Sciopero globale e manifestazione nazionale a Roma per il clima

Venerdì 14 e sabato 15 novembre, in concomitanza con la conferenza internazionale COP30 in corso in Brasile, sono state due giornate intense e impegnative per tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del clima e dell'ecologia del pianeta.
Il 14 novembre - promossa da Fridays for Future e dall’Unione degli Studenti e alla quale hanno aderito, tra gli altri, anche la CGIL - si è svolto uno sciopero del mondo della scuola e dell'università che ha coinvolto complessivamente centinaia di migliaia di giovani che sono scesi in piazza, oltre che per l'emergenza climatica, anche per protestare contro il governo Meloni, per contestare la scuola di Valditara e l'università della Bernini nonché per sostenere la lotta del popolo palestinese.
La mobilitazione di venerdì 14, la prima delle tre agitazioni programmate fino alla metà di dicembre, si è svolta nelle stesse ore in cui in molti altri Paesi del mondo si protestava per l'emergenza climatica: milioni di persone sono infatti complessivamente scese in piazza, oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Canada, in Brasile, in Francia, in Germania, nel Regno Unito, in Svezia, in Bangladesh, nelle Filippine, in Giappone, in Uganda, in Sudafrica e in molti altri Paesi.
In Italia ci sono state mobilitazioni studentesche in una cinquantina di città italiane con cortei, sit-in e flashmob che hanno avuto come protagonisti i collettivi e le associazioni degli studenti, i militanti a sostegno del popolo palestinese e gli attivisti per il clima (si legga l'articolo a parte).
“La politica non parla di crisi climatica - ha detto Marzio Chirico, portavoce di Fridays for Future, commentando gli importanti risultati raggiunti con i cortei del 14 novembre - e bisogna riportare il tema al centro del dibattito pubblico”: le parole di Chirico sono importanti, poiché certamente il movimento per la salvaguardia dell'ambiente è riuscito a fare fronte comune con gli studenti mobilitati contro il governo Meloni e l'istruzione neofascista di Valditara e Bernini e per la Palestina libera, e noi marxisti leninisti siamo ben consapevoli che la radice di tutti i problemi (quello ecologico legato all'inquinamento, quello della scuola legato alle politiche governative neofasciste e quello palestinese legato all'imperialismo di Israele) è il sistema imperialista e capitalista che deve essere rovesciato per essere gettato nella pattumiera della storia.
Il 15 novembre si è svolta a Roma la seconda edizione del Climate Pride, una manifestazione nazionale che ha portato circa ventimila manifestanti in corteo con la richiesta di giustizia climatica e sociale nonché scelte politiche coraggiose.
Il corteo - promosso da oltre 70 associazioni, movimenti e collettivi - ha preso il via da piazzale Aldo Moro e ha attraversato il quartiere di San Lorenzo, via Casilina, via Prenestina ed è terminato al largo Preneste con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’urgenza di abbandonare un modello di sviluppo economico incentrato sui combustibili fossili e che è responsabile di crisi climatiche, guerre e disuguaglianze.
Il Climate Pride promuove una transizione ecologica che integri la protezione ambientale, i diritti dei lavoratori e uno sviluppo equo, favorendo occupazione di qualità e sostenibilità nel rispetto dei diritti umani fondamentali.

19 novembre 2025