A Genova, per l’Iran, mobilitazione trasversale
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
La fredda pioggia battente, e l’orario dell’iniziativa (martedì 13 gennaio ore 12) che potrebbe aver complicato la partecipazione, non ha comunque impedito a circa 200 manifestanti di partecipare alla protesta organizzata dalla comunità iraniana di Genova per sostenere la lotta di popolo in corso contro il regime teocratico e capitalista dell’Iran dell’Ayatollah Alì Khamenei.
Al presidio, tenuto in piazza Matteotti, erano presenti soprattutto giovani, tuttavia per il suo richiamo politico dalle tinte incerte, vaghe, ha visto la presenza trasversale di personaggi della politica locale di partiti spesso collusi, tramite rapporti diplomatici retti da interessi economici, con lo Stato repressivo e fascista iraniano; consiglieri regionali della Lega, di Fratelli d’Italia, presenti anche dirigenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle.
Chi ha parlato in piazza si è espresso per la tutela dei diritti umani, e della libertà di parola. Farbod Alirezaei, portavoce della comunità iraniana a Genova residente in Italia, ha spiegato che l’obiettivo che si è posto la manifestazione è di “essere la voce del popolo iraniano” e che la rivolta in atto in Iran, non è dettata solo da motivi economici, ma dalla necessaria richiesta di libertà. L’assenza, nella rivolta popolare, di una vera guida, di un partito in grado di organizzare le lotte in una direzione magari anticapitalista, ha come “concesso” ad Alirezaei di azzardare, nel suo intervento, la possibilità, nel caso di un crollo dello Stato teocratico degli Ayatollah, di rievocare il passato e proporre la figura di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià. Descrivendolo come l’unica personalità in grado di unire il popolo iraniano; in ogni modo, qualsiasi passaggio, ha specificato, dovrà essere deciso tramite un referendum popolare.
Molti dei presenti, alla proposta del ritorno della monarchia, hanno arricciato il naso. Insomma, tanta confusione. E qui non si può, come auspicio per il popolo iraniano, non citare Mao Zedong “Grande è la confusione sotto il cielo, e la situazione è eccellente”.
21 gennaio 2026