Stipulato tra Meloni e Merz nell'incontro a Roma
Asse di acciaio tra Italia e Germania per egemonizzare l'UE tenendola legata a Trump
Mussolini in gonnella vuole il Nobel della pace per il dittatore fascioimperialista americano
Il 23 gennaio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ospitato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj a Roma per un vertice intergovernativo tra Italia e Germania. I leader hanno discusso la cooperazione in sicurezza e difesa, definendo le relazioni tra i paesi "più vicini che mai". Di fatto un asse di acciaio per egemonizzare l’Unione europea, che si sostituirebbe a quello tra Germania e Francia che ha sin qui operato in conseguenza delle ben note difficoltà in cui si trova la presidenza Macron e soprattutto della comunanza di vedute tra i popolari di Merz e il partito della Meloni per tener legata la Ue a Trump. Sette intese bilaterali, tra i numerosi ministri delle due delegazioni presenti, hanno fatto da preludio alla firma di un accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza e annunciato l'adesione a un accordo multilaterale sull'esportazione di armamenti, con progetti congiunti nell’aviazione e nella difesa missilistica, navale e subacquea. Sono inoltre previste esercitazioni congiunte delle forze armate e una maggiore integrazione tra le industrie della difesa.
L'Europa scelga se essere "protagonista del suo destino o piuttosto subirlo", ha spiegato Mussolini in gonnella, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco. Il vertice di oggi, ha ricordato Meloni, è stato il “secondo in poco più di due anni”, dopo quello di Berlino del novembre 2023. Un appuntamento che “apre anno un significativo per i nostri rapporti bilaterali”, visto che nel 2026 sarà celebrato anche il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Roma e Berlino.
Il vertice, ha aggiunto Meloni, cade in una “congiuntura storica molto complessa che impone all’Europa di scegliere se vuole essere protagonista del proprio destino o subirlo”. In questa situazione, per Meloni bisogna avere “lucidità, responsabilità, coraggio e l’intelligenza che serve per trasformare le crisi in opportunità”. Italia e Germania “hanno una responsabilità particolare, per storia, peso, leadership”. Si tratta, ha aggiunto, di “due grandi Nazioni europee, fondatrici dell’UE”, oltre che “le due maggiori produttrici manifatturiere d’Europa” i cui sistemi economici sono “interconnessi”. Italia e Germania oggi hanno “rafforzato il loro partenariato lavorando su “sfide cruciali per il nostro tempo”. Tra queste la politica dei dazi. “Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili”, ha affermato il cancelliere tedesco. “Siamo in grado di convocare il Consiglio europeo straordinario e l’azione dimostrata in questa settimana è la dimostrazione di quello che possiamo fare”, ha aggiunto riferendosi al passo indietro imposto al presidente USA.
"Con il cancelliere Merz siamo d'accordo che sia necessario un deciso cambio di passo in Europa sulla competitività. È un dato acclarato che una certa visione ideologica sulla transizione green ha messo in ginocchio le nostre industrie", ha esordito Meloni. "Altrettanto significativo è il terzo documento sottoscritto in materia di sicurezza, difesa e resilienza", ha aggiunto. “I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza - ha proseguito -. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”.
"L'Italia e la Germania vogliono dare nuovo slancio all'Europa. Lo abbiamo deciso assieme. Questo è l'obiettivo, soprattutto quando ci incontreremo il 12 febbraio in Belgio. Vogliamo smantellare la burocrazia per diventare più competitivi", ha dichiarato Merz. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Merz ha sottolineato che il rapporto tra Italia e Germania in UE non indebolisce la storica intesa tra Berlino e Parigi, perché - ha detto "non c'è una gerarchia per noi, per la Germania ogni paese è un paese che noi rispettiamo e stabiliamo dei rapporti di partenariato, che sia la Francia o che sia l'Italia".
Per quanto riguarda i rapporti con gli USA Meloni ha invitato a utilizzare un approccio “non istintivo” con Washington e si è augurata che il titolare della Casa Bianca possa “fare la differenza” per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina, così che “finalmente anche noi potremo candidarlo al Nobel per la pace”, oltre a rimarcare che l’asse con il dittatore fascioimperialista Trump rimane “solido”.
Tra i punti chiave c’è la questione dell’immigrazione, ha spiegato Meloni. Anche su questo “C’è sintonia” con Berlino, ha detto la premier. “Italia e Germania pensano che la sfida principale sia nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità, nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le nazioni di origine e di transito”, ha spiegato Meloni, ricordando il protocollo tra Italia e Albania.
L’incontro ha affrontato anche il tema dell’approvvigionamento energetico. Germania e Italia intendono sviluppare ulteriormente gasdotti e oleodotti per l’idrogeno, rafforzando le forniture dalla regione del Nord Africa. È poi prevista una cooperazione più stretta nello sviluppo delle energie rinnovabili e nella produzione di idrogeno, con l’obiettivo di aumentare l’integrazione energetica tra i due Paesi.
4 febbraio 2026