Napoli: 50mila in corteo. Durissima contestazione ai governi Meloni e Nethanyau. Migliaia di bandiere rosse e della Palestina. I marxisti-leninisti tutt’uno con i manifestanti
Occupati la Stazione Centrale e il Porto

Redazione di Napoli
Due giornate che rimarranno nella storia dell’antimperialismo militante sono quelle che verranno ricordate per le manifestazioni - soprattutto quella dei sindacati di base chiamata con uno sciopero generale in ben 80 città - indette a Napoli a sostegno della Palestina e contro il governo nazisionista israeliano. Basti pensare che per l’USB Campania sono stati quasi 50mila i partecipanti al corteo del 22 settembre, aderendo allo sciopero generale proclamato dai sindacati di base - USB, appunto, in testa - per tutte le categorie del pubblico e del privato.
Il capoluogo è stato travolto da cancellazioni e ritardi che hanno interessato le ferrovie nazionali e regionali, in particolare le linee flegree dell’EAV, treni soppressi in Circumvesuviana nell’area Sud di Napoli. La funicolare Centrale e quella di Chiaia sono rimaste chiuse, mentre la funicolare di Montesanto ha effettuato solo corse dirette; decine di autisti del trasporto pubblico hanno incrociato le braccia di fatto bloccando la città fino alla fine dello sciopero, cominciato alle 9 di mattina e finito nel primo pomeriggio attorno alle 15 con il fiume di manifestanti in piazza Trieste e Trento.
Provenienti per lo più da Napoli e provincia, i manifestanti si davano appuntamento in piazza Garibaldi, con le strade limitrofe piene di bandiere della Palestina e rosse, con in prima linea, oltre ai sindacati di base (USB, Si. Cobas, Cobas, ecc.) i giovani e le donne, i disoccupati organizzati riuniti nel Movimento “7 Novembre” e nel Cantiere 167 di Scampia, la Comunità palestinese, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, PRC, PdCI, FGC, ma anche associazioni ambientaliste e Comitati territoriali. Dopo tanto tempo segnaliamo anche la presenza di operai e operaie metalmeccanici, della logistica e del commercio che hanno partecipato attivamente. Presente la Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli del PMLI, guidata dal compagno Luigi, che ha affiancato in tutte le fasi del corteo i manifestanti, in un tutt’uno con loro.
La manifestazione optava per bloccare tutto il capoluogo dirigendosi direttamente alla Stazione Centrale ferroviaria e, applaudita e incitata dalle masse popolari, sfondava il provocatorio blocco della polizia travolgendola letteralmente assieme ai crumiri delle guardie private. Ne seguiva l’occupazione e il fermo totale di un’ora di tutti i treni con un corteo forte e combattivo che si trasformava in un vero e proprio fiume di partecipanti che al grido “Palestina libera! Palestina libera!” si riportava sulle strade partenopee e proseguiva il classico percorso per il Rettifilo, piazza Nicola Amore, piazza Bovio, via Guglielmo Sanfelice, via Medina.
Dal carro che guidava la parte iniziale si alternavano al microfono i responsabili sindacali e gli organizzatori del corteo che hanno denunciato le scelte di un’economia di guerra a scapito della spesa sociale e ribadiscono che le priorità devono essere: sanità, trasporti, istruzione, ricerca, salari e pensioni dignitose, bonifica dei territori e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non sono mancati durissimi slogan contro il governo nazisionista Nethanyau e l’esecutivo neofascista Meloni, bruciate la loro immagini in piazza. Forte il sostegno alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.
Una parte del corteo si è poi spostato al porto occupandolo per alcune ore; nel pomeriggio saputa la presenza del capo dello Stato, un centinaio di studentesse e studenti universitari e medi hanno inscenato una manifestazione chiedendo una sua posizione esplicita su cui Mattarella glissava occupandosi della inaugurazione di una scuola a Fuorigrotta.
Il 19 settembre era stata invece la CGIL napoletana a organizzare una manifestazione dal titolo “Fermare il genocidio” con un presidio in piazza del Gesù cui partecipavano migliaia da Napoli e provincia. Importante la presenza dei marxisti-leninisti partenopei che issavano in piazza la bandiera del PMLI ben visibile e si differenziavano dai “soliti” assenti, in specie il fantomatico “campo largo” con PD e M5S che non si presentavano nemmeno all’iniziativa con proprio simbolo.

24 settembre 2025