Milano
Commemorazione dell’81° anniversario dell’eccidio nazifascista dei 15 Martiri antifascisti di Piazzale Loreto
Il PMLI invita all’unità di lotta contro il governo neofascista Meloni appropriandosi dello spirito antifascista dei Quindici Martiri

Dal corrispondente della Cellula “Mao” di Milano del PMLI
Il 10 agosto 1944 quindici antifascisti e partigiani, in maggioranza operai, imprigionati dai fascisti furono prelevati dal carcere di San Vittore di Milano dalle SS tedesche comandate da Theodor Saevecke (divenuto in seguito agente della CIA e vicedirettore dei servizi di sicurezza del ministero degli Interni della Germania Federale) e su ordine del responsabile delle SS per l’Italia nord-occidentale Walter Rauff (colui che inventò le camere a gas mobili montate sui camion, responsabile della morte di 150.000 civili in Polonia e in URSS; nel dopoguerra grazie ai “buoni uffici” del Vaticano e della CIA fuggì in Cile dove lavorò come consulente della DINA, la famigerata polizia segreta di Pinochet). Fu detto loro che sarebbero stati condotti a Bergamo per essere poi inviati ai lavori forzati in Germania nell’Organizzazione Todt. Invece furono portati a Piazzale Loreto e lì fucilati da un plotone di repubblichini della legione “Ettore Muti”.
Tutto ciò venne giustificato come rappresaglia per un attentato (mai rivendicato) falsamente attribuito ai GAP contro un camion militare tedesco nei pressi dell’albergo Titanus dove alloggiava la Wermacht e che non vide perire alcun soldato tedesco.
La cosa più vergognosa fu che non solo i corpi dei Martiri vennero lasciati per un giorno sul selciato della piazza con un cartello con scritto “Questi sono i GAP: assassini”, ma che i parenti delle vittime non potettero avvicinarsi alla piazza dove intanto le guardie repubblichine ridevano, scalciavano e sputavano sui corpi, mentre alcuni soldati nazisti assistevano compiaciuti.
Nell’81° anniversario, come ogni 10 agosto, l’ANPI ha organizzato la cerimonia ufficiale presso il monumento ai Quindici Martiri, con deposizione di corone e i ritratti dei caduti esposti su cartelli. Alla celebrazione, accanto alle istituzioni locali, spiccavano le bandiere rosse di PMLI, PCI e PRC.
Il presidente dell’ANPI milanese, Primo Minelli, ha sottolineato l’attualità della lotta antifascista: il fascismo non è un capitolo chiuso ma continua a vivere nelle forme di bullismo e arroganza politica che caratterizzano l’attuale governo. Ha ribadito l’urgenza di impedire ogni tentativo di riscrivere la storia della Resistenza, richiamando i giovani alla speranza e all’impegno contro guerre, disuguaglianze e concentrazione autoritaria del potere, ammonendo sui rischi di un “uomo solo al comando”.
Al contrario, l’intervento dell'assessora al Decentramento e Servizi civici della giunta comunale milanese del PD Beppe Sala, la piddina Gaia Romani, si è limitata a un discorso retorico, senza alcuna critica al governo Meloni. Ha richiamato genericamente la memoria antifascista, la difesa dei “valori democratici” e le sofferenze delle popolazioni civili in Ucraina e a Gaza.
Un momento di particolare rilievo è stato l’intervento di Sergio Fogagnolo, figlio del martire Umberto, che ha ricordato l’accordo segreto Höfler-Zoppi tra De Gasperi e Adenauer, con cui decine di criminali di guerra tedeschi furono liberati e rimpatriati in Germania Ovest nonostante condanne definitive in Italia. Ha denunciato anche lo scandalo dell’“armadio della vergogna”, in cui nel 1959 furono occultati 695 fascicoli sulle stragi nazifasciste, garantendo l’impunità ai responsabili. Solo nel 1997, dopo oltre cinquant’anni, fu processato Saevecke, unico superstite dei diciotto responsabili dell’eccidio di Piazzale Loreto.
Militanti della Cellula “Mao Zedong” di Milano del PMLI erano presenti sotto la bandiera del Partito e hanno diffuso con successo un volantino dal titolo “Con lo stesso spirito antifascista dei Quindici Martiri, uniamoci e lottiamo contro il governo neofascista Meloni” che riportava un QRCode collegato a un Documento del Comitato lombardo del PMLI (pubblicato sul Sito regionale del Partito). Esso tra l’altro richiama l’esempio della Resistenza e delle lotte del luglio ’60 contro il governo clerico-fascista Tambroni, indicando la necessità di un fronte unito antifascista e anticapitalista capace di abbattere il governo della ducessa Meloni e aprire la strada alla conquista del potere politico del proletariato per il socialismo, unica garanzia per sradicare fascismo, guerra e sfruttamento, citando a tal proposito l’appello del Segretario Generale e Maestro del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, dal titolo: “Operaie ed operai, parliamoci!”.
Il volantino è stato ben accolto, richiesto e apprezzato dai manifestanti.
L’eroico sacrificio dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto richiama a non fermarsi alla memoria, ma a trasformarla in lotta concreta. Oggi come allora, occorre unire tutte le forze antifasciste e anticapitaliste per abbattere il governo Meloni e aprire la via al socialismo, unica garanzia di libertà, uguaglianza e giustizia per le masse popolari e affinché mai più tornino gli orrori del fascismo!

3 settembre 2025