Documento del Movimento Studenti Palestinesi in Italia, API, GPI e UDAP su Abu Mazen ospite d'onore della Meloni ad Atreju
Gli italiani aprano gli occhi sulla natura della Autorità nazionale palestinese.
La Resistenza è la nostra unica e legittima rappresentante

È con profonda indignazione che apprendiamo questa notizia: quest'anno Abu Mazen sarà l'ospite internazionale di Atreju, la tradizionale kermesse di Fratelli d'Italia, in programma dal 6 al 14 dicembre.
Stringere la mano alla Premier Giorgia Meloni e al suo governo, proprio mentre sono denunciati presso la Corte Penale Internazionale (CPI) per complicità nel genocidio in corso a Gaza – una denuncia che coinvolge direttamente anche il Ministro della “Difesa” Guido Crosetto, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, e Roberto Cingolani, Amministratore delegato di Leonardo Spa – non è solo un atto di facciata: è un atto di totale e sfacciato tradimento.
Le mani che Abu Mazen si appresta a stringere sono mani sporche del sangue del popolo palestinese. Questa è l'ennesima, inequivocabile dimostrazione che l'ANP e il burattino Abu Mazen sono dei collaborazionisti dell'entità sionista.
Sono coloro che, per l'esclusivo mantenimento del proprio potere e del proprio posto, hanno venduto la causa e voltato le spalle al proprio popolo.
 
L'ANP, braccio armato dell'Occupazione
L'Autorità Nazionale Palestinese non è un'istituzione buona che si è corrotta. Questa entità è nata nel quadro della finta pace di Oslo proprio per reprimere la resistenza e supportare la colonizzazione israeliana.
I dati e i fatti parlano chiaro:
- Repressione della Resistenza: l'ANP ha costantemente agito per soffocare ogni forma di resistenza in Cisgiordania, reprimendo i campi profughi e facilitando le operazioni di pulizia etnica promosse dall'entità sionista. Invece di difendere, ha indebolito, scommettendo sulla sconfitta della resistenza popolare e preparandosi a rimettersi sul mercato come interlocutore “gradito” all'occupante e agli imperialisti occidentali.
- Servizi di Sicurezza e Coordinamento: I servizi di sicurezza dell'ANP sono notoriamente impegnati nel coordinamento di sicurezza con l'esercito d'occupazione, una pratica che di fatto trasforma le forze dell'ANP in un corpo ausiliario per la repressione interna e la schedatura dei militanti e degli attivisti politici.
L'ANP e i suoi agenti, compresi coloro che li rappresentano qui in Italia, NON rappresentano il popolo palestinese. La nostra voce è quella che da anni scende in piazza in diaspora per denunciare la complicità di questo governo nel genocidio.
Invece di partecipare a questi eventi di facciata, che servono unicamente al Governo Italiano per fare un ripulirsi cinicamente l'immagine e sviare l'accusa di complicità con il genocidio, Abu Mazen e i suoi collaboratori, se non fossero i traditori che sono, avrebbero un dovere morale e politico:
1. Denunciare l'abbandono dei feriti – Chiedere conto del modo in cui i feriti palestinesi, portati in Italia, vengono successivamente completamente abbandonati dalle istituzioni.
2. Garantire il Diritto allo Studio – Denunciare il sistema delle borse di studio promesse, ma con i visti sistematicamente negati agli studenti palestinesi, negando loro il futuro.
3. Alzare la voce per la liberazione immediata dei nostri prigionieri politici, tra cui Anan Yaesh, Ali Irar, Mansour Doghmosh e Ahmad Salem. Ricordiamo che per i primi tre sono stati chiesti durante l'ultima udienza all'Aquila rispettivamente 12, 9 e 7 anni, peggio dei tribunali sionisti!
 
Genocidio come Affare: l'Ipocrisia della “Ricostruzione”
L'Italia non è stata solo complice nel genocidio fornendo armi e sostegno politico, diplomatico, economico e mediatico allo Stato terrorista d'“Israele”.
Ora, tenta di trarre profitto anche dal dolore e dalla distruzione, riposizionandosi come attore nel cosiddetto “piano di pace” e della ricostruzione di Gaza.
Parlare di pace dopo aver sostenuto, direttamente o indirettamente, l'aggressione, è l'ipocrisia suprema.
Dietro la parola “ricostruzione” si muovono già gli interessi predatori dei grandi gruppi italiani del cemento, dell'energia e delle infrastrutture: Webuild, Buzzi Unicem, Cementir, Leonardo, Terna, Italferr, Eni. Sono le stesse aziende che, nel pieno spirito capitalista, trasformano la guerra in affare, la distruzione in profitto e la sofferenza in contratto.
L'apparizione di Abu Mazen ad Atreju non spegnerà la nostra voce. Anzi, la renderà più forte.
Noi, come popolo palestinese in diaspora e come solidali internazionali, continueremo a mobilitarci:
- Contro i Governi italiani: per denunciare la loro complicità nel genocidio e il sostegno alle politiche imperialiste.
- Contro l'ANP e Abu Mazen: per esporre il loro collaborazionismo e l'inganno di chi ora tenta di riposizionarsi per riacquistare una credibilità perduta per sempre.
- Contro ogni complice del nostro nemico: smascherando chi trae profitto dalla nostra sofferenza.
Il popolo palestinese ha il diritto di essere rappresentato solo da coloro che non hanno mai ceduto al ricatto, e che non hanno mai tradito.
La resistenza è la nostra unica e legittima rappresentante portavoce inalienabile del diritto al ritorno e all'autodeterminazione del popolo palestinese.

 

Associazione dei Palestinesi in Italia - API
Giovani Palestinesi d'Italia - GPI
Movimento Studenti Palestinesi in Italia
Unione Democratica Arabo Palestinese - UDAP

10 dicembre 2025