Intervento di Massimo Mani all’Assemblea FLC CGIL svoltsi presso l’Istituto “Balducci” di Pontassieve (Firenze)
Uniamoci e lottiamo per buttare giù subito dalla piazza il governo neofascista Meloni prima che faccia nuovi danni ai lavoratori e alle masse popolari

Pubblichiamo la parte finale dell’intervento di Massimo Mani pronunciato all’Assemblea FLC CGIL svoltasi all’Istituto “Balducci” di Pontassieve (Firenze) in previsione dello sciopero generale del 12 dicembre.
Nella prima parte dell’intervento il compagno aveva appoggiato le ragioni della mancata firma della CGIL sul rinnovo del contratto di categoria.
 
Il governo Meloni ha confermato con la Legge di Bilancio politiche economiche e sociali di austerità (allungamento dell’età pensionabile nel solco della Fornero; tagli a sanità, scuola e università; allargamento del precariato, ecc.), accompagnandole con rinnovati interventi autoritari nel solco del decreto sicurezza e pratiche di occupazione autocentrata del potere borghese (messa sotto controllo governativo della giustizia, revisioni di sistema nella scuola e nell’università, controllo dei media, magistratura, ecc.).
La costruzione di una vertenza su questi provvedimenti deve essere sempre più tempestiva, altrimenti rischia di essere di sola testimonianza.
E deve svilupparsi in uno spirito di continuità con le mobilitazioni di settembre e di ottobre, ribadendo lo stesso metodo di convergenza. Le straordinarie settimane di mobilitazione di questi ultimi mesi hanno dimostrato l’importanza di cogliere e accompagnare lo sviluppo dei movimenti di massa, capaci di superare i confini delle diverse organizzazioni e di attivare un protagonismo sociale diffuso, anche delle giovani generazioni.
Siamo consapevoli della difficoltà a riattivare oggi quelle dinamiche partecipative e di movimento che abbiamo visto nelle scorse settimane, come ad esempio il 3 ottobre, ma bisogna essere altrettanto consci che una svolta contro le politiche di governo potrà esser costruita solo da un’attivazione sociale diffusa e dallo sviluppo di un simile movimento di massa.
Un movimento che necessiterebbe sulla base della proprie piattaforme e delle proprie rivendicazioni, una logica di convergenza con le altre soggettività che hanno deciso di contrastare apertamente le politiche di governo.
Se i sindacati di base spesso fanno fughe in avanti che non aiutano l'unità, in ogni caso, visto che siamo noi il primo sindacato, per responsabilità nei confronti delle masse lavoratrici e popolari, dobbiamo fare questo sforzo di convergenza, necessario contro un governo neofascista prima che faccia ulteriori danni al Paese e alle masse. Se rimane in carica potrà farne altri attraverso la riforma presidenzialista, altre politiche antipopolari e liberticide, come la “riforma” della giustizia (che andrà abbattuta attraverso il referendum) che la assoggetterebbe in toto al potere dell’esecutivo come preconizzato nel piano di Gelli della P2.
La natura piduista della controriforma del resto è stata confermata anche dal ministro Nordio in una recente intervista.
Per tutto questo non dobbiamo dare altro tempo al governo neofascista Meloni affinché non porti a compimento il suo disegno eversivo piduista buttandolo giù subito con la piazza; questa deve essere la priorità delle priorità a prescindere dalle diverse valutazioni.
Viva lo sciopero generale del 12 dicembre!
Buon lavoro a tutti.

24 dicembre 2025