Per contestare la giornata delle Forze armate
Partecipato presidio antimilitarista a Catania
Volantinaggio del PMLI e intervento di Schembri in piazza
Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Il 4 novembre a Catania si è svolto un presidio indetto dall'“Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università".
"La scuola non va alla guerra l'educazione alla pace risponde alla repressione", "la Catania che non ha festeggiato il 4 novembre”. Con questa parola d'ordine i promotori hanno indetto il presidio antimilitarista con assemblea in piazza Dante proprio dove ha sede l'università Dipartimento di scienze umanistiche.
Un presidio partecipato con tanti studenti e professori, e numerosi catanesi, contro la militarizzazione della scuola e delle università, per non dimenticare il genocidio del popolo palestinese con la finta pace di Trump e Netanyahu per colonizzare la Palestina e disarmare la sua resistenza e per creare un’amministrazione palestinese servile ad Israele sionista.
Hanno partecipato al presidio i sindacati di base USB scuola Catania, Cobas scuola Catania, PRC, Potere al popolo, PMLI, PLC, Red Militant, Associazione comunista Olga Benario, Sinistra Italiana, Catanesi solidali con il popolo palestinese, Circolo Città futura, collettivi studenteschi e altre realtà. Tante le bandiere della Palestina.
Negli interventi è stata denunciata l'azione repressiva del ministro Valditara e di fatto del governo Meloni che ha impedito lo svolgimento nella stessa giornata, di un corso di formazione online del Cestes USB dedicato al contrasto alla guerra e destinato al personale della scuola pubblica. Un intervento ha denunciato la militarizzazione della scuola pubblica statale con la presenza costante di forze armate e di polizia durante attività didattiche. Altro intervento ha fatto chiarezza sulle guerre imperialiste anche sottolineando che il 95% dei soldati italiani morti nella prima guerra mondiale erano proletari e contadini. Critiche all'aumento delle spese militari e sul fatto che il governo neofascista Meloni vende ancora armi ad Israele. Un giornalista freelance
nel suo intervento ha posto l'accento sulla corsa al riarmo del sistema capitalista a discapito dello “Stato sociale”.
Ci sono stati molti attacchi al 4 novembre, ricorrenza nazionale della vittoria italiana nella prima guerra mondiale imperialista, un massacro con milioni di morti per gli appetiti del capitalismo imperialista, tanto celebrata dal regime capitalista neofascista e dal governo Meloni.
Il PMLI ha partecipato al presidio con la Cellula “Stalin” della provincia di Catania distribuendo il volantino "Blocchiamo tutto per la Palestina" e “Palestina libera dal fiume al mare, Gaza ai Gazawi, Respingere il piano neocolonialista e imperialista di Trump, uno Stato due popoli. Il governo Meloni rompa ogni rapporto con Israele genocida. Né un soldato italiano a Gaza né l'Italia nel 'consiglio di pace' neo colonialista e imperialista. Con la resistenza palestinese fino alla vittoria”. Volantino accettato con interesse. Dialoghi con tanti studenti sulla linea politica del PMLI con invito a seguirlo sul sito del Partito. Il compagno Sesto Schembri, a nome della Cellula etnea, nel suo intervento ha posto la questione delle guerre imperialiste e della pace. Se vogliamo la pace e non le guerre imperialiste è necessario eliminare le cause che stanno nel sistema capitalista mentre l'antitesi sta nel socialismo non certo nel pacifismo imbelle ancorato all'art. 11 della Costituzione e che non arriva ami a mettere in discussione il capitalismo e le sue barbarie.
12 novembre 2025