Contro la guerra e il riarmo
In 2mila manifestano davanti alla base Usa di Camp Darby
Circa 2 mila manifestanti hanno preso parte il 19 luglio al presidio contro la guerra e il riarmo indetto dalla rete Stop Rearm Europe davanti all'ingresso lungo la Vecchia Livornese della base americana di Camp Darby (Pisa) esponendo bandiere e striscioni della pace e di solidarietà col popolo palestinese.
La manifestazione, a cui hanno aderito diverse associazioni, fra cui la Cgil Toscana, reti, movimenti, partiti e Ong di varie parti della Toscana, è stata promossa per denunciare la militarizzazione dei territori e l’uso massiccio di basi, porti e infrastrutture italiane per operazioni militari e chiedere una riduzione delle armi, una spinta verso una soluzione diplomatica dei conflitti in Ucraina, Iran e Palestina, il rispetto del diritto internazionale contro il genocidio in atto a Gaza, la riconversione civile di Camp Darby in contrapposizione a nuovi investimenti in armamenti e nuovi hub militari in Toscana.
Presenti al presidio, tra gli altri, anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo e la capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale Irene Galletti, oltre a delegazioni di lavoratori e studenti dei Collettivi medi e universitari provenienti da Livorno, Siena e Firenze.
“Da mesi portiamo avanti sul territorio una campagna contro la militarizzazione, contro l'aumento delle spese militari e contro la guerra – hanno ribadito gli organizzatori - Una grande partecipazione che ci rende particolarmente soddisfatti: chiediamo lo stop alla guerra, lo stop del genocidio in Palestina e lo stop delle spese militari. Il piano europeo, unito alla proposta Nato di aumentare del 5% le spese militari rispetto al Pil, darebbe un colpo mortale al sistema di welfare europeo con meno quaranta miliardi all'anno per i prossimi 10 anni sottratti alla spesa sociale... Pisa è una città piena di infrastrutture militari esistenti e anche future. A Pisa c'è l'idea di costruire una nuova, enorme, cittadella militare... questa struttura è il più grande arsenale degli Stati Uniti fuori dal territorio statunitense e qui c'è un transito in entrata e in uscita di sistema d'arma ogni giorno e questo rende Pisa la città più insicura d'Italia. Questi luoghi pieni di munizioni, armamenti e strumenti di guerra devono essere riconvertiti ad usi civili”.
23 luglio 2025