Frutto della giunta antipopolare del neopodestà Russo
Durissimi tagli a tutti i servizi essenziali a Pomigliano D’Arco
Buttare giù l’amministrazione del vecchio volpone craxiano
Redazione di Napoli
Il nuovo documento unico di programmazione (DUP) del bilancio dell’amministrazione comunale di Pomigliano D’Arco (Napoli), recentemente approvato, prevede tagli e sotto-finanziamenti a tutti i settori principali della città in provincia di Napoli, con aumenti previsti per le tariffe dei parcheggi a pagamento (le cosiddette “strisce blu”) e per le multe.
L’attuale giunta comunale di Pomigliano D’Arco è retta dal neopodestà Lello Russo, vecchio volpone socialista, già senatore in quota PSI di Craxi prima e poi di FI del neoduce Berlusconi negli anni Ottanta e Novanta, poi per altri mandati tra il 2010 e il 2020, e da poco tornato nel “centro-sinistra” con il redivivo PSI di Maraio che appoggia il governatore della Campania, Roberto Fico.
Russo fu indagato per camorra nel 1994 (l’anno prima fu sciolta per infiltrazione camorristica l’amministrazione comunale di Pomigliano) e assolto nel 2000. Ebbe a dichiarare che la camorra sarebbe addirittura inesistente a Pomigliano D’Arco. Tutto ciò nonostante le continue inchieste della Procura di Nola in merito a presunte irregolarità nel rilascio di permessi edilizi, al pestaggio di un candidato dei Verdi alle ultime elezioni comunali del 2023, agli attacchi, in campagna elettorale, dello stesso Russo al comandante della polizia municipale di Pomigliano, dipingano invece un quadro totalmente diverso.
Nel DUP varato dal neopodestà Russo non c'è praticamente nulla, perché c'è un taglio su tutto, con le uniche eccezioni dell'aumento dei soldi provenienti dalle multe, l'aumento degli oneri di urbanizzazione, l'aumento delle spese del personale, con rischio serio di far diminuire i servizi.
Le spese per le risorse umane aumentano di appena 200.000 euro, ma la scure dei tagli colpisce polizia locale e amministrativa dove lo stanziamento passa da 2.014.000 a 1.994.000 euro, istruzione e diritto allo studio da 603.000 a 216.000, altri ordini di istruzione non universitaria da 576.000 a 500.000, diritto allo studio da 505.000 a 0 euro, attività culturali e interventi diversi nel settore culturale da 603.000 a 332.000, sport e tempo libero da 73.000 a 55.000, per i giovani eravamo arrivati a 0, adesso dovrebbero essere 12.000 euro ma siamo sicuri che con qualche variazione torneranno a 0, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale da 738.000 a 610.000, qualità dell'aria tolti altri 500 euro a fronte di quei pochi 46.000 euro, trasporto pubblico 0, viabilità infrastrutture da 1.900.000 a 1.200.000, sui diritti sociali e servizi per infanzie e minori da 2.700.000 a 2.400.000, disabilità da 3.900.000 a 2.600.000, anziani da 1.800.000 a 1.200.000, una riduzione di 60.000 euro per i soggetti a rischio di esclusione sociale, famiglia da 4.400.000 a 3.200.000, asili nido 0; per quanto riguarda la ricerca, l'innovazione, lo sviluppo, la formazione professionale, ricerca e innovazione era 0 ed è rimasto 0, formazione professionale era 405.000 ed è diventato 0.
Numeri resi pubblici da un consigliere di una lista civica, Vito Fiacco, che denuncia i clamorosi tagli, gravissimi per le tasche già misere delle masse popolari, costrette a stento a mettere il pranzo con la cena.
L’amministrazione comunale dimostra la lontananza tra le masse popolari e le istituzioni rappresentative locali borghesi, delegittimate dall’astensione che ha recentemente sfiorato il 60% in tutta la Campania, non riescono a far fronte alle esigenze del popolo pomiglianese.
Solo la costruzione di istituzioni alternative dal basso, ovverosia le Assemblee popolari delle masse fautrici del socialismo basate sulla democrazia diretta e a cui possono partecipare tutti i fautori, a partire dai 14 anni, possono porre fine alle politiche clientelari e di macelleria sociale di amministrazioni come quella di Pomigliano D’Arco e, quindi, fermare e impedire la distruzione dei comuni e la trasformazione delle piccole città in paesini semi-deserti.

14 gennaio 2026