Genova: In 10 mila, provenienti anche dalle altre province liguri, sfilano contro la manovra del governo Meloni
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Dopo lo sciopero generale indetto da Usb il 28 novembre, la manifestazione a Roma il 29 novembre, quella delle lavoratrici/i dell’Ikea, dell’Ansaldo Energia e le straordinarie cinque giornate di lotta dei lavoratori siderurgici dell’ex-Ilva di Cornigliano (ora Acciaierie d’Italia), per le strade di Genova, come del resto in tutto il Paese, ripartono le mobilitazioni contro la legge di bilancio. A proclamare per il 12 dicembre lo sciopero generale è stata la Cgil.
Il concentramento dello sciopero generale regionale ligure è stato fissato presso la stazione marittima, slargo adiacente al porto commerciale e turistico di Genova. Il corteo (circa diecimila manifestanti) composto da lavoratrici/i del settore privato e pubblico, studenti e pensionati, è quindi partito in direzione del centro. Presenti alla manifestazione anche molte lavoratrici/i provenienti dalle vicine e lontane province liguri.
Il corteo, dopo aver percorso le strade principali, si è concluso di fronte alla Prefettura, in largo Lanfranco (quella piazza negata alla combattiva classe operaia dell’ex-Ilva dall’imponente schieramento di blindati e barriere antintrusione) in cui ha preso la parola il Segretario nazionale della Cgil Pino Gesmundo. Nel suo comizio ha richiamato il governo a riaprire un tavolo di trattative per affrontare i problemi, e i temi reali del Paese: i salari, le pensioni, investimenti nella sanità, nella scuola, intervenire nelle politiche sociali, combattere il precariato. È intervenuto anche nella vicenda dell’ex-Ilva e della mancanza di una vera politica industriale. Ha quindi criticato l’economia di guerra del governo Meloni senza però accennare della sua natura repressiva e neofascista. Ha concluso il suo comizio garantendo che la Cgil continuerà a mobilitarsi per rivendicare diritti, equità e dignità per tutte e tutti.
17 dicembre 2025