Il governatore della Campania si annette la sanità come fece De Luca. Assessorati doppi su lavoro e ambiente
Non dar tregua alla giunta antipopolare del riformista pentastellato Fico
La presidenza del Consiglio regionale va al fratello del neopodestà di Napoli Manfredi
Redazione di Napoli
Finita una delle campagne elettorali più squallide e desolanti dall'istituzione delle regioni e dove l’astensionismo ha travolto i poli del regime neofascista e i loro lacchè, dopo un mese di discussioni e diatribe è nata a pochi giorni dall’inizio dell’anno nuovo la giunta guidata dal riformista pentastellato Roberto Fico.
Un esecutivo che esprime i caratteri dell’antipopolarità, della distanza tra palazzo S. Lucia e i bisogni immediati delle masse popolari campane, una composizione che nulla promette di buono soprattutto nell’ambito del riscatto lavorativo in Campania. Per Fico e compari non sembra infatti che le priorità siano le emergenze del lavoro e della casa, con il rilancio di un piano straordinario di industrializzazione e sviluppo che contenga anche il risanamento e la riqualificazione dei quartieri urbani o extraurbani di tutta la regione. D’altronde la nuova giunta dovrà fare i conti con il malcontento espresso alle elezioni regionali del 23-24 novembre dove l’astensionismo record del 57,4% (con Napoli al 60,4%) ha eretto un muro di granito tra il popolo campano e i politicanti borghesi in camicia nera.
Come anticipato su Il Bolscevico n. 45/2025, a muoversi per ottenere una delle poltrone più prestigiose sono stati fin da subito la famiglia Manfredi, i burattinai del nuovo governatore, pronto a sostenerlo anche contro le prepotenze di De Luca e Mastella. Fedeltà premiata con l’annuncio, il 29 dicembre, di Massimiliano Manfredi come presidente del Consiglio regionale, il vecchio volpone della destra PCI, delfino di Giorgio Napolitano, deputato nell’ultima legislatura con il PD, nonché componente delle Commissioni parlamentari “Politiche dell’Unione Europea”, “Ambiente, Territorio e Lavori pubblici”, di inchiesta su mafie e altre organizzazioni criminali e presidente del Comitato “infiltrazioni mafiose in ordini professionali”.
Nel frattempo si consumava lo scontro per gli assessorati tra Fico, Vincenzo De Luca e Clemente Mastella (attuale neopodestà di Benevento) con l’ex governatore capano che di fatto la spuntava grazie all’importante assessorato “alle attività produttive e allo sviluppo economico” che verrà ricoperto dal fedelissimo Fulvio Bonavitacola, il vero “cervello” delle politiche di De Luca negli ultimi dieci anni della presidenza targata PD. La questione del lavoro e della formazione non si ferma al solo Bonavitacola ma è divisa ambiguamente a metà con la renziana Angelica Saggese che dovrà occuparsi anche dell’inserimento dei 1.600 disoccupati organizzati che hanno da poco finito la formazione, si dice contraria al reddito di cittadinanza. Matteo Renzi può ora contare anche su un boss politico di lungo corso come Armando Cesaro, coordinatore regionale del nuovo gruppo politico “Casa Riformista”, e figlio di Luigi ex Forza Italia e autista di lungo corso del capo della camorra Raffaele Cutolo. Alla componente vicina a Mastella andrà l’assessorato all’Agricoltura con la vicesindaca della giunta antipopolare del ras DC di Benevento, Maria Carmela Serluca.
Colpisce il numero di deleghe concentrate nel solo assessore co-portavoce nazionale dei Verdi, Fiorella Zabatta (AVS), una vita tra le poltrone borghesi, l’ultima come assessore al personale presso la giunta PD di Pozzuoli; sono ben sette e tutte concentrate nel settore ambiente come quella alla biodiversità, alle politiche di riforestazione, pesca e acquicoltura, tutela degli animali, più lo sport. Altre due deleghe particolarmente importanti: sulle politiche giovanili, assessorato generalmente snobbato dalle precedenti giunte; e quello delicatissimo della protezione civile di grande attualità per le continue scosse di terremoto nella zona ovest e nord di Napoli, in particolar modo dell’area Flegrea.
Ora un assessorato doppio sembra essere dato anche a Claudia Pecoraro (M5S) che ha la delega piena all’ambiente, oltre che alle politiche abitative e alle pari opportunità: un’altra operazione poco chiara perché un bel “pezzo” di ambientalismo è nelle mani dell’assessora di AVS. In passato, va ricordato, Zabatta è stata sempre contestata dai Collettivi studenteschi per la sua scarsa rappresentatività quando sedeva alla fine degli anni Novanta negli organi collegiali di facoltà presso l’Università “Federico II”. Noi abbiamo non pochi dubbi sulla tenuta politica della nuova assessora in ordine al confronto che dovrà fare con i Comitati territoriali ambientalisti, primo fra tutti il Fronte Unito Ambientalista di Ischia, atteso lo scarso dialogo che ha contraddistinto il suo operato politico nel tempo.
Il PD fa inoltre man bassa di poltrone ottenendo la vicepresidenza regionale con la nomina dell’ingegnere Mario Casillo (area Bonaccini), uno dei vecchi papaveri del Partito Democratico in Campania che ricoprirà anche un assessorato, quello dei Trasporti, Viabilità, Mare.
Altro assessorato importante è stato consegnato nelle mani della corrente PD che fa capo ad Elly Schlein, ed è quello delle politiche sociali e della scuola con Andrea Morniroli, un tecnico già cooperatore sociale e già ex “rivoluzionario arancione” legato a Luigi De Magistris. L’area dell’attuale segreteria PD è stata rinfoltita di un altro assessorato, quello al patrimonio e al governo del territorio, guidato da Enzo Cuomo, già sindaco di Portici e già senatore del PD.
Completano la squadra di Fico l’assessore alla cultura, eventi e personale, Ninni Cutaia (M5S), dirigente del Mibact, direttore del prestigioso teatro Mercadante di Napoli, ha lavorato presso il Teatro di Roma e per il Maggio musicale fiorentino; e Enzo Maraio (PSI), cui è stato conferito l’assessorato al Turismo e promozione del territorio.
In ultimo, ma non meno importante, la posizione del governatore riformista che trattiene a sé una serie di deleghe come quelle particolarmente delicate del bilancio e della gestione dei fondi europei e nazionali; nonostante le critiche a De Luca, Fico mantiene la delega anche per la Sanità, cavallo di battaglia della campagna elettorale del M5S.
Critiche sono giunte da tutte le componenti interne alla giunta e al Consiglio regionale. Dalla scarsezza di presenza di donne nel nuovo esecutivo, secondo l’europarlamentare PD, Pina Picierno, fino addirittura ad una nota del neorenziano Cesaro che ha criticato le scelte di Fico: “In Consiglio regionale il Pd fa l’asso pigliatutto! Con 10 consiglieri si prende tre presidenze di commissione, la presidenza del Consiglio regionale e, indirettamente, altre cariche grazie agli alleati collaterali…”, mentre al gruppo di Renzi, invece, “che rappresenta quasi 200mila voti ed è la seconda forza politica della Campania con 5 consiglieri, vengono offerte solo briciole: un questore e nessuna commissione. Negli Usa dicono Winner Takes All, il vincitore prende tutto, ma loro più prosaicamente hanno fatto il fotticompagno”. Duro il commento del deputato M5S e presidente della Commissione ambiente alla Camera, Alessandro Caramiello: “Cuomo si è dimesso da sindaco, c’erano problemi di compatibilità. È noto il conflitto che come sindaco ha avuto con il gruppo territoriale 5 Stelle. Roberto ha fatto le sue scelte, vedremo. Certo, è stato uno scossone”.
Questa giunta non rispecchia assolutamente il territorio e non solo perché rappresenta solo un quarto delle elettrici e degli elettori campani che l’hanno affogata sul nascere nel mare astensionista, ma perché il suo programma non rispecchia minimamente le esigenze e i bisogni primari e immediati del proletariato e delle masse popolari, come il lavoro, un nuovo piano di industrializzazione della Campania, la fine dell’emergenza casa e il varo di un sistematico piano abitativo, lo sviluppo delle aree depresse, economiche più arretrate che deve andare di pari passo con la riqualificazione dei quartieri popolari ed extraurbani.

14 gennaio 2026