Napoli: circa 15mila contro la manovra di Mussolini in gonnella. Combattiva presenza del PMLI da Napoli e provincia

Redazione di Napoli
Uno sciopero generale riuscito nella combattività, nella presenza, nelle parole d’ordine lanciate dalle lavoratrici e dai lavoratori, dai sindacalisti e dalle sindacaliste Cgil è stato quello che ha attraversato Napoli venerdì 12 dicembre. 15mila circa le bandiere rosse e i “corpetti” rossi che hanno detto No alla manovra finanziaria di lacrime e sangue di Mussolini in gonnella Meloni.
Il corteo, che è partito da piazza del Gesù e ha mosso verso Piazza Municipio, ha visto la partecipazione di sezioni della FIOM, FILCAMS ed FLC provenienti da ogni parte della Campania, da Benevento ad Avellino, da Caserta a Salerno passando per Napoli. Una manifestazione accompagnata dall’approvazione delle masse popolari che spesso si affacciavano dai negozi, dai balconi, dai bassi, per assistere all’evento che ha raggiunto zone dove l’astensionismo alle ultime elezioni regionali ha toccato il 70% di diserzione dalle urne.
I manifestanti, oltre a protestare contro la manovra finanziaria e la legge di bilancio, hanno espresso la loro opposizione al nero esecutivo Meloni, chiedendone apertamente le dimissioni, esprimendosi anche a favore della causa palestinese con le parole d’ordine strategiche “La Cgil sa da che parte stare: Palestina libera dal fiume fino al mare”.
“La manifestazione di oggi è un segnale a questo governo che compie scelte, con la legge di bilancio, che non dà risposte alle lavoratrici e lavoratori, alle pensionate e pensionati, ai giovani, alle famiglie, alla Campania”, ha detto Nicola Ricci, segretario CGIL di Napoli, a cui si sono aggiunte anche quelle, importanti, di Luigi Giove, segretario confederale: “Chiediamo una manovra vera che dia risposte alle persone che lavorano, a lavoratrici e lavoratori, pensionati e pensionati, non ci sono interventi per l’incremento dei salari, tre euro in più al mese sono una miseria, potevano anche risparmiarsela. Ci sono tagli alla sanità, ci sono milioni di persone che non si curano più in questo paese perché non se lo possono permettere e ci sono tagli all’istruzione. Non si rinnovano i contratti pubblici, non si rinnovano i contratti privati per milioni di persone e nel frattempo si spendono tanti soldi per le armi. Una politica di riarmo che è semplicemente assurda”.
Presenti in piazza i militanti dello storico centro sociale autogestito di via Mezzocannone “Vincenzo Leone”, Insurgencia, che sono intervenuti sul palco di Piazza Municipio a favore dello sciopero generale e difendendo la libertà degli spazi autogestiti e occupati, sempre più nel mirino dell’esecutivo nazionale e dell’amico del governo nero Meloni, Manfredi; tanto che dal palco uno dei giovani gridava: “Giù le mani dai centri sociali. Oggi siamo scesi in piazza per ribadire ancora una volta che questo governo sta mettendo in piedi un regime autoritario. E tra i primi da eliminare dal governo Meloni ci sono i centri sociali e gli spazi occupati, che sono spazi di resistenza e opposizione. Oggi la nostra comunità politica ha scelto di essere in questa piazza per un motivo molto semplice, perché crediamo che in questo momento qualsiasi corteo, qualsiasi sciopero contro il governo Meloni e contro questa finanziaria di guerra sia un patrimonio collettivo, sia la garanzia che non li lasceremo agire indisturbati sulle nostre vite, è la prova che non riusciranno a essere imbattibili, che anche un governo che è arrogante, che chiama inutili a chi contesta, come ha fatto ieri la ministra Bernini ad Atreju, può essere contestato e va contestato in ogni piazza e in ogni luogo. Quello che sta accadendo negli ultimi due anni fa parte di un progetto chiaro, di un attacco sempre più violento, sempre più costante alle nostre libertà, ai nostri diritti, a tutti gli spazi democratici nella nostra società”.
Significativa e apprezzata anche la presenza della Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli del PMLI, rafforzata da compagni venuti da Ischia e Pomigliano D’Arco che hanno diffuso i volantini a firma del nostro Segretario generale, compagno Scuderi, “Operai e e operai, parliamoci!” in centinaia di copie. Praticamente un successo il cartello contro il governo neofascista Meloni superfotografato e ripreso dalle telecamere dei tg locali che hanno mandato in onda più volte, soprattutto nell’edizione della sera le parole d’ordine del PMLI che già nella mattinata aveva campeggiato sui “corpetti” dei compagni napoletani e della provincia riscuotendo un enorme successo tra i manifestanti.

17 dicembre 2025