Giornata della disabilità
I disabili e le loro famiglie emarginati e senza assistenza
Gap occupazionale e mancanza di servizi sociali

Mercoledì 3 dicembre scorso è stata la giornata della disabilità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, con l’obiettivo di promuovere i diritti, la dignità e il benessere di chi è disabile.
Il tema della giornata di quest’anno è “Promuovere società inclusive per le persone con disabilità per favorire il progresso sociale”, prendendo le mosse da quanto emerso durante la Seconda Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sociale di Doha dello scorso novembre.
La dichiarazione politica che ha chiuso l’evento ricorda infatti gli “ostacoli persistenti” con cui ancora combattono le persone disabili: maggiori rischi di povertà, accesso limitato a un lavoro dignitoso e salari più bassi, mancanze nella protezione sociale, barriere all’autonomia, alla dignità e alla capacità decisionale all’interno dei sistemi di cura e supporto e accesso diseguale alle tecnologie assistive e ad ambienti accessibili.
In Italia risulta occupato soltanto il 33,5% delle persone tra i 15 e i 64 anni con gravi disabilità. Inoltre non sempre le posizioni lavorative corrispondono a competenze e livelli di qualificazione acquisiti.
L’Unicef stima che nel mondo circa un bambino su dieci, per un totale di 240 milioni, sia disabile. Per questo che la divisione italiana dell’agenzia dell’Onu per la tutela dei minori ha individuato la situazione dei bambini e degli adolescenti con disabilità tra le priorità sulle quali le istituzioni, la società civile e l'opinione pubblica "dovrebbero essere più attente, per sostenere le famiglie e garantire i diritti di questi minorenni".
L'Unicef evidenzia la mancanza di dati sui bambini più piccoli e le continue discriminazioni che bambini e adolescenti vivono in tutti gli ambiti della vita: dalla scuola (si segnala come il numero di insegnanti di sostegno non sia adeguato, e la loro formazione da migliorare), gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione (non garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale), alla partecipazione, al diritto al gioco, allo sport.
Nell'anno scolastico 2023/2024 - ricorda l'Unicef, basandosi su dati Istat - sono quasi 359mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado (il 4,5% degli iscritti), circa 21mila in più rispetto all'anno precedente (+6%). La quota di alunni con disabilità è più alta nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove si attesta al 5,5%, mentre diminuisce nella scuola dell'infanzia e nella secondaria di secondo grado (rispettivamente il 3,2% e il 3,5%).
La piena inclusione lavorativa delle persone con disabilità è ancora molto lontana. Oggi il gap occupazionale per le persone con disabilità supera anche quello di genere in Europa, evidenzia uno studio di Eurostat e dell’agenzia Onu Oil. In l’Italia, dove nel 2023, risultava impiegata meno di una persona su due con disabilità, si conferma tra i Paesi con maggiori disuguaglianze con un divario del 25%.
La situazione è drammatica e i governi nazionali e locali della destra e della ''sinistra'' borghese al servizio del capitalismo di questi ultimi anni non hanno certo non solo risolto i problemi dei disabili ma non sono stati capaci di creare nemmeno un'inversione di tendenza.
 

10 dicembre 2025