati del 70% tra febbraio e dicembre 2024, colpendo centrali elettriche, reti di distribuzione e impianti di teleriscaldamento. Il commercio e l’industria richiedono oltre 64 miliardi di dollari, mentre per l’agricoltura servono più di 55 miliardi. La distruzione si concentra soprattutto nelle regioni vicine al fronte: Donetsk, Kharkiv, Luhansk, Zaporizhzhia, Kherson e Kiev che hanno subito il 72% dei danni totali.
La commissione europea ha ufficializzato a Roma il lancio del Fondo europeo per la ricostruzione dell’Ucraina, il più ambizioso fondo di equity pubblico-privato mai concepito in Europa, al quale hanno già aderito Italia, Francia, Germania, Polonia e la Banca europea per gli investimenti. L’obiettivo è mobilitare capitali nei settori dell’energia, dei trasporti, della sanità, del digitale, delle materie prime critiche e dell’industria a duplice uso. A questo si affianca un pacchetto da 2,3 miliardi di euro annunciato nell’ambito dell’Ukraine Investment Framework, che supera nettamente gli 1,4 miliardi della conferenza di Berlino del 2023.
Accanto all’aspetto finanziario c’è stato quello militare. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto un rafforzamento della produzione di droni e batterie antimissili, invocando una coalizione industriale a sostegno dell’autonomia difensiva del Paese. Berlino ha già risposto: acquisterà sistemi Patriot dagli Stati Uniti per fornirli a Kiev. L’Italia ha confermato nuovi progetti di cooperazione tra le industrie della difesa. Gli Stati Uniti, con una delle delegazioni più attive, hanno preannunciato un nuovo pacchetto militare per l’Ucraina, anche se Trump ha anticipato al canale “Nbc” che l’assistenza militare passerà attraverso la Nato e non sarà più diretta.
Il terzo asse è quello tecnologico. È stata lanciata “BraveTech Eu”, piattaforma congiunta tra Bruxelles e Kiev che integra il know-how ucraino, sviluppato sul campo in tre anni e mezzo di guerra, nei programmi europei di innovazione militare. L’iniziativa, finanziata con cento milioni di euro (cinquanta dell’UE, cinquanta ucraini), prevede hackathon, acceleratori, test su tecnologie difensive e accesso delle aziende ucraine ai fondi europei per la difesa. Coordinamento affidato all’Eu Defence Innovation Office con sede a Kiev.
Il governo ucraino ha posto con forza anche la questione dei territori occupati. “La ricostruzione deve includere anche la linea del fronte”, ha dichiarato il vicepremier Oleksii Kuleba. Si parla di scuole sotterranee, ospedali mobili, case temporanee, infrastrutture minime per chi vive ancora sotto i bombardamenti.
Con gli attacchi aerei "Putin vuole destabilizzare la popolazione ucraina. Per questo abbiamo sviluppato anche oggi delle soluzioni, ma servono finanziamenti", ha affermato Zelensky durante la conferenza stampa a Roma.
"L'economia va considerata, le persone devo tornare a lavoro e questo potrà accadere se saremo in grado di intercettare gli attacchi russi", ha spiegato il presidente ucraino. Perché sempre secondo Zelensky le informazioni fornite dall'intelligence ucraino e dei principali Paesi europei dicono che "la Russia desidera ancora andare avanti con la guerra e questo significa che il cessate il fuoco non arriverà a breve". Nel suo intervento alla Conferenza romana ha ricordato che “la Russia continua a lanciare massicci attacchi”, ai quali “dobbiamo rispondere con le sanzioni e facendo pressione sulla Russia affinché subisca le conseguenze del suo terrore. I partner devono essere più rapidi con gli investimenti nella produzione di armi e nello sviluppo tecnologico.” E durante un punto stampa Zelensky ha affermato che “Solo un anno fa, molte persone pensavano che la Russia volesse vera pace, veri colloqui e un cessate il fuoco. Mosca stava mandando quei segnali, ed era tutto parte della loro propaganda – cercando di dire che l’Ucraina non voleva la pace. Ma abbiamo detto allora – ci deve essere pressione sulla Russia perché non si stava preparando per la pace. E ora tutti vedono che Putin ha respinto ogni proposta di pace e sta intensificando la violenza… E lasciatemi sottolineare un’altra cosa – in questo progetto di recupero congiunto, accoglieremo solo i veri partner – coloro che non stanno aiutando la Russia a continuare questa guerra. Solo gli amici sono invitati a far parte della ripresa economica e tecnologica dell’Ucraina”.
"Senza giustizia non può esserci una vera ripresa in Ucraina, e non ci sarà una pace giusta e duratura per questo Paese e l'Europa", ha affermato il segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset, nel suo intervento alla Conferenza per la ripresa dell'Ucraina, nella sessione dedicata al rafforzamento dello stato di diritto attraverso l'integrità e l'applicazione delle leggi. Nel corso del suo intervento Berset ha presentato le iniziative che il Consiglio d'Europa sta attuando per assicurare la piena responsabilità della Russia per le violazioni dei diritti umani e per le gravi violazioni del diritto internazionale, nonché per fornire un risarcimento alle vittime- il Tribunale speciale per il crimine di aggressione, il registro dei danni, e la commissione per le richieste di risarcimento. "In Europa non può esserci spazio per l'impunità", ha detto Berset, ricordando anche che la Corte europea dei diritti umani (Cedu) è attualmente il solo tribunale internazionale che sta giudicando di casi concernenti la guerra russa in Ucraina, come mostra la sentenza che ha emesso ieri condannando Mosca per le gravi e diffuse violazioni commesse sin dal 2014, incluso l'abbattimento del volo MH17.
In contemporanea i leader della Coalizione dei Volenterosi, riuniti a Londra, Roma e in videocollegamento, hanno riaffermato il loro impegno verso la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, denunciando con fermezza "l'invasione illegale e non provocata di Putin, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite". Nel comunicato congiunto si esprime sostegno agli sforzi di pace e si denuncia l'aggravarsi della situazione: "Sono trascorsi quattro mesi da quando l'Ucraina ha accettato un cessate il fuoco totale e incondizionato. In questo periodo, la Russia ha intensificato gli attacchi contro i civili, uccidendo oltre 700 persone e ferendone più di 3.500 nei raid aerei più violenti dall'inizio dell'invasione". La Coalizione ha chiesto a Mosca di porre fine agli attacchi e di accettare un cessate il fuoco completo per negoziare una pace giusta e duratura.
I leader hanno inoltre convenuto di rafforzare le misure contro l'economia di guerra russa, annunciando nuove restrizioni sui settori energetico e finanziario, con particolare attenzione alle esportazioni di petrolio e gas, alla cosiddetta "flotta ombra" e al supporto indiretto di Paesi terzi alla macchina bellica del Cremlino. È stato ribadito che "forze armate ucraine forti sono la garanzia primaria della sicurezza del Paese". Per questo motivo è stato confermato l'impegno a fornire almeno 40 miliardi di euro di aiuti militari nel 2025, in linea con quanto deciso dalla Nato per il 2024. Massima priorità sarà data al rafforzamento della difesa aerea integrata dell'Ucraina e alla produzione di intercettori contro droni.
Presenti per la prima volta ad una Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina gli USA sono intervenuti con il generale Kellogg senza mai citare la Russia e il suo presidente criminale di guerra. L’inviato di Trump ha parlato a favore dell’Ucraina quasi come se il Paese fosse stato colpito da una catastrofe naturale, non dall’aggressione ingiustificata di una potenza straniera che la vuole sopprimere come Stato indipendente. Il presidente della Repubblica Mattarella ha affermato che “Non possono essere cinismo o indifferenza a guidare i comportamenti delle nazioni. Per questo rendiamo omaggio alla determinazione e al coraggio con cui il popolo ucraino difende il diritto di determinare liberamente il proprio destino, resistendo, da tre anni, a una guerra di aggressione ingiustificabile”.
Per la premier Meloni “Il nostro compito è aiutare l’Ucraina, e lo faremo, a scrivere questo nuovo capitolo della sua storia, per amore di giustizia e come monito per il futuro. L’Italia intende per questo e su questo giocare un ruolo da protagonista e può farlo, non solo per la costanza e la chiarezza con le quali fin dall’inizio si è schierata dalla parte giusta della storia, senza mai tentennare, ma anche perché il suo solido, straordinario tessuto produttivo ha tutte le carte in regola per generare un moltiplicatore di investimenti e di opportunità. Perché la sfida che abbiamo di fronte richiede certamente il massimo sforzo da parte delle Nazioni, dei Governi, delle Istituzioni multilaterali e finanziarie, ma è una partita che noi possiamo vincere solo se riusciremo a contare su una robusta mobilitazione dei capitali privati, sullo spirito imprenditoriale delle aziende, sulla loro capacità di attrarre investimenti”.
Per il primo ministro dell’Estonia, Kristen Michal, quella da perseguire con il sostegno all’Ucraina è una “vittoria definitiva” sulla Russia (“non esiste alcun piano b”), ha ammonito.
16 luglio 2025