Colloqui USA-Ucraina-Europa a Berlino
Zelensky: “Solo il popolo può decidere sui territori dell’Ucraina”
La Resistenza ucraina libera parte di Kupiansk. Il presidente ucraino si fa fotografare nel territorio che Putin sostiene di controllare
Una maratona di due giorni, 15 e 16 dicembre, a Berlino dove si sono incontrati delegazioni e capi di Stato e di governo USA-Ucraina-Europa. Colloqui fiume non sfociati in un accordo finale, anche se da più parti si dice di essere vicini alla meta. Lo “schema di Berlino” poggia su una pre-condizione: il cessate il fuoco. Stop ai bombardamenti e via alla trattativa tra Kiev e Mosca. Su questo punto, ha specificato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, sono tutti d’accordo: Volodymyr Zelensky, gli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff, nonché gli europei. I nazizaristi del Cremlino, invece, confermano la loro linea. Il 15 dicembre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è stato netto: Putin è contrario “a qualsiasi trucco che punti a mettere in stallo il processo e a creare tregue artificiali e temporanee”. E continua imperterrito a bombardare criminalmente l’Ucraina con morti e distruzioni civili.
Zelensky, per evitare incidenti diplomatici con gli americani, ha precisato che non è Trump a chiedergli di rinunciare anche a quella parte del Donbass tuttora controllata dall’esercito ucraino. I due emissari della Casa Bianca si sarebbero limitati a portare al tavolo la posizione di Putin. In realtà, da diversi giorni, non solo Witkoff e Kushner, ma anche il segretario di Stato Marco Rubio stanno facendo pressioni su Kiev: rinunciate al Donbass e in cambio vi daremo affidabili garanzie di sicurezza, oltre a molti investimenti per ricostruire il Paese.
Zelensky ha ripetuto anche a Berlino che non può accettare di regalare alla Russia una porzione di terra difesa fino allo stremo dai suoi soldati e che solo la popolazione ucraina può decidere, con un referendum o le elezioni. I due americani hanno preso nota, insoddisfatti. "Non sono dell'idea che siano loro a pretendere questo da noi". È quello che ha detto il presidente ucraino, rispondendo in cancelleria a Berlino a un giornalista che ha chiesto se sia vero che gli americani pretendano che l'Ucraina rinunci al Donbass. "Sono le richieste dei russi non degli americani, e sono state trasmesse dagli americani", ha aggiunto. "È chiaro che non tutte le questioni sono facili. Alcune sono molto difficili, come quella territoriale. È importante che tutti lavoriamo per affrontarle in modo leale. Ci sono posizioni ancora diverse, lo dico in modo franco, ma tutti sono disposti a lavorare in modo costruttivo per trovare soluzioni".
C’è attesa per la pubblicazione della versione aggiornata del piano di pace presentata dall’Ucraina agli Stati Uniti. Secondo il New York Times del 13 dicembre Kiev avrebbe respinto la richiesta di consegnare il Donbass alla Russia e quella di abbandonare la NATO. Il quotidiano americano ha sottolineato che la versione aggiornata del documento preparato dall'Ucraina si compone di 20 punti. La maggior parte dei punti del primo piano di Trump scritto in combutta con Putin inaccettabili per Kiev e apertamente in linea con gli interessi di Mosca sono stati eliminati, il che ha reso ora il piano potenzialmente inaccettabile per il Cremlino. "La proposta ha rimosso parti del piano originale di Trump che oltrepassavano i limiti consentiti dall'Ucraina", scrive il Nyt, "l'Ucraina deve mantenere il controllo sulle aree nell'Ucraina orientale che, secondo il piano di Trump, avrebbe dovuto cedere". L’11 dicembre nel discorso ai partecipanti alla riunione della coalizione dei Volenterosi Zelensky aveva affermato che “Abbiamo inviato al team americano una versione rivista del documento quadro su cui abbiamo lavorato. Comprende 20 punti chiave. Questo può essere il fondamento di tutto. Sto aspettando i feedback dell’America”.
"Abbiamo due punti chiave di disaccordo", ha detto Zelensky parlando delle questioni "irrisolte" nei negoziati per porre fine al conflitto. "I territori del Donetsk, e tutto ciò che è correlato, e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Sono questi i due argomenti su cui continuiamo a discutere". Per gli USA “le forze ucraine dovrebbero lasciare il territorio della regione di Donetsk e il supposto compromesso è che le forze russe non entrerebbero nel territorio che già chiamano zona libera economica", ha continuato parlando con i giornalisti, sottolineando di non avere il diritto "costituzionale" né "morale di cedere la terra ucraina, e che solo i cittadini ucraini devono avere l'ultima parola attraverso elezioni o referendum. "L'Ucraina non si nasconde dalla democrazia. Ma per rendere possibili le elezioni, deve esserci una componente di sicurezza. E l'America può aiutare al massimo in questo. Se sono necessarie elezioni ora, deve esserci un cessate il fuoco, almeno durante il processo elettorale e durante il voto", ha aggiunto Zelensky.
Intanto con 25 voti a favore e due contrari, i Paesi dell'Unione europea hanno adottato la decisione formale di rendere permanente il blocco dei beni russi. Lo si apprende a Bruxelles. Il Coreper - la riunione dei rappresentanti permanenti, cioè gli ambasciatori, dei Ventisette - aveva concordato una versione rivista della proposta della Commissione europea di usare l'articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell'Ue (TfUe) sugli asset russi e aveva approvato l'avvio di una procedura scritta. Tale procedura si è conclusa ora con il via libera dell'UE. Contrari al blocco i filorussi Ungheria e Slovacchia.
Il 16 dicembre è nata la commissione internazionale per il risarcimento dei danni di guerra all'Ucraina: la convenzione istitutiva promossa dal Consiglio d'Europa è stata adottata all'Aia. Il nuovo organismo dovrà quantificare i danni dell'invasione russa ed esaminare le richieste di risarcimento sulla base del registro dei danni che conta già oltre 86 mila segnalazioni. "Si tratta di un passo storico", ha detto il segretario generale del Consiglio d'Europa Alain Berset. Il fondo per i risarcimenti verrà istituito nel 2026 e potrebbe essere finanziato anche con gli asset russi congelati. "Ogni crimine di guerra russo deve avere conseguenze per coloro che lo hanno commesso", ha commentato a caldo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intervenendo alla conferenza del Consiglio d'Europa all'Aia per il lancio della commissione internazionale sul risarcimento dei danni di guerra per l'Ucraina. Mosca, ha sottolineato lanciando un appello contro l'impunità, deve rispondere dei suoi crimini affinché "gli altri imparino a non scegliere l'aggressione".
"Tutta la pressione sulla Russia deve rimanere in vigore finché continuerà l'occupazione del nostro territorio", ha evidenziato. "Finché il nostro popolo rimarrà prigioniero dei russi e finché i bambini ucraini rapiti dalla Russia non saranno riportati a casa, finché la Russia non mostrerà rispetto per la vita pacifica e per i diritti dei suoi vicini, le sanzioni dovranno limitare l'azione del Cremlino”, ha aggiunto.
Sul piano militare il 12 dicembre si è appreso che le forze ucraine hanno liberato parte di Kupiansk in una controffensiva che ha consentito al presidente Volodymir Zelensky di farsi fotografare, con indosso il giubbotto anti proiettile, nel territorio che il nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin sostiene di controllare, a sud, in coincidenza dell'autostrada Kupiansk-Shevchekove. I militari di Kiev hanno lanciato una controffensiva che ha stabilizzato la situazione nella direzione di Kupiansk, liberando Kindrashivka e Radkivka (a nord della città) e le foreste dei dintorni, e i quartieri settentrionali della città. E sono riusciti a far saltare le linee di rifornimento russe. Circa 200 militari di Mosca sono rimasti intrappolati in una sacca nella città. “Oggi sono nel settore di Kupyansk, con i nostri guerrieri che stanno facendo il lavoro per l’Ucraina qui – ha dichiarato il presidente ucraino -. I russi continuavano a parlare di Kupyansk, la realtà parla da sola. Ho visitato le nostre truppe e mi sono congratulato con loro. Ringrazio ognuna delle unità, tutti quelli che stanno combattendo qui, tutti quelli che stanno distruggendo l’occupante. Oggi, raggiungere i risultati in prima linea è fondamentale affinché l’Ucraina possa ottenere risultati nella diplomazia. È esattamente così che funziona: tutte le nostre posizioni forti all’interno del paese si traducono in posizioni forti nei negoziati per porre fine alla guerra”. La mossa a sorpresa del Presidente ucraino ha non solo permesso di rinfrancare il morale dei militari che difendono uno dei fronti più caldi della guerra, ma ha anche dimostrato quanto il gioco di specchi della propaganda russa abbia costruito una realtà farlocca per inculcare nella mente delle opinioni pubbliche occidentali una sorta di rassegnazione all’idea che la Russia abbia già vinto, che avanzi in modo inarrestabile e che le sanzioni fanno male solo a chi le emana. Narrazione su cui insistono sistematicamente i putiniani in Italia, capitanati dal Fatto quotidiano di Marco Travaglio.
17 dicembre 2025