Manganellate meloniane ai partecipanti al rave nell'ex Bugatti di Modena
Nove persone arrestate
Tre anni fa, sempre a Ognissanti e a pochi chilometri di distanza, il rave “Witchtek 2K22” radunò oltre 3.000 giovani da tutta Europa in un capannone abbandonato alla periferia di Modena (29-31 ottobre 2022). Lo sgombero, ordinato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e peraltro conclusosi in forma assolutamente pacifica, portò all’identificazione di oltre mille giovani. Fu questo però il pretesto per il neonato governo neofascista della Mussolini in gonnella Meloni, insediatosi da appena una settimana, per “inaugurare” le prime norme liberticide e di mussoliniana memoria contenute nel decreto “anti-rave” (art. 434-bis c.p.) che prevede la reclusione da 3 a 6 anni e una multa fino a 100mila euro per “l’invasione di terreni o edifici” finalizzata a raduni pericolosi con oltre 50 partecipanti, a cui è seguito il decreto “Sicurezza” di aprile scorso.
Non è andata così l'edizione di quest'anno, sempre a Modena, dove il rave party di Halloween organizzato alla ex fabbrica della Bugatti di Campogalliano (Modena), abbandonata da trent'anni: è finito con cariche delle “forze dell'ordine”, manganellate e lacrimogeni con 9 ragazzi ammanettati, quasi tremila (dei cinquemila partecipanti) identificati e 576 vetture private perquisite.
Al momento i 9 arresti non sarebbero espressamente legati alla legge liberticida anti-rave, reato però che potrebbe essere contestato successivamente: una persona è stata arrestata per droga, una per resistenza a pubblico ufficiale e altre 7 per lesioni personali e resistenza. E il “bottino” di questa mega operazione di polizia che ha impegnato centinaia di uomini e mezzi per circondare l'area del rave e costruire alcuni blocchi obbligati affinché le “forze dell'ordine” potessero schedare i giovani e controllare i loro mezzi? Oltre che al sequestro di varia attrezzatura tecnica tra impianti audio e diffusori professionali, che tutto si può dire fuoché costituiscano del materiale pericoloso e illegale (ma un furto ai danni degli organizzatori), per il resto le autorità hanno sequestrato un coltello, un furgone, un camper, due auto.
La notte del rave, cominciato venerdì sera, era stata tranquilla. È quando nel primo pomeriggio di sabato i 5 mila partecipanti, sotto una pioggia torrenziale, hanno cominciato a lasciare il capannone della ex Bugatti che “forze dell'ordine” sono entrate in azione. È bastato il tentativo di alcuni veicoli di andarsene senza sottoporsi ai controlli che la polizia è entrata in azione con i lacrimogeni, anche ad altezza d'uomo (a cui è corrisposto il lancio di sassi) e più cariche per disperdere i giovani.
Un “protocollo” fascista che ormai la polizia di Piantedosi e Meloni sembra aver adottato per reprimere e criminalizzare i giovani che partecipano a questi eventi musicali autorganizzati e gratuiti. Infatti il pugno di ferro contro i rave party già in altri casi ha portato a sgomberi violenti, vedi Torino e Moncalieri nella primavera scorsa, è stato denunciato in diverse occasioni dai collettivi di studenti e giovani e dalle reti che difendono le feste organizzate fuori da logiche commerciali. “Non è solo un attacco a chi balla, ma a un’intera generazione. La musica è diventata sovversiva solo perché un governo autoritario teme ciò che non può controllare: corpi liberi, menti critiche, comunità che resistono”, ha commentato domenica il collettivo no-profit bolognese Movimento Arti Libere, noto per organizzare eventi di musica gratuita per la riappropriazione degli spazi urbani.
Mentre ben diverso è il trattamento che la Mussolini in gonnella riserva ai suoi camerati, secondo cui le nere adunate a Predappio sono derubricate a semplici manifestazioni folcloristiche, e i nazifascisti di Casapound possono occupare da decenni un palazzo di proprietà statale in barba alla “sacra difesa della 'proprietà privata” da lei sbandierata a ogni piè sospinto quando si tratta di attaccare i ravers, i centri sociali, le occupazioni dei senza casa.
19 novembre 2025