Il corteo attraversa la città cantando Bella Ciao
In 50mila a Genova abbracciano la Global Flotilla in partenza per Gaza
Uno straordinario esempio di solidarietà internazionalista
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Un combattivo corteo di 50mila manifestanti ha voluto esprimere la propria solidarietà internazionalista alla Global Flottilla in partenza dal porto di Sampierdarena verso la Palestina con 300 tonnellate di beni di prima necessità per la popolazione palestinese raccolte tra la popolazione genovese. Per accompagnare simbolicamente la partenza, dal porto di Genova di quattro imbarcazioni a vela cariche di derrate alimentari, la sera del 30 agosto una fiaccolata con corteo, un fiume umano che ha coinvolto antifascisti, antimperialisti, ha percorso, letteralmente invadendo, le strade adiacenti al porto al grido di “Palestina libera dal fiume al mare” e sventolando le bandiere palestinesi.
Si è trattato di una straordinaria mobilitazione popolare che ha voluto in corteo accompagnare la partenza della Flottilla cantando Bella Ciao e sventolando una selva di bandiere palestinesi indossate e esibite sulle spalle dei partecipanti. Il lungo corteo si è snodato lungo la strada Sopraelevata che scorre intorno ai moli del Porto Antico e ha visto anche la partecipazione della sindaca Silvia Salis che si è detta “orgogliosa di quello che saputo dare questa città”, mentre l’appello degli organizzatori della missione italiana ha ribadito: “Accendiamo la luce sui crimini in corso a Gaza”.
La portavoce italiana di Global Movement to Gaza, tra gli organizzatori della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha spiegato le ragioni di “una mobilitazione che non pensavamo avremmo mai visto”: “si tratterà solo di una goccia in un oceano, ma serve a reagire all’insofferenza, e gettare una luce sui crimini di Israele in una pagina di storia che sarà studiata come una delle più oscure dell’umanità”.
Operazione Lanterna, questa è la definizione che i portuali di Genova aderenti al Calp (Collettivo autonomo lavoratori portuali) hanno voluto dare alla chiamata generale per la raccolta di generi alimentari da destinare al martoriato popolo palestinese. Operazione Lanterna, spiegano quelli del collettivo, perché la Lanterna è ciò che ogni genovese per prima cosa vede, guardando in direzione del mare, quando sorge il sole, e con l’arrivo della sera, la prima cosa che sempre vede guardando verso il mare quando questa s’illumina. Riguardo alla Lanterna, vogliamo aggiungere, che contiene il messaggio allegorico della luce del suo faro; avvisa il navigante dove trovare un porto sicuro, scava nelle tenebre nel tentativo di congiungersi, contaminarsi, con altri popoli.
Questa operazione è stata la risposta che gli antifascisti, gli antimperialisti della città di Genova, hanno voluto dare alla chiamata di Freedom flottiglia di unirsi nella raccolta di derrate alimentari da portare alla martorizzata popolazione della Striscia di Gaza sfidando il blocco militare imposto dallo Stato sionista israeliano.
L’iniziativa di solidarietà è stata raccolta e accettata, e con entusiasmo, da Music For Peace e dal Calp. È lunedì 25 agosto che Music For Peace, attraverso il suo sito, ha lanciato l’iniziativa di aiuto. L’obiettivo prefissato era raccogliere in cinque giorni 40 tonnellate di generi alimentari di ogni tipo. Sembrava un obiettivo complicato, persino ambizioso, ma il popolo di Genova non si è tirato indietro, e come spesso ha dimostrato nella sua storia ha inteso stupire. Il suo porto, semplici cittadini, le sue organizzazioni di solidarietà, di volontariato, con le loro contraddizioni, con le loro tensioni, hanno dato una risposta che è soprattutto politica, un segnale forte che deve fare riflettere; in quattro, cinque giorni, le tonnellate di alimenti si sono incredibilmente affastellate. Migliaia, centinaia di migliaia, di cittadini si sono messi in coda con carrelli della spesa dei supermercati colmi di ogni genere alimentare, altri sono arrivati con le automobili, alcuni hanno raggiunto il luogo di consegna a piedi, addirittura, e da fuori città, con furgoni; nei magazzini gli aiuti alimentari raggiungeranno le 300 tonnellate.
Le imbarcazioni, a vela, che affronteranno il mare aperto andranno però sostenute politicamente. Perché l’operazione non potrà concludersi con la raccolta e, ci si auspica, con la possibile consegna degli aiuti “salva dalla morte per fame di un'intero popolo” ma deve avere un seguito e cioè proseguire facendo pressione politica, nei confronti dei vari governi, sulla società civile, quando la flottiglia si avvicinerà alle coste palestinesi. Ma ancora prima e quando i militari, agli ordini del regime sionista diretto dal nazista Netanyahu, cercheranno, come hanno già fatto in un passato molto recente, di bloccare in acque internazionali, e quindi infrangendo altre leggi, le imbarcazioni della Global Sumud Flottiglia. Ma pure in questo caso, pure raggiungendo l’obiettivo di consegna degli aiuti, la lotta non potrà terminare e non terminerà finché non sarà realizzato il traguardo di uno Stato due popoli.
Il governo italiano, l’Europa, il mondo intero deve assolutamente intervenire, non può continuare a voltarsi dall’altra parte, non può rendersi complice del genocidio, di un atto di viltà, di aggressione militare che ha come obiettivo lo sterminio e la deportazione del popolo palestinese. C’è persino da inorridire di fronte ai silenzi e alle complicità del governo italiano e della Ue, sempre in cerca di alibi nel momento in cui avvengono massacri e stragi indiscriminati di bambini, di donne, di civili. E quando vengono bombardati ospedali, tendopoli, di gente in coda per ricevere un pezzo di pane, per avere una ciotola di zuppa. Stragi addirittura rivendicate, e sostenute dal nazisionista Netanyahu e dai ministri del suo governo, eppure i governanti italiano ed europei si guardano bene dal rompere ogni relazione economica, politica e diplomatica con Israele e dal pretendere la sua espulsione dall'Onu.
3 settembre 2025